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International School di Bologna: interrotta la trattativa per l’integrativo. Aperto lo stato di agitazione

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A cura della FLC CGIL Bologna

La FLC CGIL Bologna annuncia l’interruzione della trattativa per il Contratto Integrativo di secondo livello presso l’International School of Bologna, a seguito del totale rifiuto da parte della proprietà di accogliere il tentativo di mediazione proposto dall’assemblea del personale.

La decisione, maturata durante l’ultimo tavolo contrattuale del 21 aprile 2026, non ha lasciato alternative, costringendo di fatto il personale a scegliere tra l’accettazione del testo datoriale o l’avvio di azioni di lotta volte a sensibilizzare la proprietà sui propri bisogni.

Le ragioni della vertenza

Da quasi tre anni, la parte sindacale propone la sottoscrizione di un contratto che normalizzi una situazione lavorativa insostenibile. L’attuale adozione del CCNL ANINSEI è affiancata da un regolamento interno di natura unilaterale che impone al personale un orario di lavoro settimanale in regime ordinario fino al doppio di quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale.

A ciò si aggiungono le evidenti disparità retributive generate da un “superminimo riassorbibile” che, pur richiedendo competenze professionali elevate, risulta molto difforme tra dipendenti con pari mansioni ed è insufficiente a compensare l’enorme carico di lavoro e l’orario maggiorato.

Si riscontra inoltre un oggettivo sottoinquadramento di figure professionali non previste dal CCNL ANINSEI, assimilate a ruoli di minore responsabilità rispetto alle attività quotidianamente svolte. Tali criticità sono aggravate da benefit sia economici che organizzativi legati alla totale discrezionalità della proprietà, soggetti a forti variazioni annuali e individuali.

L’interruzione e le azioni unilaterali

L’obiettivo della proposta sindacale è sempre stato quello di costruire un clima lavorativo improntato sulla trasparenza e su condizioni eque. Nonostante gli sforzi della FLC CGIL e la continua disponibilità a trovare punti di mediazione, fermo restando il principio di non peggiorare le condizioni previste dal CCNL ANINSEI, l’ultimo incontro ha sancito la chiusura datoriale.

A rendere la situazione ancora più critica, si sono aggiunte numerose azioni unilaterali da parte della proprietà che, a trattativa in corso, ha tentato e in alcuni casi imposto cambi di orario al personale, aumentandone di fatto il carico di lavoro.

Di fronte a questa rigidità, la FLC CGIL di Bologna ha già formalmente aperto lo stato di agitazione, sostiene con determinazione il personale dell’istituto e si riserva quindi di intraprendere ogni azione necessaria per ripristinare il rispetto dei diritti dei lavoratori e l’equità delle condizioni contrattuali.

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