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CNR: appello alla non partecipazione al bando MAECI per la cooperazione scientifica Italia-Israele

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La cooperazione scientifica e culturale tra i popoli è da sempre uno strumento fondamentale di dialogo e crescita reciproca, ma non può essere slegata dal quadro politico e morale nel quale dovrebbe svolgersi. Ѐ notizia di queste settimane il lancio del bando MAECI per la cooperazione scientifica tra Italia e Israele, che, pur nella sua dimensione tecnica e diplomatica, non può essere considerato neutrale mentre è in corso una drammatica aggressione militare da parte di Israele nei confronti del popolo palestinese, aggressione che ha provocato, e continua a provocare, migliaia di vittime civili, la distruzione sistematica di infrastrutture e istituzioni e una crisi umanitaria di proporzioni immani nella Striscia di Gaza.

I ripetuti appelli della società civile, delle organizzazioni per i diritti umani, della comunità scientifica e accademica internazionale, a interrompere ogni forma di collaborazione con il governo israeliano in conseguenza dell’aperta violazione del diritto internazionale, sono stati finora ignorati nel nostro Paese. Nel ribadire la convinzione che la Scienza rappresenti un veicolo di dialogo tra i popoli, nell’attuale situazione la FLC CGIL ritiene che non partecipare a tale bando, oggi, rappresenti un atto di grande rilevanza e di vicinanza al popolo palestinese. Per questo invita tutto il personale del Consiglio Nazionale delle Ricerche ad una attenta e critica riflessione e a considerare la non partecipazione al bando per la raccolta di progetti congiunti di ricerca per l’anno 2025 tra Italia e Israele. Tale posizione non è contro la scienza, né contro la cooperazione tra popoli: al contrario, è una posizione coerente con l’idea più alta di collaborazione internazionale, che non può prescindere dal rispetto dei diritti umani, della giustizia e della dignità dei popoli. Ogni forma di cooperazione dovrebbe essere ripensata e subordinata al rispetto dei principi fondamentali della vita, del diritto internazionale e umanitario, in particolare in presenza di conflitti, di crimini di guerra e di cancellazione dei diritti umani.

Come FLC CGIL, riteniamo che la non partecipazione a tale bando, oggi, rappresenti un atto di responsabilità, di coerenza e di solidarietà con il popolo palestinese e che raccoglierebbe il consenso anche di tutti coloro che, in Israele, si oppongono alle politiche scellerate dell’attuale governo.