Giovedì 4 giugno 2026 si è tenuto nel pomeriggio a Palermo, presso gli spazi dell’EPYC (European Palermo Youth Center), l’incontro “1946-2026 – 80 anni della Repubblica italiana – Rimuovere gli ostacoli è ancora il suo compito”. L’iniziativa, promossa da ARCI Palermo, ha visto la convinta adesione e partecipazione della FLC CGIL Palermo, dell’Istituto Gramsci e del Palermo Pride.
Al centro del dibattito, una profonda riflessione sull’attualità della nostra Carta suprema, con un focus sul fondamentale Articolo 3, che mette nero su bianco il principio di uguaglianza formale e sostanziale tra tutte le cittadine e i cittadini, impegnando la Repubblica a rimuovere quegli ostacoli di qualsiasi natura – economica, sociale, culturale – che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza. All’incontro sono intervenute Mariangela Di Gangi (consigliera comunale a Palermo), Raffaella Bollini (vicepresidente nazionale vicaria ARCI) e Giovanna Iacono (deputata della Repubblica Italiana). Le conclusioni dell’iniziativa sono state affidate a Gianna Fracassi, Segretaria Generale della FLC CGIL nazionale, che ha offerto una lucida e sferzante analisi della fase storica e politica che stiamo attraversando.
Fracassi ha voluto ricordare la natura dinamica e profetica del testo costituzionale:“
La Costituzione individua valori che dovrebbero essere condivisi, semi che possono e che dovevano essere coltivati sulla scorta di tutte le diverse declinazioni che quei valori potevano assumere nel tempo”. Tuttavia, la Segretaria Generale ha evidenziato una dolorosa e pericolosa inversione di tendenza: “Oggi quei valori fondanti non agiscono più come un collante sociale riconosciuto da tutti, ma sono diventati un vero e proprio baluardo da difendere. Stiamo vivendo una fase di evidente arretramento che investe tutti i settori della vita pubblica, a partire dalla democrazia rappresentativa, dalle sue istituzioni e dai suoi processi fondamentali.”
Un passaggio cruciale dell’intervento di Gianna Fracassi è stato dedicato ai luoghi della partecipazione. La democrazia e la partecipazione dei cittadini non si esauriscono e non si esplicano solo nel momento del voto, ma devono vivere quotidianamente in una pluralità di ambiti: nei luoghi di lavoro, nelle comunità, nelle istituzioni. Spazi di democrazia e confronto vengono oggi sistematicamente mortificati. L’esempio più lampante e preoccupante arriva proprio dalle istituzioni scolastiche, sotto la gestione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: “Oggi – ha concluso la Fracassi – l’idea stessa di un diritto all’istruzione per tutti e per tutte, universale e inclusivo, è messa apertamente in discussione dalle scelte politiche ed economiche dell’attuale governo. Davanti a questa deriva regressiva, la FLC CGIL ribadisce che la scuola pubblica e la Costituzione rimangono i presidi democratici fondamentali da cui far ripartire la lotta per i diritti, per l’uguaglianza e per la rimozione di quegli ostacoli che qualcuno vorrebbe rendere insormontabili.”






























