L’11 novembre 2025 il Ministero dell’Istruzione ha convocato le organizzazioni sindacali per presentare la bozza di ordinanza ministeriale che, in assenza del Regolamento delle supplenze, dovrà disciplinare le procedure di attribuzione delle supplenze per il biennio 2026/2027 e 2027/2028.
Il testo presentato contiene alcune innovazioni rispetto alla precedente Ordinanza:
- gli spezzoni orari verranno aggregati a cura degli uffici scolastici territoriali per costituire posti-orario, onde incrementare l’entità oraria delle supplenze; l’aggregazione riguarderà anche gli spezzoni pari o inferiori a 6 ore residuati dopo l’eventuale assegnazione al personale già in servizio nella scuola;
- la mancata presentazione dell’istanza di aggiornamento/trasferimento o permanenza e di scelta delle 150 sedi comporterà l’esclusione dalle graduatorie per il biennio;
- il requisito di servizio (il triennio su posto di sostegno nel relativo grado) per l’accesso alla seconda fascia delle GPS sostegno dovrà essere maturato entro l’anno scolastico precedente a quello di presentazione della domanda;
- per i docenti con titolo estero in attesa di riconoscimento viene confermata la possibilità di inserimento “a pettine” e di accesso alle supplenze;
- è previsto un inasprimento della sanzione per chi non prenda servizio sulla supplenza assegnata da GAE o GPS, ovvero l’impossibilità di partecipare a ulteriori fasi di assegnazione delle supplenze al 31 agosto o 30 giugno, per tutte le graduatorie in cui l’aspirante è presente, compresi gli interpelli per l’intero biennio di vigenza delle GPS;
- per abbandono del servizio è prevista l’impossibilità di conseguire qualsiasi tipologia di supplenza per l’intero biennio di vigenza delle graduatorie;
- viene introdotto un divieto generalizzato di nomina dei supplenti per assenze temporanee fino a 10 giorni.
Nelle tabelle relative all’attribuzione dei punteggi le principali novità riguardano:
- l’equiparazione di punteggi di abilitazione degli ITP;
- l’attribuzione di un punteggio per i corsi INDIRE uguale ai corsi di specializzazione conseguiti attraverso l’ordinario percorso TFA sostegno;
- un incremento dei punteggi per dottorato, assegno di ricerca e abilitazione scientifica nazionale per il ruolo di professore universitario, inserimento nelle graduatorie nazionali AFAM.
Le nostre osservazioni e richieste
L’incontro ha visto un confronto serrato su diversi punti che la FLC CGIL ha rivendicato con forza, fino a chiedere l’apertura di un confronto politico. Le principali richieste hanno riguardato:
- la possibilità di aggregare gli spezzoni fino a 6 ore per costituire posti-orario da attribuire ai supplenti al fine di tutelare le lavoratrici e i lavoratori precari, spesso destinatari di incarichi su posti non interi che non garantiscono stipendi dignitosi.
- la possibilità per gli incarichi attribuiti da graduatorie di istituto di frazionare il posto intero per garantire il completamento, pur salvaguardando l’unitarietà dell’insegnamento;
- il riconoscimento della possibilità di permanenza nelle GPS ai docenti che raggiungeranno i 67 anni entro il 31/8/2026 e che non abbiano ancora raggiunto i 20 anni di contributi;
- l’estensione dei 20 giorni previsti per la presentazione delle domande relative alle GPS, in modo da assicurare tempi più distesi;
- la rimozione dal testo dell’ordinanza del divieto di nominare supplenti per assenze fino a 10 giorni: la previsione infatti travalica la norma prospettata in Legge di Bilancio, estendendola anche alla scuola primaria e dell’infanzia, dove le sostituzioni del personale assente sono decisive per garantire la didattica e la sicurezza dei bambini e delle bambine;
- l’esclusione di chi è inserito con riserva, in attesa del riconoscimento del titolo conseguito all’estero, dalla possibilità di ottenere la supplenza, in considerazione dell’avvio dei corsi INDIRE, che hanno consentito a questo personale di sanare la situazione;
- la cancellazione della norma che prevede la conferma del supplente di sostegno a richiesta della famiglia;
- il ripescaggio dei docenti considerati rinunciatari in assenza dei posti richiesti al momento della chiamata e la possibilità di rientrare nei successivi turni di nomina qualora subentrino nuove disponibilità;
- un’articolazione dei punteggi dei corsi di specializzazione che tenga conto del peso formativo dei diversi corsi e delle modalità di erogazione delle attività didattiche: obbligo di frequenza, tirocinio, laboratori in presenze, etc.
- una maggior valorizzazione del servizio e il ridimensionamento dei titoli culturali che non hanno un peso specifico per la qualità dell’insegnamento a scuola.
La FLC CGIL ha riconosciuto alcuni punti di avanzamento, come il tentativo di aggregare spezzoni orari e l’apertura sull’equiparazione dei punteggi ITP. Questo risultato è frutto della determinazione della FLC che, oltre ad essersi rivolta al Tar, ha tenacemente portato avanti con l’amministrazione le richieste di un equo riconoscimento dei titoli di questi docenti.
Ma complessivamente, la bozza di ordinanza presenta ancora troppe criticità e richiede di proseguire con un confronto a livello politico per evitare che attraverso il reclutamento si sdogani una formazione dequalificata, abbassando il livello delle professionalità che operano nella scuola.
Per la FLC CGIL la formazione deve essere un diritto per i lavoratori precari: riconosciuta, qualificata, gratuita. Occorre eliminare il mercato dei titoli utile a “scalare le graduatorie”, ad arricchire soggetti privati che lucrano sulla condizione di chi è precario.
Il ministero Valditara intende scrivere l’ennesima pagina non edificante della gestione delle supplenze.
Anche per questo la FLC CGIL dà appuntamento il prossimo 13 novembre alle ore 15.00 per una manifestazione presso il Ministero dell’Istruzione per rivendicare stabilizzazioni, tutela e diritti per le centinaia di migliaia di precari della scuola.
























