Durante l’incontro di mercoledì 16 luglio, che si è svolto nel pomeriggio subito dopo la riunione del Consiglio, il presidente Chelli, il direttore generale Camisasca e il direttore del personale Weber hanno riassunto le (poche) novità che sono state proposte e discusse – ma non ancora approvate – in Consiglio sul piano dei fabbisogni.
Il concorso di III livello è confermato e dovrebbe uscire, con i numeri e le aree già comunicate, entro fine luglio. Nulla è stato detto rispetto alle richieste sindacali, relative alla presenza di una clausola di salvaguardia salariale in caso di passaggio interno, alla riduzione del numero di prove, alla presenza di punteggi che valorizzino l’attività all’Istat e nella ricerca.
Le assunzioni, originariamente previste a novembre, slitterebbero a dicembre di quest’anno.
Il concorso di VI livello dovrebbe uscire entro l’anno, con una riduzione di posti da 100 a 95, confidando comunque nella possibilità di scorrimento successivo.
Il concorso per 15 posti da funzionario di V livello con contratto di apprendistato a tempo determinato ha ricevuto 280 domande.
Sono state inviate le richieste per le assunzioni dirette di personale appartenente alle categorie protette per Roma, Ancona e Genova.
Le uniche novità previste sono lo scorrimento completo (a ottobre) della graduatoria del concorso da dirigente tecnologo del 2022 (3 colleghe/i), l’assorbimento di 2 colleghi attualmente in comando presso l’Istat, dal 1° gennaio 2026, e la reimmissione in servizio di 2 colleghi che ne hanno fatto richiesta.
Abbiamo evidenziato che non c’è nessuna delle novità richieste dalla FLC CGIL e da larga parte del personale. In particolare mancano i previsti aggiornamenti su art. 42 e 52/65 (già inseriti nel PIAO a febbraio), ma soprattutto abbiamo ribadito la richiesta di inserire nell’aggiornamento:
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un rafforzamento dell’intenzione dell’amministrazione di valutare la possibilità concreta di scorrimento delle graduatorie ex art. 15 del 2024, sia al I che al II livello;
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un impegno ad applicare lo strumento normativo (art. 52 c. 1 bis del Dlgs 165/2001) che consente, tramite valutazione comparativa, il passaggio di area dei colleghi, ad esempio tra i livelli IV-VIII e il III livello, anche alla luce del Decreto PA approvato a maggio, affrontando il problema del sottoinquadramento;
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l’impegno a riattivare lo strumento degli anticipi di fascia
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l’inserimento nell’aggiornamento del PIAO degli scorrimenti e delle nuove procedure art. 53 e 54.
Il direttore del personale Weber ha asserito che gli strumenti di valorizzazione non devono essere necessariamente previsti dal PIAO, con riferimento all’art. 15 (ma anche a 53 e 54), e che l’aggiornamento si aggiunge e non cancella quanto era già stato scritto nel piano a febbraio. Crediamo in ogni caso utile un segnale di attenzione nominare e rafforzare la possibilità di scorrere le graduatorie dell’art. 15, così come gli scorrimenti e i nuovi bandi art. 53, art. 54 e gli anticipi di fascia.
Segnaliamo che la procedura per la verifica dell’attività per i passaggi di fascia ordinari del 2025 è completata e gli interessati possono scaricare la delibera da Archiflow.
Il presidente Chelli ha sostenuto che deve ancora approfondire la materia dei passaggi tra aree ex art. 52 c. 1 bis. Riteniamo comunque che l’aggiornamento del piano di fabbisogno possa e debba contenere un primo riferimento allo strumento, previsto dalla normativa.
Tra fine luglio e inizio agosto, dopo una valutazione dei revisori, il Consiglio si riunirà nuovamente, probabilmente in collegamento a distanza, per approvare gli aggiornamenti. La FLC CGIL valuterà se le istanze proposte, tutte molto ragionevoli, troveranno accoglienza nel documento finale approvato.
Il direttore generale, su nostra sollecitazione, ha riferito che nel decreto università non è stato inserito al momento un emendamento sulla IOS che pure l’Istat aveva perorato, ma che il lavoro dell’amministrazione per risolvere la questione continuerà. Visto che al momento non si intravede soluzione, diventa sempre più urgente che il presidente dia mandato ai dipartimenti di costruire i necessari indicatori per aumentare i fondi accessori con risorse variabili, in relazione alla riorganizzazione, come già previsto nel PIAO di febbraio, in applicazione degli articoli 4 e 9, commi 3 e 4 del CCNL 2000/2001 degli enti di ricerca.






























