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Guerra in Libano: ferma condanna del sindacato

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“La FLC CGIL condanna gli attacchi in Libano e rilancia l’impegno per la pace e il diritto all’istruzione”.

La FLC CGIL esprime la più ferma condanna per i continui attacchi militari israeliani che stanno colpendo il Libano, aggravando una situazione già drammatica e contribuendo a un’escalation che coinvolge l’intera area mediorientale e che colpisce in primo luogo la popolazione civile.

Non siamo di fronte a eventi inevitabili, ma a scelte politiche e militari che stanno producendo conseguenze devastanti: bombardamenti su aree densamente popolate, distruzione di infrastrutture civili, vittime innocenti tra cui bambini, famiglie, lavoratrici e lavoratori. Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto sono le persone più vulnerabili.

In questo contesto, la FLC CGIL rinnova la propria piena solidarietà alle insegnanti e agli insegnanti libanesi, già espressa attraverso il messaggio inviato dalla Segretaria generale Gianna Fracassi alle organizzazioni sindacali.

“Stiamo assistendo con indignazione ai continui attacchi contro i civili in Libano…In questo contesto riconosciamo lo straordinario impegni degli insegnanti. Nonostante l’insicurezza, le difficoltà economiche e il rischio personale, continuate a restare al fianco dei vostri studenti, offrendo non solo istruzione ma anche stabilità, cura e speranza nel mezzo della violenza”.

La FLC CGIL è, come sempre, al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della conoscenza, degli studenti e di tutta la popolazione civile, in Libano come a Gaza, nel Rojava, in Iran e in tutti i contesti attraversati da conflitti armati. In questi anni segnati da guerre e crisi umanitarie, il nostro sindacato ha promosso e partecipato a numerose iniziative a sostegno della pace, della cooperazione internazionale e del rispetto del diritto internazionale.

Tra queste, si inserisce anche la partecipazione all’iniziativa internazionale promossa da Education International, “Solidarity with Teachers and Students in the Middle East”, che ha visto organizzazioni sindacali di tutto il mondo unire la propria voce per sostenere docenti e studenti colpiti dalla guerra e per difendere il diritto all’istruzione come diritto umano fondamentale.

La posizione della FLC CGIL è pienamente coerente con quella della Confederazione CGIL, espressa dal Segretario Generale Maurizio Landini, che ha denunciato con forza il superamento di ogni limite da parte del governo di Israele, nella conduzione delle operazioni militari. Come ha affermato: “Siamo oltre ogni soglia di guardia”, richiamando l’urgenza di fermare l’escalation e di ristabilire il rispetto del diritto internazionale.

Non è più tollerabile assistere in silenzio alla sistematica violazione del diritto internazionale umanitario e alla distruzione delle condizioni minime per una vita dignitosa e per l’accesso all’istruzione.

Le scuole distrutte, gli studenti sfollati, gli insegnanti costretti a operare in condizioni estreme rappresentano una ferita profonda non solo per i singoli paesi coinvolti, ma per l’intera comunità internazionale.
L’istruzione non può essere una vittima collaterale dei conflitti: è un diritto universale e uno strumento essenziale per la costruzione della pace.

Per queste ragioni, la FLC CGIL avanza con forza alcune richieste politiche chiare e non più rinviabili:

  • un cessate il fuoco immediato e duraturo su tutti i fronti di guerra attualmente aperti nella regione;
  • un rafforzamento del ruolo dell’Unione Europea nella protezione degli umani e nella promozione di una soluzione diplomatica dei conflitti;
  • il pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto umanitario di guerra, a partire dalla tutela della popolazione civile;
  • la garanzia del diritto fondamentale all’istruzione per tutte le studentesse e tutti gli studenti dei paesi coinvolti, anche attraverso interventi urgenti di ricostruzione e sostegno ai sistemi educativi.

La FLC CGIL continuerà a mobilitarsi, a livello nazionale e internazionale, affinché la voce della scuola, della conoscenza e del lavoro educativo sia parte attiva nella costruzione di un futuro di pace, giustizia e diritti.


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