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Manovra, FLC CGIL: il governo si scaglia sulle pensioni dei laureati dei settori della Conoscenza 

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Roma, 17 dicembre – “All’indomani dello sciopero generale del 12 dicembre, il governo introduce una misura fortemente penalizzante ai danni di chi ha riscattato a pagamento gli anni universitari ai fini pensionistici. Una parte di questo periodo, infatti, da 6 mesi nel 2031 a 30 mesi nel 2035, non concorrerà più alla maturazione dei requisiti di anzianità contributiva necessari per la ‘pensione anticipata’ che, in virtù dello stesso emendamento, aumenteranno progressivamente dagli attuali 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 9 mesi”. È quanto si legge in una nota della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.

Per la FLC CGIL: “Più che di una beffa si tratta di un vero e proprio furto di stato, aggravato dalla sua efficacia retroattiva. Vengono così vanificati i sacrifici di chi si è fatto carico di un costo estremamente oneroso per garantirsi la prospettiva di un pensionamento che potesse precedere l’età di vecchiaia, grazie al riconoscimento del periodo degli studi universitari che, necessariamente, comporta un ritardo di ingresso nel mondo del lavoro”.
  
“Tutto questo – continua la nota – alla faccia di chi, strumentalmente, dal versante sindacale, millanta di avere ottenuto da questo governo la presa in carico del problema del burnout del personale docente come presupposto di un’uscita anticipata a 60 anni e del riscatto gratuito della laurea”.

“È una misura grave, con profili di incostituzionalità. Sollecitiamo le forze parlamentari a fermare questo atto di ingiustizia che sottrae indebitamente risorse investite dalle lavoratrici e dai lavoratori, cambia le regole in corso d’opera, comprime pesantemente i diritti. In caso contrario, metteremo in campo le azioni di contrasto lecite e necessarie, in tutte le sedi, incluse le aule dei tribunali”. Conclude la nota.