La riforma introdotta con la L.121/2024 rappresenta per l’istruzione tecnico-professionale un autentico salto nel buio, come la FLC CGIL ha già avuto modo di ribadire anche in occasione della pubblicazione del Decreto ministeriale 215 del 25 ottobre 2024. Il provvedimento stanziava ingenti risorse del PNRR per l’istituzione dei “campus”, cioè le reti tra scuole, ITS, IeFP, enti di formazione professionale, Università, Accademie e le Regioni necessarie per la richiesta di attivazione dei percorsi integrati della filiera formativa tecnologico professionale.
A un anno di distanza, il 7 gennaio 2026 il Ministero dell’istruzione ha pubblicato il Decreto Ministeriale n. 240 del 28 novembre 2025 (allegare questo link alla notizia) con cui, tra gli altri interventi, si provvede al taglio di 26 milioni di euro a fronte dei 50 milioni inizialmente previsti all’art. 3 comma 1 del DM 215/2025. Infatti, è accaduto che, a seguito delle rimodulazioni finanziarie in itinere derivanti dal disegno di legge di bilancio per l’anno 2026 (Legge 199 del 30 dicembre 2025), in relazione ai capitoli di spesa del bilancio del Ministero dell’istruzione e del merito per l’esercizio finanziario 2026, sono state introdotte variazioni in diminuzione rispetto a quanto definito nel citato decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 25 ottobre 2024, n. 215. Questi tagli, pari a 26 milioni di euro, dipendono dalla soppressione delle linee 2, 3 e 4 dell’articolo 3, comma 2, del decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 25 ottobre 2024, n. 215, che riduce a euro 24 milioni l’importo complessivo di cui al comma 1 del medesimo articolo inizialmente fissato a 50 milioni di euro.
Poco consola apprendere che saranno destinate ulteriori risorse pari a euro 8.100.000,00 per lo scorrimento delle graduatorie approvate con il citato decreto del Ministro dell’istruzione e del merito 18 agosto 2025, n. 170, per la realizzazione dei campus formativi integrati e laboratoriali.
La FLC CGIL ha sempre segnalato gravità degli interventi prodotti dall’introduzione della filiera tecnologico-professionale, che indebolisce il valore della scuola pubblica e la qualità complessiva dell’istruzione tecnica professionale quadriennale. Questa riforma è stata spesso proposta, accompagnata dallo specchietto per le allodole di lauti finanziamenti che sarebbero dovuti arrivare alle scuole, ma oggi vediamo che i tagli previsti dal governo non risparmiano neanche i provvedimenti bandiera.
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