Legge di bilancio: il Ministro Valditara vanta aumenti dei finanziamenti alla scuola? Ma non a quella della Costituzione

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In una recente intervista rilasciata dal Ministro Valditara si sostiene che, grazie all’ultima legge di bilancio, le risorse per la scuola italiana sarebbero in aumento nel 2026 rispetto al 2025 di circa 875 milioni di euro passando da 57 miliardi e 46 milioni a 57 miliardi e 921 milioni.

In termini percentuali si tratterebbe di un aumento dell’1,5%, peccato però che le stesse stime del Governo (riportate nel documento programmatico di finanza pubblica) prevedano per il 2026 un aumento dell’inflazione del 1,7%.

Ciò vuol dire in termini reali che il bilancio dell’istruzione nel 2026 subirà un decremento che comporterà i consueti tagli e sacrifici tanto per il personale scolastico quanto per il funzionamento didattico e organizzativo delle scuole statali.

E infatti i tagli lineari programmati sulla scuola proseguono inesorabilmente fino al 2028 attestandosi sui 250 milioni di euro. Inoltre, si è fatta cassa con il contratto Istruzione e Ricerca firmato pochi giorni fa relativo al triennio 2022-2024 prevedendo aumenti retributivi per docenti e perspersonATA ben al di sotto dell’inflazione (il 6% di aumenti contro un’inflazione al 17%). Per questo la FLC CGIL quel contratto non lo ha firmato.

Alla fine dei conti alla scuola non si dà, alla scuola si toglie.

Chi invece non sarà chiamato a questi ennesimi sacrifici sarà il sistema delle scuole paritarie che beneficerà di nuovi fondi a carico del bilancio del MIM. Infatti con la legge di bilancio 2026 i finanziamenti statali a loro favore passeranno da 800 milioni a 886 milioni di euro nel 2026 (+86 milioni di euro). Un incremento di oltre il 10%, ben al di sopra dell’inflazione prevista per il 2026. Ma le provviste per la scuola paritaria sono in continuo aumento: fino 1.500 euro di bonus per le famiglie con determinati requisiti di reddito che vi iscrivono i loro figli, esenzione IMU nel caso in cui la retta richiesta alle famiglie sia inferiore al costo medio per studente pubblicato annualmente dal MIM.

Insomma, abbiamo un Ministro dell’istruzione che per compiacere le scuole private non si preoccupa di trasgredire il dettato costituzionale (articolo 33) secondo cui gli enti e i privati hanno si il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, ma senza oneri per lo Stato. Millantare aumenti di bilancio mentre la scuola statale subira’ l’ennesima riduzione con oltre 8000 tagli di organico di docenti e ata e la soppressione di centinaia di istituzioni scolastiche ha il sapore della beffa per personale, studenti e famiglie che credono nella scuola statale.

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