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Comitato scientifico: parte zoppa la procedura all’Istat

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Di seguito il comunicato inviato al personale venerdì 24 ottobre 2025.


Comitato scientifico: parte zoppa la procedura all’Istat

Troppi paletti per le candidature, si vota il 4 dicembre 2025

Dopo mesi di annunci e false partenze, dopo la call estiva per scegliere i 5 membri nominati dal Presidente, finalmente è stata pubblicata martedì 21 ottobre la delibera che dà il via alla prima procedura di elezione dei 2 rappresentanti dei ricercatori e tecnologi nel primo Comitato scientifico dell’Istituto.

Ricordiamo che la norma (il Dlgs. 218/2016, di cui si “festeggiano” in questi giorni i 10 anni in un evento del Codiger) prevede che ogni ente di ricerca si doti di questo organismo e che l’Istat è rimasto uno dei pochissimi che ad oggi ancora non lo aveva costituito.

Lo Statuto aveva previsto delle regole non condivise dalla FLC CGIL: l’elettorato passivo è riservato ai I-III (questo è previsto dalla legge), così come quello attivo, inoltre l’elettorato è diviso fra ricercatori (che eleggono un rappresentante) e tecnologi (che ne eleggono un altro). Per la FLC CGIL l’elezione dovrebbe essere unica, e prevedere l’elettorato attivo anche dei lavoratori dei IV-VIII, visto che l’attività di ricerca è trasversale ai livelli.

La delibera che indice la procedura elettorale impone inoltre una serie di requisiti non previsti né dalla normativa, né dallo statuto né dal regolamento Istat e addirittura nemmeno dall’avviso per la selezione dei 5 componenti esterni pubblicato ad agosto. Secondo noi dovrebbero essere eliminati.

Si può candidare solo chi, fra i ricercatori e tecnologi dell’Istituto in servizio, rispetta o possiede i seguenti requisiti:

avere una “elevata qualificazione ed esperienza professionale di almeno 10 anni nell’ambito della ricerca scientifica nei settori di ricerca dell’Istat, maturata in Istat e/o presso istituzioni di ricerca in Italia o all’estero”

avere prodotto, negli ultimi 10 anni, “almeno 10 pubblicazioni scientifiche, di cui almeno 3 pubblicate su riviste indicizzate nella banca dati Scopus” (per i ricercatori) e “almeno 4 pubblicazioni scientifiche, di cui almeno 1 pubblicata su riviste indicizzate nella banca dati Scopus” (per i tecnologi). “Le pubblicazioni devono appartenere alle aree disciplinari di rilevanza economica, demografica, sociale, territoriale-ambientale, statistico metodologica o informatica”

avere partecipato “ad almeno 1 progetto di ricerca di valenza nazionale o internazionale, finanziato da enti pubblici o privati di elevata qualificazione scientifica”

non essere dirigente dell’Istituto, rappresentante sindacale, o componente degli organismi dell’Istat.

Secondo una prima valutazione, questi criteri darebbero la possibilità di candidarsi solo a una minoranza dei ricercatori e tecnologi, che rischiano di non essere rappresentativi del complesso dell’attività di ricerca che si svolge all’Istat.

Inoltre, la scelta della piattaforma Scopus, utilizzata solo da una parte dei nostri colleghi, è un ulteriore elemento di selezione arbitraria. Operando una banale ricerca sul sito Scopus, meno della metà fra i direttori e capi servizio dell’Istat (che comunque non potrebbero vista l’incompatibilità) avrebbero i requisiti per candidarsi! Lascia perplessi anche il criterio per il quale, a parità di voti, è premiato il livello professionale e – in subordine – l’anzianità. Il periodo per presentare la propria candidatura su SOL, una volta effettivamente indetta la procedura, sarà di soli 8 giorni: un tempo oggettivamente troppo stretto!

Unico passaggio positivo della procedura ci sembra la scelta di  svolgere le elezioni “in modalità telematica”, come avevamo chiesto di prevedere anche per l’elezione del/la rappresentante in Consiglio.

Si voterà in una sola giornata, il 4 dicembre 2025 dalle ore 9.30 alle ore 16.30.

Tutti i paletti inseriti nella delibera rischiano di inficiare la novità e gli aspetti positivi dell’introduzione del comitato scientifico e potrebbero anche condurre a contenziosi e all’annullamento dell’intera procedura. Non ci risulta che in altri enti di ricerca siano stati introdotti requisiti così stringenti, peraltro nella procedura Istat manca qualsiasi riferimento alla parità di genere, presente in altri casi.

Chiediamo che siano immediatamente stralciati i “requisiti” previsti dalla delibera, almeno quelli più limitanti (art. 3 c. 2, lettere b, c e d), e che ci sia quindi un ampio ventaglio di candidature e un’estesa partecipazione al voto, che legittimi i/le due colleghi/e che saranno eletti/e ad operare con maggiore rappresentatività.

FLC CGIL ISTAT