Si è svolta, dal 15 al 17 settembre 2026 a Bahia, in Brasile, la 5° Conferenza Mondiale delle donne di Education International. La FLC CGIL è stata rappresentata da Manuela Calza e Graziamaria Pistorino, segretarie nazionali con delega rispettivamente alle politiche di genere e alle politiche internazionali, insieme a Tuscia Sonzini del Centro nazionale. La delegazione ha preso parte ai lavori di gruppo e contribuito alla stesura dei documenti della conferenza in merito alle strategie di negoziazione, di rappresentanza di genere all’interno delle organizzazioni sindacali, all’importanza della contrattazione collettiva in un’ottica di miglioramento delle condizioni di lavoro femminili e l’apporto fondamentale della mobilitazione delle donne nella lotta per la pace e la solidarietà.
Nelle discussioni avviate all’interno delle commissioni è stato rilevato che, quando si parla di negoziazione si deve tener presente che questa si instaura non solo a livello di confronto fra istituzioni, ma, che una contrattazione continua si svolge in tutte le azioni quotidiane e in tutte le circostanze in cui la condizione femminile è compromessa dalla mancanza di diritti fondamentali quali l’istruzione. Da questa esigenza, scaturisce la responsabilità delle organizzazioni sindacali, perché la negoziazione assume un’importanza culturale e sociale fondamentale per il superamento delle disuguaglianze, quando la società tende a marginalizzare le donne nella vita privata e professionale (si rimanda allo specifico approfondimento Negotiating collective bargaining with a gender perspective).
Le organizzazioni sindacali sono gli attori principali nella lotta per l’equità; tuttavia, non sono immuni alle dinamiche che conducono ad una disparità di genere. In particolare, nei settori della conoscenza, nei quali la maggior parte dei lavoratori sono donne, la leadership sindacale è spesso rappresentata da uomini. L’impegno per le organizzazioni sindacali della conoscenza, quindi, consiste non solo nell’assicurare quote di partecipazione all’interno degli organismi ma abbattere le barriere che impediscono la stessa possibilità di accesso alle donne a precorsi di carriera (si rimanda allo specifico approfondimento Feminist Leadership In Education).
La disparità di genere non è solo un concetto astratto, ma si traduce concretamente in una disparità retributiva (part time involontario, precarietà, progressioni di carriera limitate). L’azione sindacale tramite la contrattazione collettiva può determinare un’inversione di tendenza, mettendo in atto una negoziazione inclusiva, con piattaforme di rivendicazione che accolgono sensibilità per le tematiche di genere e le trasformano in strategie (si rimanda allo specifico approfondimento Pay transparency and role of gender-neutral job evaluation and job classification in the public services).
In un periodo caratterizzato dai conflitti, migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle donne, permette anche di rafforzare la mobilitazione femminile per la pace e costruire alleanze fra i movimenti femministi spesso frammentati. Occorre quindi ampliare, espandere, rafforzare l’attivismo femminile per la pace e il suo fondamentale contributo alla lotta per la democrazia, per la giustizia sociale e per la responsabilità collettiva.
Infine, la conferenza in seduta plenaria ha concluso che, al fine di rendere concreta l’azione collettiva delle organizzazioni federate a Education International, si rende necessario tracciare un programma di azioni future, di misure concrete, per la costruzione di società in cui le donne partecipino equamente alla distribuzione del potere, della conoscenza e delle risorse e godano di pari opportunità, diritti e doveri (si rimanda allo specifico approfondimento Gender Equality Action Plan (GEAP) 2026–2029).
Per la FLC CGIL, in piena sinergia con quanto elaborato dalla Conferenza, le organizzazioni sindacali del settore di Istruzione e Ricerca sono soggetti attivi e responsabili del cambiamento culturale della maggior parte dei Paesi del mondo, oggi attraversati in ogni continente da involuzioni patriarcali e misogine, strettamente collegate con lo sviluppo di ideologie neoliberali e di ultradestra.
È quindi evidente: seppur non sia identificato con i partiti, il sindacalismo è politica, è indispensabile costruire una risposta forte agli attacchi antidemocratici e, sebbene, viviamo tempi difficili a livello globale, non possiamo fermare la nostra azione di cambiamento per la giustizia sociale e la pace e, con le parole del panel finale dell’evento, “Il futuro è nelle nostre mani, diamo forza alla speranza passo dopo passo”.





























