La FLC CGIL, nell’ambito del proprio impegno internazionale, ha sottoposto alle organizzazioni sindacali affiliate a Education International (33 milioni di aderenti in 178 Paesi del mondo) e a ETUCE, sua sezione europea, le ragioni che animano lo sciopero del 12 dicembre 2025.
Il Parlamento italiano sta discutendo la Legge di bilancio del nostro Paese che dovrà decidere sui fondi che lo Stato destinerà alle diverse voci del bilancio pubblico. In questo momento si confermano e si ampliano i finanziamenti alle scuole paritarie, mentre alla scuola statale vengono imposti tagli e vincoli che ne limitano il funzionamento. È proprio in questa fase che prendono corpo le parole della campagna di Education International che la FLC CGIL condivide: #GoPublic! #FundEducation!
La FLC CGIL ha sempre mantenuto la determinazione a voler difendere il valore dell’Istruzione e della Ricerca pubblica chiedendo risorse aggiuntive che dovevano essere recuperate proprio nella legge finanziaria. Purtroppo, però, mentre l’inflazione in Italia nel triennio 2022/24 è cresciuta del 17%, i salari vedono un aumento solo del 6% e si tratta dei salari tra i più bassi d’Europa.
Di fronte alla chiusura del governo, abbiamo continuato a difendere le condizioni dei lavoratori, soprattutto perché da loro proviene la nostra forza, infatti, dopo l’importante vittoria delle elezioni per le rappresentanze sindacali unitarie (RSU) nei luoghi di lavoro con il 27,58% dei voti, le recenti misurazioni ci consegnano la responsabilità di essere il primo sindacato più rappresentativo del comparto.
Il 12 dicembre 2025 la CGIL ha proclamato lo sciopero generale di tutti i lavoratori per chiedere al governo Meloni di cambiare la legge di bilancio e di intervenire per fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, per dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione, per contrastare la precarietà, per il rilancio delle politiche industriali e per una riforma fiscale equa e progressiva.
Attorno a queste finalità, nell’ambito della campagna Go Public! Fund Education, che rivendica investimenti pubblici nell’istruzione, è intervenuta direttamente Education International con una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Giorgia Meloni, e al Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, a firma del Segretario Generale David Edwards (allegata in inglese e in italiano).
Inoltre, si è raccolta un’ampia solidarietà internazionale e lo testimoniano i messaggi pervenuti da alcune delle maggiori organizzazioni sindacali del settore nel mondo:
- IFUT, Irlanda
- STEs, Spagna
- NEU, Regno Unito
- FENPROF, Portogallo
- KTÖS, Cipro
La solidarietà internazionale rafforza, per la FLC CGIL, la convinzione della necessità di mettere l’istruzione al centro delle scelte economiche dei governi, con particolare riferimento al tema della precarietà del personale e delle risorse da stanziare per il rinnovo del CCNL.


























