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Desk sharing all’Istat: a che punto siamo?

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Dopo la fallimentare esperienza “pilota” che ha coinvolto il servizio PBC da fine 2023, proviamo a tracciare un bilancio del desk sharing all’Istat, a sei mesi dall’introduzione nella sede Istat di Piazza Marconi, e in attesa degli esiti della call in corso per il dirigente del servizio LOG, vacante ormai da parecchi mesi.

Tutte le criticità che avevamo evidenziato nella fase precedente si sono puntualmente concretizzate. 

Un anno fa – e poi nei mesi successivi – chiedevamo che l’assegnazione delle stanze non avvenisse sulla base della “struttura”, consentendo quindi a tutti i lavoratori della sede di occupare qualsiasi postazione. Parallelamente chiedevamo stanze dedicate alle riunioni in presenza, all’isolamento per riunioni on line o per “studio” e un sistema – non obbligatorio – di prenotazione online per consentire ai colleghi di avere la certezza di potere lavorare insieme in presenza.

Prima di partire chiedevamo poi – soprattutto – in seguito anche alle assemblee con il personale interessato, di attrezzare postazioni buffer nelle altre sedi romane.

Chiedevano di attivare un tavolo di confronto, che comprendesse le sedi territoriali e il progetto di coworking.

Avevamo posto quindi l’accento su alcuni possibili problemi tecnici, riguardanti la VDI, il wi-fi malfunzionante, i locker mancanti, i servizi (a cominciare dai bagni).

Infine volevamo un quadro delle risorse economiche risparmiate, per concordare come reinvestire quelle somme per il personale.

Allora ci è stato risposto negativamente praticamente su tutte le nostre ragionevoli proposte: le assegnazioni delle stanze avrebbero comunque seguito direzioni e servizi, le postazioni buffer in altre sedi sarebbero state create solo successivamente (e ad oggi non esistono!), le postazioni e stanze dedicate per riunioni o per concentrarsi non si potevano fare, il sistema di prenotazione non era necessario.

I problemi tecnici erano un anno fa “in corso di soluzione” (e lo sono tuttora!). I locker sono arrivati solamente pochi giorni fa (e non sono ancora utilizzabili…). Per migliorare la qualità della VDI  gli interventi sono arrivati dopo alcuni mesi. Il wi-fi non funziona in ampie aree della sede di piazza Marconi. I lavori sui bagni sono stati fatti a maggio, a desk sharing ampiamente iniziato. 

Il confronto sulle sedi territoriali, ad oggi, pur annunciato, non è ancora stato programmato.

Nel frattempo i lavoratori e le lavoratrici coinvolti hanno passato molto del loro tempo a segnalare i disservizi, attendere i ritardi dell’amministrazione e purtroppo – occasionalmente – risolvere micro conflitti generati dalla mancata gestione delle regole fissate sul desk sharing. 

L’amministrazione ha infatti alternativamente detto che le stanze erano assegnate alle direzioni/servizi che insistevano su Marconi, poi che lo erano solo “prioritariamente”, che il personale delle altre sedi poteva usare le postazioni buffer, anche qui non si capisce se solo prioritariamente o in via esclusiva. 

Seguendo i suggerimenti della FLC CGIL e delle altre rappresentanze dei lavoratori avremmo evitato ed eviteremmo i problemi evidenziati. 

È ora di aprire stanze buffer nel polo centrale, a Tuscolana e a Liegi, prima di pensare ai fantasiosi coworking demaniali, e di convocare i tavoli per rendere concreto il coworking  nelle sedi territoriali e per utilizzare i risparmi presenti e futuri per migliorare le sedi e valorizzare il personale.

Rinviamo in ogni caso alla sintesi che abbiamo pubblicato a seguito dell’approvazione del PIAO 2026-2028 sulle varie questioni riguardanti le sedi.


clicca qui per andare all'articolo originale: https://www.flcgil.it/enti/istat/notizie/desk-sharing-all-istat-a-che-punto-siamo.flc