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Elezioni Fondo Espero 2025: con la FLC CGIL, il tuo futuro previdenziale è in mani esperte

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Il 27, 28 e 29 ottobre si vota online per rinnovare l’Assemblea dei delegati degli associati al Fondo Scuola Espero. Speciale elezioni.

La FLC CGIL candida una squadra seria e competente perché la tua pensione integrativa merita una gestione etica e rigorosa, vicina a chi lavora.

Per un futuro sereno e dignitoso servono scelte consapevoli.
Difendiamo la pensione pubblica e valorizziamo la previdenza complementare.

Vota la lista FLC CGIL
Fare futuro ogni giorno, insieme

I nostri impegni

Più valore ai tuoi risparmi, meno spese di gestione

Governance trasparente e semplificazione dei rapporti con gli aderenti

Gestione con professionalità e competenza

Pari diritti tra pubblico e privato

Allargamento degli investimenti indirizzati a sostenibilità sociale e ambientale

Nuove politiche di investimento a favore della pace

Sostegno all’economia reale e alle imprese del territorio

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Più valore ai tuoi risparmi, meno spese di gestione
Governance trasparente e semplificazione dei rapporti con gli aderenti
Gestione con professionalità e competenza

Più valore ai risparmi, trasparenza, stabilità e adeguatezza delle politiche di investimento.

Il fattore costi è un elemento fondamentale negli investimenti previdenziali perché meno spese a carico dei lavoratori significa più capitale utile agli investimenti e, quindi, più montante finale, cioè una rendita pensionistica complementare più alta.

La COVIP scrive sul suo sito che “un Indice Sintetico dei Costi del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione al piano pensionistico di circa il 18%”.

Quindi, eleggere dei propri rappresentanti nella governance del Fondo Espero attenti ai costi di gestione, significa, di fatto, eleggere persone che danno valore ai risparmi dei lavoratori e, quindi, persone che dedicano la loro attività a far in modo che il montante finale a disposizione dei lavoratori sia il più altro possibile.

È fondamentale anche, visto che bisogna garantire la trasparenza sulla gestione del fondo, pubblicizzare tutte le decisioni del fondo e impegnarsi al miglioramento delle potenzialità e degli strumenti di relazione tra uffici del Fondo e aderenti: è un obiettivo prioritario che riteniamo sia necessario perseguire con tutte le forze.

La FLC CGIL da sempre si è impegnata ad assicurare figure con elevate competenze, proprio al fine di garantire i risparmi dei lavoratori destinati a costruire quella pensione complementare che ha il compito di coprire il continuo depauperamento della pensione pubblica.

La FLC CGIL continua ad impegnarsi a proporre esperti con specifiche conoscenze ed esperienze in materia previdenziale al fine di assicurare la stabilità del Fondo Espero, l’adeguatezza delle politiche di investimento e la protezione degli interessi degli aderenti.

Pari diritti tra pubblico e privato

Il futuro previdenziale dei dipendenti pubblici conta quanto quello dei privati.

Il DLgs 252 del 2005 ha rideterminato l’organizzazione della previdenza complementare, ma per volontà del legislatore, tale decreto, non si applica ai dipendenti pubblici. Dal 2018, è stato armonizzato il sistema fiscale tra dipendenti privati e dipendenti pubblici, ma, per molti aspetti, ai dipendenti pubblici si applicano le disposizioni del DLgs 124/1993.

Le materie di differenza, sostanzialmente, riguardano:

  • le anticipazioni;
  • il riscatto in caso di morte precedente alla quiescenza (per i lavoratori privati vale, al di sopra di ogni possibilità, la volontà dell’aderente nel designare i suoi beneficiari, mentre i pubblici dipendenti devono sottostare al riscatto nell’ordine gerarchico definito dal DLgs 124/93).

Riteniamo fondamentale proporre azioni tali da estendere i diritti che attualmente sono in capo ai lavoratori privati anche ai lavoratori pubblici.

Allargamento degli investimenti indirizzati a sostenibilità sociale e ambientale

Investire con responsabilità significa anche controllare chi riceve i tuoi soldi.

La considerazione dei fattori ambientali, sociali e di buon governo societario (politiche “ESG”) nelle politiche di investimento dei fondi negoziali è stata la naturale conseguenza di un nuovo assetto istituzionale e normativo. Sono politiche che pur generando un minore ritorno economico nel breve periodo, concorrano ad incrementare i rendimenti nel tempo.

Su continue sollecitazioni della FLC CGIL, l’Assemblea dei Delegati di Espero, da sempre, nell’approvare i bilanci, ha scelto il percorso strategico di un maggiore orientamento alla sostenibilità nella gestione degli investimenti.

Il comparto Garanzia e il comparto CRESCITA del fondo Espero nonostante siano conformi all’art. 6 della normativa europea, ovvero realizzano prevalentemente investimenti che non promuovono e non perseguono obiettivi di sostenibilità, nella realtà sono gestiti volontariamente dal fondo, prima ancora che le norme potessero obbligare, ad una gestione attenta contro i produttori di mine antiuomo e bombe a grappolo e contro aziende che nei loro processi produttivi producono molta anidride carbonica. Il comparto DINAMICO, invece, attivato nel gennaio 2025, è conforme alla art.8 della normativa europea ovvero si realizzano investimenti con caratteristiche ambientali o sociali. Ciò che vorremmo effettuare è l’adeguamento all’art.8 anche per i comparti GARANZIA e CRESCITA, ma, anche e soprattutto, la creazione di un nuovo comparto, o il traghettamento di tutti i comparti, che risponda all’art.9 della normativa europea ovvero con investimenti che hanno come obiettivo la sostenibilità sociale ed ambientale a tutto tondo ovvero investimento in fondi verdi scuri. Infine è fondamentale rafforzare le politiche di partecipazione alle assemblee dei soci delle aziende di cui si possiedono azioni, in modo da continuare a rafforzarle e a renderle ancora più stringente rispetto a questioni di sostenibilità sociale ambientale.

Nuove politiche di investimento a favore della pace

Rendere il Fondo un laboratorio di investimenti per la pace.

In virtù della Convenzione di Oslo, nonché molto prima che fosse approvata la legge 220/2021, il Fondo Pensione Espero aveva già provveduto, a partire dal 2013, a rivedere i propri investimenti dismettendo quelli in aziende emittenti coinvolte nella produzione, commercializzazione e stoccaggio di mine antiuomo e bombe a grappolo, andando oltre alla valutazione circa oneri, costi e rendimenti minori che discendono da tali disinvestimenti, ma ritenendo tali azioni fondamentali per lo sviluppo di una cultura di investimenti etici.

Lo sviluppo di tale cultura è un’azione lenta. È proprio per questo che la FLC CGIL ritiene che i fondi negoziali hanno il diritto ed il dovere di rendere percorribili strade specifiche circa gli investimenti etici. Gli ambiti di attenzione sono diversi e vanno dalla questione ambientale del “carbon free” alla questione degli armamenti, quest’ultima divenuta molto attuale con le scelte dei governi, di questi ultimi tempi, di investire maggiormente in armi con la motivazione di garantire la pace.

La FLC CGIL, con i componenti nell’assemblea dei delegati e del consiglio di amministrazione del Fondo Espero, si è battuta, da sempre, al fine fa scegliere politiche di investimenti indirizzate alla sostenibilità ESG. Ma ora riteniamo sia necessario cominciare a ridefinire le politiche degli asset allocation implementando delle blacklist specifiche relativamente alla produzione di armi. Con la FLC CGIL, il Fondo Espero potrebbe trasformarsi in un vero laboratorio innovativo per gli investimenti a favore della pace.

Sostegno all’economia reale e alle imprese del territorio

Trasformare i risparmi dei lavoratori in opportunità concrete per il Paese.

I Fondi Pensione investono i risparmi dei lavoratori sul mercato mobiliare, ma riteniamo importante anche l’investimento in strumenti alternativi che consentano anche di veicolare risorse al sistema Paese (perché tali investimenti possono rappresentare un’importante opportunità da cogliere.

Il Fondo Espero ha già deliberato di partecipare al “Progetto Economia Reale”, il cui obiettivo è facilitare l’afflusso di investimenti verso l’economia nazionale attraverso Fondi di Fondi gestiti da FII (Fondo Italiano di Investimento Sgr), mobilitando risorse provenienti dai Fondi pensione e da Cassa Depositi e Prestiti.

Questa iniziativa è molto importante perché potrà sostenere lo sviluppo economico domestico, consentendo di risolvere anche le attuali emergenze sociali, quali l’elevato tasso di disoccupazione, in particolare di quella giovanile, e il basso livello dei salari nonché di intercettare le sfide dell’invecchiamento che ci attendono.