INAIL: esito del primo incontro con il nuovo Direttore della DCRU

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Si è svolto il 31 gennaio 2023 in sede tecnica il primo incontro fra le Organizzazioni Sindacali del settore Ricerca e il nuovo direttore della DCRU, Carlo Biasco, accompagnato in delegazione dal dott. Mariotti.

In premessa l’Amministrazione ha comunicato i numeri delle richieste di mobilità fra profili, che sono 49 di cui 46 per il personale dei livelli IV-VIII e 3 per i livelli I-III; la Commissioni incaricata di verificare il possesso dei requisiti previsti per l’art. 52 sarà composta dai dott. Iacono, Magli e Mastrocola, mentre quella per ricercatori e tecnologi sarà la stessa con l’aggiunta del dott. Tonti, per la specifica attuazione dell’art. 65. In ragione della mole di domande pervenute, superiori alle previsioni, si è deciso di spostare il termine ultimo per la presentazione delle domande delle procedure di cui all’art. 22 comma 15 della Madia al 20/2/2023, in ossequio anche all’accordo con le OO.SS. condiviso di fare precedere la mobilità fra profili all’applicazione della Madia. Con l’occasione si correggerà un refuso riscontrato sul bando dei tecnologi in relazione ai requisiti indicati ai punti b) e c) dell’art. 8.

Sugli incarichi di responsabilità ci è stato comunicato che sono state attribuite 40 posizioni rispetto alle 44 previste, pertanto si procederà alla riassegnazione delle posizioni mancanti; in questo quadro la DCOD passa da 4 previste a 3 e saranno riassegnate pertanto 4 posizioni: 1 al CIV, 1 alla DCRU, 1 al DiMEILA e 1 alla DC Ricerca. Infine ci è stato comunicato che a seguito del computo dei saldi per la definizione degli incentivi economici della Fioroni, saremo chiamati a breve a discuterne al tavolo.

In sostanza l’Amministrazione, sulla Madia, ha confermato di non voler correggere gli errori compiuti in fase di predisposizione dei bandi, sostanzialmente per non smentire se stessa. Per non aver fatto prima una ricognizione compiuta delle posizioni di sottoinquadramento e aver scelto il riferimento esclusivo ai criteri previsti per le necessità assunzionali future delle Strutture di ricerca, disattendendo di fatto lo spirito della norma. In particolare, il dettaglio delle lauree e degli altri requisiti previsti sono stati così stringenti da impedire la copertura del sottoinquadramento, almeno in termini di opportunità. L’unica concessione è stata quella confermata dal dott. Biasco secondo la quale per il profilo di Funzionario, nonostante il dettaglio delle lauree previste, non sarà impedita la partecipazione per coloro che saranno in possesso dei requisiti previsti dal DPR 171/’91. Abbiamo chiesto a tal proposito che l’affermazione sia resa palese, o attraverso la comunicazione formale dell’Amministrazione, o attraverso l’integrazione al bando che potrà essere fatta in sede di correzione, già prevista, dei refusi e della data di scadenza per la presentazione delle domande. Anche al fine di evitare possibili contenziosi. L’Amministrazione ha accolto la prima ipotesi prevedendo di pubblicare una nota attraverso la procedura “pubblicazione atti”.

Inoltre, la FLC ha chiesto che, in sede di riprogrammazione del piano di fabbisogno e delle conseguenti procedure di reclutamento, si svolga una nuova ricognizione con l’obiettivo di correggere gli errori che si paleseranno con l’attuale procedura, circa la mancata compiuta emersione del sottoinquadramento. In particolare mettendo a bando profili come il collaboratore d’amministrazione che in questa tornata non è stato previsto e con una nuova ricognizione sui titoli di studio esistenti (e non solo quelli connessi alle necessità assunzionali), attraverso procedure riservate che, in analogia alla Madia, potranno essere bandite ai sensi dell’art. 52 comma 1-bis del D.lgs 165/2001, dove la percentuale di riserva al personale interno è elevata al 50% del fabbisogno del profilo. Inoltre, un’altra opportunità è rappresentata dal rinnovo del CCNL Istruzione & Ricerca circa le novità che saranno introdotte in materia di ordinamento professionale, finalizzate alla valorizzazione professionale di tutto il personale in servizio, siano ricercatori e tecnologi, che tecnici e amministrativi (per i quali da troppo tempo non si indicono procedure per la loro valorizzazione, come gli artt. 53 e 54).

Sugli incarichi di responsabilità, stante la conferma dell’impianto scaturito dall’intesa del 2021, la riassegnazione di nuove posizioni non cambia il quadro preesistente, mentre la FLC CGIL ha sottolineato come sia necessario fare la verifica biennale, come previsto dalla stessa intesa, per valutarne l’andamento e aggiornare i criteri di definizione per rendere sempre più coerente l’erogazione delle indennità di responsabilità con la struttura del modello organizzativo.

Infine sulla Fioroni, la FLC ha rappresentato come sia ancora aperta la questione della mancata erogazione per il 2020 dell’indennità al personale, soprattutto per la condotta dell’Amministrazione che non ha permesso una chiara e trasparente definizione del quadro finanziario sulla base del quale è stata compiuta la scelta di caricare sul “conto terzi” i costi della stabilizzazione dei precari; e disattendendo il dettato della norma che prevede anche le “economie di gestione” fra le fonti di finanziamento dell’incentivo di cui all’art. 92 c. 12 della L 388/2000. Economie di gestione che certamente non sono state poche nell’anno della pandemia, ovvero nel 2020, visti i risparmi sui buoni pasto, sulle bollette e altre economie di scala. Pertanto la FLC CGIL ritiene che la discussione sulla Fioroni non possa non ripartire dal vulnus consumato nel 2020.

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