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Gaza: i leader sindacali europei sollecitano un’azione più decisa da parte dell’Unione Europea

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Il 18 agosto 2025 la Confederazione Europea dei Sindacati (CES) e le confederazioni di categoria: IndustriAll Europe, FSESP, ETUCE, UNI Europa, ETF, FETBB, EFFAT, EUROCOP, EFJ in una lettera della rivolta all’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, hanno rappresentato l’allarme del mondo del lavoro rispetto alla gravissima emergenza umanitaria che si sta consumando a Gaza e la preoccupazione per le azioni del governo israeliano.

La nota sottolinea che, a fronte delle disumanità degli interventi che stanno impedendo l’arrivo di aiuti umanitari, è necessaria un’azione più decisa da parte della Commissione europea.

Pertanto, la CES insieme a IndustriAll Europe, FSESP, ETUCE, UNI Europa, ETF, FETBB, EFFAT, EUROCOP, EFJ chiede:

  • di adottare sanzioni immediate, tra cui la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, tenendo conto dell’articolo 2 dell’accordo, che subordina la cooperazione al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici;
  • di porre fine a tutte le relazioni commerciali ed economiche con gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

La FLC CGIL, affiliata di ETUCE, condanna gli sfollamenti forzati e sostiene questo intervento delle organizzazioni europee con decisione, auspicando l’urgente sospensione del conflitto e l’avvio della soluzione “due popoli, due stati” e riprovando ogni tentativo di annessione o estensione degli insediamenti, azioni illegali ai sensi del diritto internazionale, come ribadito da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite.

Di seguito la traduzione italiana della lettera.

Gentile Alto Rappresentante, Sig.ra Kallas,

In qualità di sindacalisti europei impegnati a favore della giustizia, dei diritti umani e del diritto internazionale, vi scriviamo con profonda preoccupazione per la catastrofica situazione umanitaria a Gaza e per le azioni in corso del governo israeliano.

I sindacati di tutta Europa hanno alzato la voce per chiedere all’UE di intervenire in merito all’inammissibile situazione umanitaria a Gaza, al continuo e deliberato ostacolo agli aiuti umanitari, alla distruzione su larga scala delle infrastrutture civili e all’enorme numero di vittime civili a Gaza, tra cui lavoratori e sindacalisti.

È essenziale che l’UE utilizzi tutti gli strumenti disponibili per realizzare un cessate il fuoco immediato e duraturo e per garantire un accesso completo, senza ostacoli e duraturo agli aiuti umanitari per la popolazione di Gaza.

Siamo consapevoli che la Commissione ha adottato alcune misure in relazione alla partecipazione di Israele al programma di ricerca Horizon Europe che devono essere adottate con urgenza. Tuttavia, queste misure sono ben lontane dall’azione globale e decisiva richiesta di fronte alle violazioni del diritto internazionale umanitario e alle diffuse sofferenze dei civili. Le misure limitate nell’ambito della cooperazione in materia di ricerca non sono commisurate alla gravità della situazione sul campo a Gaza, né riflettono la portata del mancato rispetto da parte del governo israeliano degli obblighi in materia di diritti umani sanciti dall’accordo di associazione UE-Israele.

Ricordiamo che la Corte penale internazionale ha dichiarato che affamare i civili come metodo di guerra è un crimine di guerra. In questo contesto, la responsabilità giuridica e morale dell’Unione europea di agire non è mai stata così urgente.

Il tempo degli avvertimenti e delle dichiarazioni è ormai finito: l’UE deve intervenire con decisione e immediatamente.

Invitiamo pertanto la Commissione europea a:

  • Agire in base alla propria valutazione e alle conclusioni delle violazioni e adottare sanzioni immediate, tra cui la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, tenendo conto dell’articolo 2 dell’accordo, che subordina la cooperazione al rispetto dei diritti umani e dei principi democratici;
  • Porre fine a tutte le relazioni commerciali ed economiche con gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati. Questi insediamenti sono illegali ai sensi del diritto internazionale, come ribadito da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite. L’UE deve imporre il divieto di importazione di beni e servizi provenienti da questi insediamenti e di esportazione verso tali territori, garantendo che i mercati europei non siano complici della violazione dei diritti dei palestinesi e della continua annessione di territori. 

Come rappresentanti dei lavoratori, chiediamo all’UE di adottare queste misure e di utilizzare tutte le risorse per promuovere una risoluzione giusta e duratura del conflitto, basata sulla soluzione dei due Stati e fondata sul diritto internazionale e sui principi di pace, giustizia e uguaglianza. Condanniamo gli sfollamenti forzati e ci uniamo alle richieste per il rilascio di tutti gli ostaggi.

I civili israeliani e palestinesi hanno diritto alla sicurezza, alla dignità e alla libertà dalla violenza.

Esprimiamo inoltre la nostra ferma condanna per il recente annuncio da parte del governo israeliano di un’ulteriore operazione militare su larga scala per prendere il controllo della Striscia di Gaza. Invitiamo l’UE ad adottare iniziative urgenti per esercitare pressione sul governo israeliano contro tale operazione. Qualsiasi passo o tentativo di annessione o estensione degli insediamenti viola il diritto internazionale.

Esortiamo la Commissione ad adottare queste misure immediate nel rispetto del diritto dell’UE, del diritto internazionale umanitario e dei valori condivisi che sostengono il progetto europeo.

Distinti saluti,

Esther Lynch
Segretaria generale della CES

Judith Kirton-Darling 
industriAll Europe Segretario generale

Jan Willem Goudriaan 
Segretario generale della FSESP

Jelmer Evers 
Direttore europeo ETUCE

Oliver Roethig
Segretario regionale UNI Europa

Livia Spera 
Segretario Generale ETF

Tom Deleu 
Segretario generale della FETBB

Enrico Somaglia 
Segretario Generale EFFAT

Nigel Dennis 
Responsabile dell’ufficio EUROCOP

Ricardo Gutiérrez
Segretario generale dell’EFJ