Mense Istat: resoconto dell’incontro del 28 giugno 2022

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Resoconto dell’incontro del 28 giugno 2022 sulle mense romane dell’Istat

All’incontro hanno partecipato la RSU di Roma e le organizzazioni sindacali. Per l’amministrazione sono intervenuti il direttore generale Camisasca e la dottoressa Piagneri (LOG).

La società che gestisce i punti ristoro, la SIARC, è in una situazione molto vicina a una possibile chiusura.

L’Istat ha chiesto un parere all’avvocatura di stato sul da farsi e attenderà l’esito, prossimo, del concordato preventivo al Tribunale di Catanzaro.

Le richieste sindacali si sono concentrate sulla continuità del servizio, che va assicurata in ogni modo, sia per tutelare i lavoratori delle mense, che in caso di interruzione avrebbero maggiori difficoltà nel percorso di riassunzione, sia per garantire ai lavoratori dell’Istat un servizio, soprattutto in alcune sedi, indispensabile.

E’ stato chiesto nuovamente di attrezzare spazi per consumare i pasti all’aperto, laddove possibile (come all’ultimo piano di viale Liegi). nonché di potere utilizzare il forno a microonde o scaldavivande, in tutte le sedi. dobbiamo chiedere soluzioni tampone fino al possibile (ma non certo) subentro di una nuova società.

Queste possibilità alternative, da sempre richieste, sono più che mai fondamentali in una situazione di riduzione del servizio dovuta alla perdurante epidemia da Covid-19.

Non sono ancora stati ripristinati i distributori di acqua refrigerata per motivi igienici quantomeno discutibili: il rischio di malattie c’è anche quando l’acqua viene presa nei bagni anziché ai distributori. Tutto ciò ha inevitabilmente incrementato il consumo di acqua in bottiglia, in contrasto con l’Istat green (ricordiamo la distribuzione delle borracce nella convention del 2019?)

Le ipotesi che l’amministrazione ha prospettato –  in caso di risoluzione definitiva del contratto con la SIARC – sono quella di uno scorrimento della graduatoria, una possibile assegnazione provvisoria “sotto soglia”, anche interloquendo direttamente con alcuni fornitori, e una procedura negoziata “nelle more” di un nuovo bando, anche prevedendo una differenziazione del servizio e condizioni diverse a seconda della sede.

E’ stato chiesto di aggiornare il tavolo frequentemente, e il direttore generale ha concordato.


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