Lo scorso 24 marzo, il Consiglio di Amministrazione del CNR, con significativo ritardo rispetto alla tempistica definita lo scorso ottobre, ha finalmente deliberato l’avvio del processo di stabilizzazione con la definizione della lista degli aventi diritto ai sensi dell’art. 20, comma 1, del D.Lgs. 75/2017 e s.m.i. Il processo avviato prevede l’autorizzazione all’assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato di n. 185 unità di personale e la proroga, fino al 31 gennaio 2027, dei contratti in essere di cui sono titolari i soggetti in possesso dei requisiti, ma non stabilizzati.
Questo risultato è frutto della pluriennale mobilitazione messa in atto da lavoratrici e lavoratori precari del CNR, sostenuti da FLC CGIL, FIR CISL e UIL Scuola RUA, che ha portato all’approvazione del comma 591 della legge 207/2024 (legge di bilancio 2025), che prevede lo stanziamento di 9 M€ per l’anno 2025, di 12,5 M€ per l’anno 2026 e di 10,5 M€ annui a decorrere dall’anno 2027, per l’assunzione di ricercatori, tecnologi, tecnici e personale amministrativo in possesso dei requisiti di cui all’articolo 20, commi 1 e 2, del D.Lgs. 75/2017 (decreto Madia). La mobilitazione proseguita nel 2025, fino all’occupazione della Sede centrale del CNR a dicembre 2025 sostenuta dalla FLC CGIL, ha portato all’ulteriore stanziamento di 1.5 M€ per l’anno 2026 e 1,5M€ per il 2027 (comma 896 nella legge 199/2025 – legge di bilancio 2026) finalizzati a “garantire la continuità lavorativa del personale precario in possesso dei requisiti di cui all’articolo 20, commi 1 e 2” del decreto Madia.
Alle OO.SS., convocate il 23 marzo per una informativa sul tema, il Presidente Lenzi ha anticipato l’esito della procedura di attuazione dell’art. 20 Comma 1 e le modalità di utilizzo delle risorse stanziate con le due Leggi di Bilancio 2025 e 2026. Il tema è stato quindi ripreso ed approfondito dal Direttore Generale che ha riferito delle interlocuzioni con il MUR per avere parere sull’utilizzo dei 9 ML€ del 2025 e dei 3/12 dei 12,5ML€ del 2026 per la proroga dei contratti TD in essere alla data della delibera del CdA.
La FLC CGIL ha ricordato al Tavolo che tali risorse non sono dovute al MUR o al Governo, come rivendicato dal Presidente e dal DG, ma sono esclusivamente il risultato delle tenaci mobilitazioni delle lavoratrici e lavoratori precari, convintamente sostenuti dalla FLC CGIL, messe in atto nel corso del 2024 e 2025.
Purtroppo, né la ministra Bernini, più volte sollecitata, né tantomeno il Governo hanno mostrato disponibilità e interesse a finanziare adeguatamente la Ricerca Pubblica e a destinare giuste risorse per la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari del CNR. Quindi, pur valutando positivamente l’avvio, ancorché tardivo, del percorso di stabilizzazione, la FLC CGIL ha con forza richiesto un ampliamento immediato della platea degli assunti, anche solo di alcune decine di unità, a valere su risorse dell’Ente, quale segnale concreto di attenzione verso la componente più fragile del personale CNR. L’inaccettabile orientamento in proposito di questa Amministrazione, chiaramente emerso dalla risposta del Presidente, ha avuto esplicita conferma nel comunicato stampa emanato immediatamente dopo la deliberazione della procedura di stabilizzazione.
La delibera, come anticipato nel corso della informativa del 23 marzo, stabilisce che a fronte di 854 domande presentate, 691 risultano soddisfare i requisiti definiti nella Manifestazione di Interesse. Il CdA ha deliberato l’assunzione di 185 Colleghe e Colleghi mediante l’utilizzo delle risorse assegnate e vincolate dalla Legge di Bilancio 2025, ottenute solo grazie alla forte mobilitazione del sindacato e dei Precari Uniti. Il criterio adottato per l’individuazione delle 185 unità di personale immediatamente stabilizzabili è quello dell’anzianità di servizio maturata con contratti TD e/o flessibili ammissibili negli otto anni di riferimento individuati, periodo compreso tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2024.
Immissione in ruolo:
- per il personale attualmente in servizio, ossia 123 Colleghe e Colleghi precari che finalmente vedranno riconosciuto il diritto alla stabilizzazione, avverrà il primo giorno utile successivo alla scadenza del contratto in essere. I primi saranno assunti con contratto TI già il 1° aprile p.v., gli altri a scalare, e comunque non oltre il 1° dicembre 2026.
- per il personale non in servizio (62 unità) l’assunzione è prevista per il 1° maggio 2026.
Da questa prima tranche di stabilizzazione restano tuttavia esclusi ben 506 lavoratrici e lavoratori, costretti ancora ad attendere il riconoscimento del proprio diritto a un lavoro stabile.
Di questi:
- 328 risultano in servizio, di cui 28 hanno un contratto TD che termina oltre il 31 gennaio 2027, mentre per i 300 il cui contratto termina già a partire dal fine marzo l’Ente ha previsto la proroga al 31 gennaio 2027 con i fondi stanziati nelle Leggi di Bilancio 2025 e 2026.
La FLC CGIL, pur apprezzando la continuità lavorativa garantita ai lavoratori precari ribadisce con forza che si tratta, allo stato attuale, di una soluzione temporanea e non risolutiva, che richiede da subito ulteriori azioni da parte dell’Ente al fine di ottenere da Governo e Parlamento lo stanziamento dei fondi necessari a stabilizzare tutto il personale precario.
La FLC CGIL ritiene invece grave e inaccettabile l’assenza di qualsiasi proposta di soluzione per 178 lavoratrici e lavoratori che, pur avendo maturato il medesimo diritto alla stabilizzazione, hanno già visto cessare il proprio contratto, spesso a causa di vincoli burocratici tardivamente rimossi dal CNR. Ad oggi queste persone vengono letteralmente dimenticate dallo stesso Ente nonostante la FLC CGIL in più occasioni ha chiesto una modifica della Delibera 366/24 che consenta alla Rete scientifica di poter attivare/prorogare contratti TD.
L’amministrazione si è impegnata a convocare a breve un tavolo tecnico con le OO.SS. per avviare, con le risorse del turn over, le procedure relative l’applicazione dell’art. 20 C2 nonché avviare le procedure per utilizzare le esigue risorse del c.d. emendamento Lotito che, ricordiamo, devono essere concluse entro dicembre 2026.
Pur considerando l’avvio del processo di stabilizzazione un primo passo sicuramente positivo, la FLC CGIL sottolinea che ad oggi non viene proposta nessuna prospettiva di stabilizzazione per i precari che hanno maturato i requisiti previsti dalla Madia nel corso del 2025 e 2026.
Pertanto la FLC CGIL continuerà convintamente la mobilitazione fino a quando il diritto al lavoro stabile non sarà garantito a tutte e tutti i precari aventi diritto, ai sensi dei Commi 1 e 2 dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017. Nessuno deve restare indietro. Nessuno deve essere lasciato solo.






























