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L’onda nera sull’ENEA

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Ci sono voluti quasi otto mesi.

È dal 5 novembre dello scorso anno che l’ENEA non ha Presidente e CdA. Otto mesi sono un tempo infinito per un ministro “attento” alle sorti di ENEA, che è il principale Ente di Ricerca pubblica impegnato in prima linea sulle tematiche che attengono l’efficienza energetica e le nuove tecnologia per l’energia, la sostenibilità ambientale dell’economia e la transizione energetica e produttiva del nostro Paese.

Ebbene dopo otto mesi, quello che ci saremmo aspettati era sicuramente un CdA all’altezza dei compiti attribuiti all’Ente, compiti che sono cruciali per il futuro dell’Italia.

Non solo manifestiamo l’amarezza perché così non è, ma gridiamo a gran voce la rabbia per l’assurda presenza di alcuni componenti che rappresentano uno schiaffo in faccia alla comunità scientifica dell’Ente. Il nuovo CdA di ENEA è l’espressione plastica di una logica spartitoria delle forze dell’attuale maggioranza di governo, attraverso la quale si collocano individui che rispondono solo alle logiche interne del “piazzamento”, piuttosto che a specifiche competenze sulle principali tematiche oggetto delle ricerche che vengono portate avanti in ENEA.

In buona sostanza, si mette da parte il valore strategico della ricerca, per la crescita e il futuro del Paese, per favorire gli interessi di una parte che ha attenzione solo nel proprio tornaconto.

Nessuna parola nei confronti del collega di ENEA designato dal ministro nel CdA dell’Ente, perché non esprimiamo giudizi sui colleghi e su chiunque abbia contribuito, con il suo lavoro, alla crescita dell’ente.

Joime, professore presso l’università privata Marconi, candidato alle elezioni europee nelle liste di Casapound organizzazione dichiaratamente di ispirazione neofascista. Tempo fa il governo aveva tentato di “piazzarlo” come responsabile del polo universitario di Grosseto (città governata dal centro destra), operazione fallita per l’opposizione “sacrosanta” del Rettore di Siena, da cui il polo di Grosseto dipende.

Ennas, segretario regionale della LEGA, ex consigliere regionale della Sardegna non rieletto alle ultime elezioni.

Politici. Di quella parte politica che nega il cambiamento climatico e la necessità urgente di una transizione energetica e della produzione industriale. Per costoro, le evidenze scientifiche sono opinioni come altre!

Finché questa visione attiene il dibattito pubblico e politico, ad ognuno la propria opinione; ma quando questa visione entra nella gestione degli Enti pubblici di ricerca rappresenta un atto ostile nei confronti di una comunità che fa dell’evidenza scientifica il fondamento irrinunciabile di qualsiasi avanzamento delle conoscenze.

Non aggiungiamo altro.

Chiamiamo tutto il personale di ENEA ad una grande mobilitazione contro questa scelta che, ripetiamo, rappresenta uno schiaffo alla comunità scientifica dell’ENEA.


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