Nell’ambito dell’esame del Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”, è stato presentato dalle forze parlamentari di opposizione un emendamento all’articolo 18, relativo alle misure urgenti per l’attuazione delle riforme della Missione 4 – Componente 1 del PNRR.
L’emendamento intende mitigare il limite attuale che consente le immissioni in ruolo del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) esclusivamente sul turn over derivante dalle cessazioni, permettendo invece di destinare alle assunzioni a tempo indeterminato anche i posti vacanti e disponibili nell’organico di diritto che si rendono tali per progressioni di carriera, passaggi di area o altri istituti previsti dalla normativa vigente.
L’obiettivo è contribuire a ridurre una condizione di precarietà strutturale che, secondo i dati ministeriali, riguarda circa 60.000 unità di personale, assicurando al contempo maggiore continuità amministrativa alle istituzioni scolastiche.
Di seguito il testo dell’emendamento proposto dalla FLC CGIL.
Emendamento al Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19
Dopo il comma 4, aggiungere il seguente:
«4-bis. Al fine di garantire la continuità amministrativa e la piena attuazione degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, i posti vacanti e disponibili dell’organico di diritto del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), resisi tali per progressioni di carriera, passaggi di area o altri istituti previsti dalla normativa vigente diversi dalle cessazioni, sono destinati alle immissioni in ruolo a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027, nel limite del numero dei posti temporaneamente coperti ai sensi del comma 4. Per il medesimo anno scolastico, le relative assunzioni sono effettuate in deroga ai limiti ordinari di turn-over previsti dalla legislazione vigente, nei limiti delle risorse già stanziate a legislazione vigente per la copertura dei medesimi posti e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.»
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