“Assumersi le responsabilità vuol dire abbracciare una missione, una passione educativa che attiene ad uno sguardo più positivo verso il futuro.
Se vogliamo andare avanti e vogliamo anche in un certo senso rendere giustizia, al sangue va data una voce.
Ricostruire oggi significa proprio riconoscere che nella pluralità di voci e di vissuti, che talvolta ricorda la dispersione delle lingue, esiste comunque una possibilità luminosa: quella di edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità. Quindi, prima ancora che attraverso le grandi prediche, tutto arriva attraverso la speranza di un mondo nuovo, arriva attraverso i poveri. Arriva proprio da queste classi che noi oggi chiamiamo svantaggiate.
La salvezza arriva come il vento, dice il Vangelo, il vento soffia dove vuole. Tu ne senti la voce, non sai né da dove venga né dove vada, però arriva.
Poi a Taranto venite quando volete. Insomma: è una città accogliente Taranto. Grazie”.
Così Don Emanuele conclude il suo intervento.
Grazie a te, Don Emanuele.
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