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L’Istat al Meeting di Comunione e Liberazione? No, grazie

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Abbiamo appreso che l’Istat “sarà tra i protagonisti del Meeting di Rimini” con uno “stand informativo”, “dal 21 al 26 agosto per presentare la nuova edizione del Censimento della Popolazione e delle abitazioni, in partenza il 5 ottobre”.

Negli scorsi anni abbiamo assistito a vari interventi dei presidenti dell’Istat in occasioni poco “scientifiche”, e anche al Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, organizzato annualmente dall’associazione cattolica Comunione e Liberazione (CL) fin dagli anni ‘80. 

Ricordiamo che CL ha espresso diramazioni politiche (il Movimento popolare), studentesche ed economiche (la Compagnia delle opere), amministratori locali e figure di primo rilievo della politica anche a livello nazionale. Uno dei suoi fondatori, il vescovo Massimo Camisasca, è lo zio del direttore generale dell’Istat. 

Pur ricercando, soprattutto negli ultimi anni, di creare dibattiti tra esponenti di diverse parti politiche, CL è sostanzialmente un movimento cattolico di stampo conservatore e nel complesso il Meeting è una conferenza orientata nel campo del centro-destra. 

Quest’anno, a fronte degli interventi di 4 o 5 esponenti dell’opposizione, sono previsti gli interventi di quasi tutti i ministri dell’attuale governo, oltre a quelli di numerosissimi parlamentari e amministratori locali di centrodestra, fra i quali alcuni diretta espressione di CL. 

Abbiamo sempre ritenuto che la partecipazione da parte del presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica  a eventi che non hanno né natura istituzionale né scientifica, sia squalificante per l’immagine dell’Ente e serva invece solo a dare autorevolezza ai promotori della manifestazione. Per questo abbiamo apprezzato poco anche la partecipazione dei presidente Chelli lo scorso mese di luglio agli “Stati generali della natalità”, nel corso dei quali è stato presentato un dossier “in collaborazione con ISTAT”, come messo molto in evidenza dai promotori, anche se poi nel documento si legge che la collaborazione con l’Istat riguarda solo “le elaborazioni statistiche realizzate nell’ambito di un accordo stipulato nel 2023 con la fondazione per la natalità e rinnovato nel luglio 2026”. 

Nel 2019 fu solo dopo la protesta della FLC CGIL e dei lavoratori che l’allora presidente Blangiardo rinunciò all’inopportuno intervento al “Congresso mondiale delle famiglie” a Verona. 

Il salto “di qualità” di quest’anno per l’Istat, rispetto a edizioni precedenti del Meeting alle quali sono intervenuti alcuni presidenti dell’Istat (come Enrico Giovannini e Gian Carlo Blangiardo e come ha già fatto negli scorsi anni e farà anche quest’anno l’attuale presidente Francesco Maria Chelli), sarebbe rappresentato dalla presenza istituzionale con un proprio “stand informativo”, coinvolgendo quindi simbolicamente direttamente l’Ente e i suoi lavoratori all’interno dell’evento.

Riteniamo inopportuno questo tipo di partnership, che non qualifica l’Istat come ente di ricerca terzo e indipendente. Gli unici altri enti di ricerca inseriti nell’area espositori sono all’interno dello stand del loro ministero “vigilante”. 

Auspichiamo quindi un passo indietro e che l’Istat si doti di un apposito disciplinare, che regolamenti gli eventi pubblici del presidente dell’Istat e limiti le partecipazioni dell’Ente all’interno di cornici istituzionali e/o scientifiche. Sarebbe un modo adeguato per festeggiare i cento anni di vita dell’Istituto Nazionale di Statistica.

FLC CGIL ISTAT, 12 agosto 2026