Con una nota inviata alle scuole a firma del Capo Dipartimento Carmela Palumbo, il MIM interviene ancora a dettare indicazioni alle scuole, stavolta sulle corrette modalità di svolgimento di manifestazioni ed eventi pubblici.
Nel richiamare la norma che ha introdotto l’insegnamento dell’educazione civica, dopo il riferimento ai valori fondanti della Costituzione, al dialogo, al rispetto reciproco e all’incoraggiamento al pensiero critico, finalizzati alla promozione della crescita di ogni singolo studente e al benessere dell’intera comunità scolastica, la nota passa a dare indicazioni sull’organizzazione e sullo svolgimento di “manifestazioni ed eventi pubblici di vario tipo aventi ad oggetto tematiche spesso di ampia rilevanza politica e sociale” che debbono essere caratterizzate dalla “presenza di ospiti ed esperti di specifica competenza e autorevolezza”.
La nota prosegue raccomandando che “nell’organizzazione di tali eventi… le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia loro riconosciuta, debbano operare in modo da assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione e garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico”
Trattandosi di modalità che tutte le scuole mettono in atto, per loro mandato costituzionale, nella definizione della propria offerta formativa, risultano del tutto incomprensibili le ragioni che spingono il ministero a questa palese e pesante ingerenza nell’autonomia delle scuole.
Ci chiediamo a quali tematiche di ampia rilevanza politica e sociale il ministero faccia riferimento quando suggerisce alle scuole di assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione.
Ci risulta difficile infatti individuare negli eventi di rilevanza didattica o culturale organizzati dalle scuole un carattere politico che richieda l’applicazione del principio della “libertà di espressione”.
O forse si deve intendere che, per parlare della storia che ha riguardato la liberazione dell’Italia dal nazifascismo sia necessario invitare anche “autorevoli ospiti” di ispirazione nazifascista oppure politici che guardano con nostalgia a posizioni condannate definitivamente dalla Costituzione?
Francamente riteniamo che le scuole non abbiano bisogno di tali consigli e bene farebbe il MIM a ritirarli e a rispettare l’autonomia delle scuole e la progettazione di attività formative aperte e plurali, ricordando l’art. 1 del DPR 275/1999 che recita: “l’autonomia delle istituzioni scolastiche è garanzia di libertà di insegnamento e di pluralismo culturale e si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento”
Nulla di più deve essere ricordato alle scuole.
























