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ISTAT: incontro con il presidente Chelli del 21 aprile 2026

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Con un cambio di orario all’ultimo momento, martedì 21 aprile è stato concesso un incontro informale tra la delegazione dell’amministrazione, composta da presidente, direttore generale e direttore del personale, e quella della FLC CGIL, subito dopo quello che si è tenuto con le delegazioni dei sindacati che hanno firmato il CCNL 2022/2024.

Chelli, Camisasca e Weber hanno spiegato che l’incontro è in previsione del Consiglio che si terrà la prossima settimana, che ha all’ordine del giorno l’aggiornamento del Piano dei fabbisogni del personale.

Il presidente ha iniziato spiegando che il collegio dei revisori ha espresso delle perplessità sull’uso troppo estensivo delle “riserve” (ovvero gli avanzi di bilancio) da parte dell’Istat. 

In ogni caso – notizia positiva – l’Istat ha avuto dallo Stato il “ristoro” di un taglio di bilancio, pari a 7 milioni di euro, che era stato operato nel 2024 e 2025.

Parte di queste risorse sono già state finalizzate per interventi sul Piano di acquisti 2026-2028 (circa 2 milioni e mezzo), per finanziare l’aumento della IOS previsto dalla legge di bilancio (348 mila euro) e per la gara relativa all’indagine FOL/spese, che avrà effetto dal 2028, per 5 milioni di euro.

Questo significa che rimangono risorse per circa 4 milioni e 200mila euro per i soli anni 2026 e 2027, e circa 1 milione e 200mila euro a regime.

L’amministrazione avrebbe quindi l’intenzione di utilizzare parte delle risorse disponibili nel 2026 e 2027 per ripristinare i fondi aggiuntivi dei fondi accessori (ex “modernizzazione”), mentre con le risorse stabili finanziare una nuova procedura art. 15 e eventualmente gli scorrimenti delle graduatorie di mobilità da funzionario di amministrazione dello scorso anno (13 posizioni su 3 aree).

Il presidente ha ipotizzato anche di dividere le nuove procedure art. 15, facendo partire prima quelle al I livello e poi, con risorse reperite successivamente, quelle da II (o viceversa).

Rimarrebbe anche la difficoltà di finanziare i buoni pasto in lavoro agile, come previsto dal nuovo CCNL, che comporterebbero, secondo i calcoli dell’amministrazione, un aggravio di costo di oltre 1 milione di euro all’anno. Aggravio che però corrisponde, quindi, ad un risparmio di oltre 5 milioni di euro realizzato negli anni 2021-2026.

Altri costi aggiuntivi riguarderebbero la necessità di coprire ulteriori “scoperture” nelle percentuali di lavoratori con disabilità, a Catanzaro e a Roma.

Sulle risorse che l’Istat ha a disposizione, abbiamo auspicato che l’avviso dei revisori non sia un elemento paralizzante per l’Istituto. E’ vero che si è fatto ricorso alle “riserve”, come nel caso del censimento, anche a causa dello scarso finanziamento a regime del censimento permanente, e che quindi servirebbe uno stanziamento statale più adeguato. Ma non possiamo credere che – ad esempio – relativamente alla scelta di dismettere la sede unica, non scaturiscano ingenti economie riutilizzabili. L’amministrazione ha asserito che sulla sede unica ancora bisogna chiarire tempi e quantità di risorse recuperate (si è in attesa della firma del rogito). 

Non ci sembra peraltro credibile che senza il “ristoro” dei 7 milioni di euro l’Istat non avrebbe avuto i soldi per le operazioni già decise, tra cui la nuova gara per l’indagine FOL e spese.

In generale le previsioni di risorse disponibili sono al ribasso ed è molto probabile che nei prossimi 2 anni, forse già nel 2026, si recupereranno risorse ulteriori. Abbiamo ribadito che occorre usare le risorse in modo intelligente, e che sarebbe anche il momento di chiedere al governo e al parlamento uno stanziamento aggiuntivo per l’Istituto, visto che l’inflazione incide anche sui costi dell’Ente.

Il nostro comunicato sul budget dell’Istat

Abbiamo quindi proseguito il nostro intervento stigmatizzando l’evidente attacco che – a mezzo di alcuni articoli di stampa – il governo ha di fatto sferrato all’Istat e nello specifico ai lavoratori della Contabilità nazionale, impegnati nella validazione dei dati sul rapporto deficit/PIL.

Il presidente Chelli ha fatto bene a smentire le pressioni sui lavoratori attribuitegli da un articolo, ricordando che l’Istat è indipendente e autonomo. È evidente che questo avviene in un quadro chiaro, nel quale la maggioranza di governo non perde occasione per attaccare o dare la colpa delle sue incapacità alle istituzioni indipendenti. Rimaniamo fortemente preoccupati.

Il Giornale del 20 aprile

Corriere della sera del 20 aprile

La dichiarazione di Chelli del 20 aprile

La dichiarazione dell’on. Turco del 20 aprile 

Il Giornale del 21 aprile

Corriere della sera del 21 aprile

Il Giornale on line del 21 aprile

A questo proposito abbiamo auspicato anche una risposta istituzionale sulla questione delle rilevazioni sul campo, sulla quale pure sono usciti alcuni articoli di stampa. La risposta migliore sarebbe l’avvio di una internalizzazione della rete di rilevazione, proseguendo la strada tracciata con l’intenzione dichiarata di creare un albo professionale. Abbiamo inoltre auspicato che l’Istat ragioni sulle implicazioni per gli appalti ancora in corso e per quelli futuri, per escludere dalle gare o dare punteggi inferiori a chi ha già subito sanzioni e multe. Visto che la prossima gara si dovrebbe svolgere nel 2026, riteniamo opportuno un confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.

Fanpage del 17 aprile 2026

La Verità del 18 aprile 2026

Fanpage del 18 aprile 2026

Abbiamo quindi chiesto conto della tempistica dei concorsi pubblici banditi a dicembre (al III e al VI livello), nonché le decisioni in relazione alla richiesta di escludere i colleghi precari dalle prove preselettive. Abbiamo quindi chiesto conto delle soluzioni di proroga dopo il 30 giugno dei contratti dei colleghi a tempo determinato.

Sulla tempistica, è stato detto che le 8 commissioni per i concorsi da III livello sono sostanzialmente pronte, e gli 8 presidenti esterni sono stati tutti individuati, pur con difficoltà. L’amministrazione punta quindi a fissare le prove scritte già a fine maggio o giugno, comunque prima dell’estate.

Il concorso da funzionario (con contratto di apprendistato) avrebbe visto un “crollo” di partecipazione rispetto alle candidature presentate, nelle prove scritte che si stanno svolgendo in questi giorni.

Sull’esclusione dalle prove preselettiva al VI livello per i colleghi a tempo determinato l’Istat non ha ancora deciso, mentre l’amministrazione ha ribadito che sta lavorando alacremente a una soluzione per la proroga dei contratti oltre il 30 giugno, che però non è ancora definita. La questione sarebbe in cima alle preoccupazioni del presidente Chelli.

Il comunicato della FLC CGIL dello scorso venerdì 18 aprile

In merito all’utilizzo delle risorse disponibili (1 milione e 200 mila euro scarsi), abbiamo premesso che ci aspettavamo un importo maggiore per l’art. 15.  Abbiamo proposto, in coerenza con quanto sostenuto da oltre un anno sul tema, che vadano usate tutte le risorse per lo scorrimento e non per nuovi bandi. Impostare nuove procedere per pochissimi posti, con una concorrenza enorme e con un dispiego di risorse incredibile (si pensi solo alle commissioni), insieme a due mega-concorsi da III e VI livello, nonché alle procedure art. 53 e 54 che sono in programma, appare del tutto irrazionale. Lo scorrimento, come noto, secondo noi, è possibile dal punto di vista normativo, per cui con le risorse al momento certe si deve procedere intanto a un primo scorrimento, sia al I che al II livello: un provvedimento che  abbasserebbe il contenzioso, legale e non solo.

Per quanto riguarda il parere di Funzione Pubblica sull’art. 52 c. 1-bis, abbiamo ribadito che è contraddittorio e non vincolante. L’Istat ha tutta l’opportunità di bandire procedure ai sensi di legge, riservate al personale sottoinquadrato, che è in percentuale decisamente rilevante nel nostro Ente, più che nella maggioranza degli enti di ricerca. Ricordiamo che almeno un Ente di ricerca ha indetto e concluso la procedura comparativa ex art. 52 c.1-bis (secondo FP non utilizzabile per passare al III livello) e un altro Ente di  ricerca ha utilizzato lo stesso articolo di legge per una riserva all’interno di un concorso pubblico (anche questo “vietato” secondo il parere di FP). La soluzione prospettata dal parere di FP, ovvero il concorso riservato per passare da Cter a Funzionario di amministrazione, è peraltro in contraddizione col parere dell’Aran sulla mobilità orizzontale (che abbiamo ricevuto lunedì e sul quale faremo una apposita nota critica), e questo – secondo noi – fa sì che nessuno dei due pareri risulti credibile.

Abbiamo in ogni caso chiesto una moratoria sulle richieste di pareri a FP e Aran da parte dell’Istituto, invitando casomai a provare la strada dell’interpretazione autentica, normata dal CCNL.

L’attivazione dell’art. 52 c. 1-bis per i funzionari di amministrazione (come “consentito” dal parere di FP) va valutata con attenzione, insieme a quella dello scorrimento dalle graduatorie di mobilità (da collegare anche agli esiti del concorso per l’apprendistato), ma non è certamente la risposta al vasto sottoinquadramento dell’Istat. Per questo vanno analizzate tutte le strade, anche quelle pervenute da un gruppo di colleghi, sull’utilizzo – ad esempio – dei concorsi diretti al IV livello Cter in base all’art 55 del CCNL 1998/2001, non più usato dall’Istat negli ultimi 20 anni.

I numeri del sottoinquadramento all’Istat

Per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse della modernizzazione, di quelle per la IOS e di quelle che scaturiscono dal CCNL, abbiamo ribadito la nostra richiesta, già inviata a inizio anno, affinché queste risorse arrivino nelle buste paga subito, senza attendere il recupero di 6 anni di ritardo nella contrattazione sui I-III.

La nota della FLC CGIL sulla IOS dell’8 gennaio 2026

Non abbiamo capito se la situazione delle sedi e del desk sharing sia inserita in un quadro generale. Per questo abbiamo ribadito la necessità di un tavolo da riunire periodicamente, sia per valutare le criticità di volta in volta, e risolverle, sia per dare una prospettiva di medio-lungo periodo. Vorremmo leggere cosa prevede la “convenzione” con il Demanio e – se c’è un piano di dismissione anche parziale delle sedi –  va inserito in un piano di risparmi! Sarebbe in programma un incontro sulle sedi, forse la prossima settimana, vieppiù necessario dopo la visita di gruppo, lunedì pomeriggio, di una delegazione dell’Istat e della Polizia presso la sede di via Tuscolana. 

L’ultimo comunicato della FLC CGIL sulle sedi

In continuità con il comunicato sulla mobilità inviato qualche settimana fa, nel quale abbiamo chiesto di ampliare e regolamentare le possibilità di mobilità volontaria interna, abbiamo auspicato una regolamentazione – previo confronto coi sindacati – sulla mobilità interna in generale, e non solo per le assegnazioni alle sedi territoriali.

Il comunicato della FLC CGIL sulla mobilità del 4 marzo 2026

Diventa a questo punto importante partecipare alla giornata di lotta per la valorizzazione professionale di lunedì 27 aprile 2026, con presidio a piazza Esquilino a partire dalle 10, organizzata con i coordinamenti di lavoratori idonei all’articolo 15 al I e al II livello, e con il coordinamento dei lavoratori sottoinquadrati. E’ stata indetta unitariamente da FLC CGIL, Cisl, Uil, Fgu, Snals e Anief assemblea esterna dalle 9,30 alle 14,30. Viste le numerose domande già arrivate in merito abbiamo predisposto un riepilogo delle modalità di partecipazione alla giornata di mobilitazione di lunedì.

Scarica il volantino

 


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