Si è svolto a Ankara dal 19 al 21 dicembre 2025, il 3° Congresso delle Donne del sindacato dell’istruzione turco Eğitim Sen. I precedenti congressi tematici riguardanti le questioni di genere e le relative elaborazioni programmatiche del sindacato si sono svolti nel 2004 e nel 2010. Si tratta di occasioni in cui le sole donne appartenenti all’organizzazione producono documenti che impegnano le politiche future.
Eğitim Sen si batte da tempo per la parità di genere, l’istruzione pubblica e i diritti sindacali tanto che nei primi mesi del 2025, per rappresaglia, il governo ha annullato il progetto “Per la promozione della parità di genere nell’istruzione”. Sono stati presi di mira gli insegnanti che promuovono i temi di genere e di non discriminazione, le indagini sono state intensificate e così le detenzioni e le intimidazioni contro i membri dei sindacati. Infine, il governo turco ha minato gli standard internazionali del lavoro ratificati dalla Turchia, tra cui le Convenzioni dell’OIL sulla libertà di associazione e sulla contrattazione collettiva. Il presidente di Eğitim Sen, Kemal Irmak, è entrato a far parte dell’assemblea di ETUCE, la struttura europea dell’EI, dopo essere stato messo agli arrestati domiciliari il 9 aprile 2025, lì ha ricevuto messaggi di solidarietà dai sindacalisti dell’istruzione di tutta Europa e del mondo. In quella circostanza la FLC CGIL ha contribuito alla campagna di solidarietà internazionale con l’inoltro di una lettera alle autorità governative turche.
Pertanto, la FLC CGIL non poteva mancare l’appuntamento del 3rd Women’s Congress of Eğitim Sen, in primo luogo, per le importanti relazioni di amicizia che legano le due organizzazioni e in secondo luogo per la tematica, centrale e ineludibile per lo sviluppo democratico e pacifico delle società e delle culture in tutto il pianeta. I lavori, coordinati da Evrim Gulez, segretaria nazionale con delega all’istruzione, sono stati avviati dalla relazione introduttiva di Simge Yardim, segretaria nazionale con delega alle politiche di genere. L’intervento ha messo in evidenza i valori costitutivi del sindacato. Eğitim Sen affronta la lotta per i diritti e l’uguaglianza dei lavoratori in un quadro più ampio di diritti e libertà, partendo dalla consapevolezza che disuguaglianza e rapporti di potere si alimentano a vicenda. “Mettere in discussione il sistema patriarcale e lo spazio politico che ne discende, integrare una prospettiva di uguaglianza di genere e libertà in ogni aspetto della nostra lotta sindacale, sono principi fondamentali che guidano il nostro lavoro”.
Al congresso, oltre alla FLC CGIL, rappresentata dalla segretaria nazionale Graziamaria Pistorino, erano presenti alcune tra le più importanti organizzazioni sindacali affiliate ad Education International e, per la maggior parte, componenti della sezione regionale di ETUCE: FECCOO e STES-i dalla Spagna, Fenprof dal Portogallo, GEW dalla Germania, GUPT e PGFTU dalla Palestina, KTO, KTOES e DAU SEN da Cipro, KTU dal Kurdistan iracheno, NEU dalla Gran Bretagna, SNES FSU dalla Francia e TUS dalla Serbia. Durante lo svolgimento del congresso, oltre alle specifiche sessioni di lavoro per le delegate, le ospiti internazionali hanno rappresentato le condizioni dei propri paesi di provenienza con specifici interventi in plenaria (in allegato il contributo della FLC CGIL). Uno scenario comune pesa sulla reale equiparazione tra uomini e donne, chiamando ancora una volta le organizzazioni sindacali internazionali ad un percorso comune.
La FLC CGIL considera necessario il cammino comune: l’imperativo è unirci. Indipendentemente dal nostro Paese, dalla nostra lingua, dalla nostra cultura. Le organizzazioni sindacali a livello globale, in seno a Education International hanno una forte responsabilità nel mantenere l’impegno per raggiungere una reale parità di diritti. Come deliberato dalle risoluzioni del 10° Congresso mondiale dell’Education International (EI) di Buenos Aires, “raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 5 non è solo un imperativo morale; è un investimento strategico per un futuro più sostenibile e prospero per tutti. Dando priorità ai diritti e al benessere di donne e ragazze, possiamo costruire società più inclusive e resilienti, in cui tutti possano prosperare”.



























