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La pace si costruisce con istruzione, lavoro e diritti: la FLC CGIL alla Conferenza Stop the War

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La FLC CGIL ha partecipato il 20 giugno a Londra alla Conferenza internazionale Stop the War, promossa dalla Stop the War Coalition insieme a organizzazioni sindacali, associazioni, reti studentesche, ONG e movimenti per la pace provenienti da numerosi paesi. L’iniziativa ha riunito oltre tremila partecipanti e rappresentato un importante momento di confronto e coordinamento internazionale contro la guerra, il riarmo e la crescente militarizzazione delle società contemporanee.

Alla conferenza hanno preso parte anche parlamentari britannici, eurodeputati, rappresentanti di forze politiche e numerose organizzazioni della società civile. Particolarmente significativa la presenza del movimento sindacale, con la partecipazione di diversi sindacati britannici e internazionali, tra cui il National Education Union (NEU), l’University and College Union (UCU), il Public and Commercial Services Union (PCS), il National Union of Rail, Maritime and Transport Workers (RMT) e altre organizzazioni impegnate nella costruzione di una rete internazionale per la pace.

Per la FLC CGIL erano presenti Miriam Di Paola e Graziamaria Pistorino. Nel suo intervento, Pistorino ha ribadito la necessità di costruire una vera coalizione internazionale capace di contrastare la spirale di conflitti che attraversa il pianeta e di opporsi alle politiche che alimentano la corsa agli armamenti. Ha inoltre richiamato la posizione del movimento sindacale internazionale sintetizzata nello slogan “Dalle armi al lavoro”, denunciando l’incompatibilità tra l’aumento delle spese militari e gli investimenti necessari per garantire diritti, sviluppo sociale e giustizia. Ha inoltre sottolineato il ruolo che i sindacati dell’istruzione e della ricerca possono svolgere nel rafforzare una mobilitazione internazionale per la pace, capace di incidere sulle scelte dei governi e delle istituzioni sovranazionali.

Particolarmente forte il richiamo al ruolo dei sindacati della conoscenza nella costruzione di un’alternativa alla guerra. «Investire in sanità, istruzione e lavoro dignitoso, non in armi» è stato uno dei messaggi al centro della conferenza, insieme alla necessità di rafforzare una rete internazionale dei sindacati dell’istruzione impegnata per il disarmo, la pace e la cooperazione tra i popoli.

Nel corso dei lavori è emersa con forza la preoccupazione per l’accelerazione delle politiche di riarmo che sta interessando molti paesi occidentali e per le conseguenze che queste scelte producono sui bilanci pubblici. Risorse sempre maggiori vengono destinate agli armamenti mentre scuola, università, ricerca, sanità e welfare continuano a subire carenze di investimenti e tagli che compromettono la qualità dei servizi e i diritti delle persone.

La FLC CGIL considera questa tendenza profondamente sbagliata e pericolosa. La sicurezza collettiva non si costruisce attraverso l’aumento delle spese militari, ma attraverso il rafforzamento dei servizi pubblici, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela dei diritti umani, la cooperazione internazionale e il rispetto del diritto internazionale.

Per questo la categoria continua a essere impegnata, in Italia e a livello internazionale, nelle mobilitazioni per la pace e nelle iniziative promosse dal movimento sindacale globale, da Education International e dalle reti internazionali che si battono contro la guerra e contro ogni tentativo di subordinare istruzione, ricerca e sviluppo sociale alle logiche della militarizzazione.

Negli ultimi mesi la FLC CGIL ha sostenuto con forza le mobilitazioni per il cessate il fuoco immediato a Gaza, la tutela della popolazione civile palestinese, il rispetto del diritto internazionale e il rilancio di una soluzione politica ai conflitti in corso. Allo stesso tempo ha espresso preoccupazione per il crescente orientamento delle istituzioni europee verso politiche di riarmo che rischiano di compromettere gli investimenti necessari per garantire istruzione pubblica, ricerca, università, salute, cultura e coesione sociale.

La partecipazione alla Conferenza Stop the War conferma l’impegno della FLC CGIL nel rafforzare il movimento internazionale per la pace, affinché le risorse pubbliche siano destinate all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e al lavoro dignitoso, e non alla produzione di nuove armi e nuovi conflitti. In un contesto internazionale segnato dall’espansione delle spese militari e dall’indebolimento degli spazi di cooperazione multilaterale, il sindacato della conoscenza ribadisce che la pace non è soltanto assenza di guerra, ma costruzione quotidiana di diritti, democrazia, giustizia sociale e accesso universale alla conoscenza.


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