Il 23 gennaio 2026 si è svolta a Minneapolis una manifestazione di protesta con decine di migliaia di cittadini del Minnesota che hanno marciato durante un’imponente sciopero generale. La marcia è stata sponsorizzata da una serie di organizzazioni, dalle federazioni sindacali ai gruppi religiosi; organizzazioni comunitarie come Black Lives Matter e Indivisible e gruppi pacifisti come Veterans for Peace e Jewish Voice for Peace. Una delle principali azioni di protesta si è concentrata sull’aeroporto, quasi un migliaio di dimostranti, tra cui membri del clero, hanno inscenato un’azione di disobbedienza civile sulla strada fuori dal terminal Delta. Mentre i religiosi cantavano e recitavano il Padre Nostro, la polizia in tenuta antisommossa ha arrestato almeno cento persone.
Lo sciopero generale è stato proclamato perché sindacati, organizzazioni e società civile hanno deciso che non si può restare indifferenti al terrore che gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) hanno scatenato in tutto il Paese e alla conta delle vittime che stanno causando, a partire dall’uccisione di una disarmata poetessa, Renee Good, fino alla morte, avvenuta sabato 24 gennaio, di Alex Pretti, un infermiere di terapia intensiva che ha perso la vita mentre difendeva una donna arrestata da agenti dell’ICE.
In questa ampia mobilitazione, i sindacati dell’educazione AFT e NEA hanno lanciato la campagna #IceOutSchools, organizzata in risposta alle azioni violente dell’ICE, che oltre ai cittadini, hanno preso di mira anche i diritti di minori, studenti, insegnanti, scuole, libertà e diritti civili, in una parola, hanno preso di mira la convivenza democratica. La FLC CGIL intende mostrare tutta la propria solidarietà e il pieno sostegno per tutte le iniziative sindacali che si stanno svolgendo e si sono svolte in ogni parte degli Stati Uniti.
La segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi ha inviato una lettera di supporto e vicinanza ai sindacati dell’educazione AFT e NEA, sottolineando tra l’altro: Come insegnanti e personale dell’istruzione, il nostro pensiero va anche ai traumi e alla paura costante che vivono i bambini e gli adolescenti, che assistono alle violenze degli agenti dell’ICE che vanno porta a porta, terrorizzando i minori e brandendo le armi contro studenti ed educatori all’interno delle scuole.
In un contesto in cui una gran parte dei governi è nelle mani di formazioni politiche ultraconservatrici, come nel caso degli Stati Uniti con l’amministrazione Trump e dell’Italia con il governo Meloni, è più che mai necessario difendere la convivenza democratica insieme all’istruzione pubblica, garante della coesione sociale e del fatto che il bene comune è al di sopra degli interessi dei governanti del momento o del mercato e del profitto privato.






















