Condividiamo e supportiamo le iniziative del Coordinamento Nazionale docenti precari AFAM, un gruppo formato da centinaia di docenti di diverse istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica che si sono organizzati spontaneamente per chiedere chiarimenti e soluzioni a un settore sempre più precarizzato.
QUALE FUTURO PER L’AFAM SENZA LA RISOLUZIONE DELLA QUESTIONE DEL PRECARIATO?
È la domanda che i docenti precari rivolgono alla Ministra Bernini, l’ennesima richiesta presentata al Ministero dell’Università e della Ricerca e al CNAM, per avviare un tavolo di confronto che porti alla stabilizzazione di tutto il personale AFAM. Richiesta che si aggiunge alle istanze del nostro sindacato che da sempre pone al centro la questione del precariato nei tavoli del Ministero e dell’Aran.
I precari e il personale di ruolo di tutte le istituzioni AFAM possono sottoscrivere l’appello alla Ministra compilando il modulo.
La FLC CGIL si schiera dalla parte di tutti quei lavoratori che garantiscono il funzionamento delle Istituzioni Afam ma con scarsi diritti e nessuna certezza riguardo alla loro continuità lavorativa. L’avvio dell’anno accademico 2025/2026 si sta caratterizzando da criticità e ritardi nell’assegnazione degli incarichi di docenza come conseguenza del d.P.R 83/2024, il passaggio da una mobilità nazionale a una mobilità di sede con reclutamento. A ciò si conferma l’assenza di investimenti, il taglio del 25% del turn over applicato su disposizione della Legge di Bilancio 2025, la mancanza di economie per il rinnovo del CCNL 2022-2024, e l’assenza di risorse nella Legge di Bilancio 2026.
Un Coordinamento autonomo che nasce il 4 giugno 2025 nel giorno in cui la FLC CGIL è scesa in piazza per presentare la piattaforma e le politiche di contrasto al precariato in tutti i settori della conoscenza. Da poche persone sono arrivati ad aggregare centinaia di precari che lavorano nelle 102 istituzioni del Settore AFAM. Ricordiamo che non è noto il numero effettivo di precari del settore AFAM su base nazionale ma le stime ipotizzano un numero superiore alle 2.000 unità che lavora con contratti a tempo determinato e con contratti atipici quali prestazioni occasionali, cococo e partite iva. Ad essi si aggiungono i docenti presenti nelle graduatorie nazionali e gli idonei nelle graduatorie dei DM 180.

























