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ISTAT: incontro di contrattazione e confronto su IV-VIII, I-III e telelavoro

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All’ordine del giorno dell’incontro del tavolo di contrattazione di mercoledì 29 luglio all’Istat c’erano tre punti. 

Verso la firma dell’ipotesi di accordo stralcio sulle progressioni art. 53 e 54

La nuova bozza di ipotesi di accordo sulle risorse aggiuntive valorizzazione personale dei livelli IV-VIII per il 2026, ricevuta dai sindacati martedì 28 luglio, viene incontro alle richieste sindacali su tutti i punti sollevati nella riunione precedente.

Fondo utilizzato

E’ prevista una clausola che, per quanto riguarda l’art. 54, permette una possibile verifica dei fondi, in seguito alla costituzione del fondo art. 90. Sarebbe utile inserirne una analoga per l’art. 53 e il fondo del salario accessorio, anche se implicitamente è già così.

Posti

I posti calcolati dall’amministrazione sono complessivamente 64 su 130 aventi diritto per l’art. 54, e 104 su 208 aventi diritto per l’art. 53. Visto che ci sono dubbi sul numero degli aventi diritto per vari motivi (tra cui l’applicazione dell’art. 7 c. 2 del CCNL 2022/2005), abbiamo concordato che sarà previsto uno stanziamento leggermente maggiore, per prevedere eventuali scostamenti successivi.

Criteri

Sarà avviato un confronto tecnico a ridosso dell’uscita dei bandi, per verificare i punteggi delle varie categorie di criteri (fasce di anzianità e titoli).

I “progetti” 

I criteri per la distribuzione dei fondi distribuiti in base ai fantomatici “progetti finalizzati ai più elevati obiettivi di ricerca” sono rinviati a una successiva contrattazione e sono state quindi tolte tabelle e percentuali. Abbiamo chiesto che anche prima di  delineare eventualmente i “progetti” (art. 6 dell’ipotesi di accordo) sia previsto un confronto sindacale.

Art. 52 c. 1-bis

E’ stato aggiunto, come richiesto, il riferimento alla possibilità  di utilizzare le risorse anche per procedure ex art. 52 c. 1-bis del d.lgs. 165/2001. Su questo sarà avviato quindi dopo l’estate un apposito tavolo.

Attendiamo quindi la proposta definitiva, che dovrebbe accogliere le residue richieste di modifica sindacali portate avanti unitariamente, per siglare l’ipotesi di accordo, ricordando che l’obiettivo è sempre quello di chiudere entro l’anno sia la procedura art. 53 che quella art. 54.

Salario accessorio I-III: a settembre una proposta per sbloccare la situazione

Al secondo punto all’ordine del giorno della riunione del 29 luglio era prevista la discussione sul salario accessorio di ricercatori e tecnologi, fermo al 2019.

Le organizzazioni sindacali hanno discusso fra loro prima dell’incontro e cercheranno una proposta unitaria da portare all’amministrazione per uscire dall’impasse, creato dalle richieste di Funzione Pubblica nei “pareri” sugli accordi all’Istat e altri Enti di ricerca.

L’obiettivo è quello di recuperare gli anni passati, erogare quanto dovuto e arrivare al 2025 (quando c’è il piccolo incremento previsto dal CCNL 2022-2024) e soprattutto al 2026 (quando ci sono l’ulteriore – insoddisfacente – aumento previsto dall’ultima legge di bilancio e il fondo “ex modernizzazione” ripristinato).

Sarà cura della FLC CGIL cercare nelle prossime settimane una proposta credibile e condivisa il più possibile, sulla base della storia pregressa degli accordi Istat, ma anche di quelli degli altri enti di ricerca. 

Deve essere una priorità aumentare l’indennità per oneri specifici di ricercatori e tecnologi dell’Istat, magari anche oltre le cifre già possibili grazie agli stanziamenti già previsti.

Telelavoro: rinviate le modifiche al regolamento

Il terzo punto all’ordine del giorno era un confronto sulle modifiche all’attuale regolamento del Telelavoro all’Istat.

Le organizzazioni sindacali hanno proposto unitariamente di inserire in un verbale di confronto alcuni miglioramenti.

In particolare abbiamo chiesto di recepire quanto già previsto ma non “ratificato” nel regolamento, ovvero l’inclusione tra i criteri per il telelavoro speciale del personale con figli fino a 3 anni di età e l’eliminazione dell’obbligo di recuperare i “mancati rientri”.

Sempre sulla questione dei rientri, abbiamo proposto di dare la stessa possibilità di derogare ai rientri prevista per lavoratori agili e lavoratori da remoto anche ai telelavoratori, in caso di parere positivo del medico compentente.

Infine ovviamente c’è la richiesta di erogare i buoni pasto anche ai telelavoratori.

L’amministrazione ha posto questioni “giuridiche”, soprattutto sulla questione dei buoni pasto, che non sarebbe possibile introdurre tramite confronto sindacale.

Pur dichiarando di non avere nessuna contrarietà di principio, l’amministrazione non ha indicato quale sarebbe quindi la strada da percorrere, e la sensazione è che voglia solamente rimandare la modifica regolamentare, continuando a penalizzare una parte del personale (54 colleghe e colleghi), che peraltro appartiene alle categorie più “fragili” fra i lavoratori.

Dopo un vivace scambio di opinioni, è stato concordato un incontro tecnico a stretto giro, nei primi giorni di agosto.

Concorsi pubblici: fissare le date il prima possibile!

Come era stato chiesto e concordato nella riunione di metà luglio, il direttore del personale ha informato, a margine  dell’incontro di ieri, sullo stato di avanzamento delle assunzioni e delle procedure concorsuali.

Per quanto riguarda le categorie protette, la Regione Lazio starebbe trasmettendo i nomi per la chiamata numerica di 10 persone. La previsione è di completare queste assunzioni entro l’anno.

Come da delibera uscita sulla Intranet, il 16 settembre è previsto l’ingresso di 15 nuovi Funzionari di amministrazione tramite l’apprendistato. Per la prima volta la fase di “pre assunzione” sarà gestita da remoto dalla DCRU.

Per quanto riguarda i concorsi pubblici di III livello, le commissioni stanno ancora lavorando. Quasi tutte hanno completato la definizione dei criteri di valutazione, e sono in corso le verifiche sulla pertinenza del dottorato e/o dei 3 anni di attività di ricerca. 

Al momento la previsione dell’amministrazione è che le prove scritte si potrebbero svolgere tra la seconda metà di settembre e la prima di ottobre. Abbiamo chiesto di pubblicare sul sito (e non solo su INPA) una lista degli esclusi, una volta chiusi i relativi lavori da parte delle commissioni, anonimizzandola se necessario, in modo che i candidati possano sapere se sono stati esclusi e per quale motivazione, senza necessariamente accedere a INPA. La risposta è stata che l’Istat sta valutando le varie opzioni, nel rispetto delle linee guida dell’Agid, considerando che la stessa Agid è stata multata recentemente per non averle rispettate.

Rispetto al concorso pubblico al VI livello, sarà avviato a settembre un ragionamento interno all’amministrazione sulle modalità organizzative della prova preselettiva. Quindi al momento non è stata fornita alcuna data, nemmeno ipotetica.

Continuiamo a ritenere che l’Istituto debba tempestivamente espletare le procedure concorsuali e dare certezza ai candidati, per sopperire alle carenze di personale, nonché a dare opportunità di valorizzazione ai colleghi interni che hanno fatto domanda.

3-I: chiudiamo questa società?

Come richiesto dalla FLC CGIL, il direttore generale, a margine della riunione di ieri, ha fornito infine una breve informativa sulla società 3-I.

Camisasca ha confermato le notizie uscite in vari articoli di stampa.

L’ex direttore generale di 3-I, Acanfora, è stato nominato ai vertici di Infratel, e quindi ha dato le dimissioni da 3-I. L’assemblea dei soci ha affidato una serie di deleghe al vice-direttore, allo scopo di garantire la continuità delle attività.

Il CdA di 3-I SpA ha approvato il Piano industriale, il budget triennale e il Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, certificato dal collegio dei revisori.

Nel 2025 gli enti soci (INPS, INAIL e ISTAT) e il ministero del lavoro hanno infatti sottoscritto 4 accordi di servizio (che per l’Istat riguardano, come noto, un fantomatico progetto di dematerializzazione per 200mila euro).

Camisasca ha inoltre confermato che sono state fatte delle riflessioni che hanno coinvolto anche gli enti soci (INPS, INAIL e ISTAT) su una possibile modifica normativa e anche sulla eventuale confluenza di 3-I in SOGEI, la società in house del Ministero dell’economia che si occupa di informatica.

A nostra domanda, è stato confermato che nessuno dei pochissimi lavoratori assunti da 3-I proviene dai tre enti fondatori. Abbiamo ribadito che secondo noi l’intervento normativo dovrebbe prevedere una fuoriuscita dell’Istat dalla società, con la liquidazione delle quote.


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