In risposta ai numerosi articoli del Giornale sull’Istat delle ultime settimane, e in particolare a quello del 29 aprile, il giorno stesso avevamo inviato una lettera aperta, con richiesta di pubblicazione.
Il 1° maggio quasi l’intera pagina 4 del Giornale è occupata da un nuovo articolo a firma di Gian Maria De Francesco, dal titolo “La bandiera CGIL sul fortino dell’Istat”. Invece di pubblicare la nostra lettera, il giornalista rincara la dose. Ci attribuisce di esserci erti a “garanti dell’autonomia” dell’Istituto, mentre la nostra lettera cercava di spiegare come i principi di indipendenza e autonomia degli enti di ricerca siano insiti nell’organizzazione del nostro Stato e non appartengono (o dovrebbero appartenere) quindi a una parte politica.
Avevamo poi utilizzato la lettera per riepilogare le questioni strettamente sindacali sulle quali siamo impegnati ogni giorno – citate sbrigativamente dall’articolista alla fine del suo pezzo – proprio per smentire i numerosi articoli dello stesso quotidiano, che ossessivamente parlano della CGIL come il “sindacato di Landini” (in questo caso “sindacato di Gianna Fracassi”) impegnato solo in battaglie “politiche” e non attento ai diritti dei lavoratori che dovrebbe rappresentare.
Perdendo quindi l’occasione per aggiustare il tiro, il giornalista ha usato lo spazio concesso per un ennesimo ragionamento circolare senza capo né coda, per cui l’Istat avrebbe “trasformato il risanamento dei conti in una zavorra politica, scegliendo la linea più rigida possibile”.
La lettera aperta della FLC CGIL del 29 aprile






























