Siamo arrivati alla fine di questo primo mese del 2026. Anche il 2025 è trascorso senza che il personale tecnico-amministrativo (IV-VIII livello) di INDIRE abbia potuto partecipare alla procedura per i primi passaggi di livello ex art. 54. Sappiamo quali siano state in questi anni le ragioni dell’amministrazione e le abbiamo contestate in ogni occasione: è inaccettabile che tutto sia fermo da anni per il timore che il criterio di anzianità pesi sostanzialmente nella selezione, andando a premiare dipendenti da decenni in INDIRE senza aver mai visto migliorare la propria condizione professionale. C’è chi è andato in pensione senza aver mai potuto fare un passaggio di carriera, dopo aver dedicato un’intera vita professionale all’ente.
Come abbiamo detto al tavolo, non ci sono infelicità che valgono più di altre, ma ci sono infelicità che si prolungano da tempi insopportabili. Le risorse per l’art. 54 sono disponibili dal 2023 e ci sarebbero state anche da prima se ci avessero ascoltato. Sono aumentate considerevolmente nel 2025, conseguenza di una norma rischiosa e non auspicabile per i riferimenti alla Brunetta, che comunque rende disponibili metà delle risorse del comma 310, art. 1, Legge di Bilancio 2022, per la stessa procedura.
Sempre per il personale di IV-VIII livello ci sono da distribuire migliaia di euro pro capite. INDIRE ha presentato alle OO.SS. un’ipotesi, poi più nulla: ci è stato detto che sarebbero state accolte tutte le nostre richieste, ma di fatto non abbiamo visto il documento nelle sue versioni successive dell’ipotesi, né abbiamo potuto sottoscriverla. Siamo comunque stati soddisfatti quando dopo tre anni di insistenza si è convenuto che tutti quei soldi dovevano essere distribuiti al personale: a questo punto anche la totalità del 2025 si aggiunge al triennio 2022-24, oltre a metà del 2026, per una cifra di euro 3.756.708. Chiediamo che si realizzi quanto prima questa distribuzione: vista la compressione salariale dovuta all’inflazione, ignorata nella firma del recente CCNL dal governo e dai sottoscriventi, sono cifre che possono dare un po’ di respiro a chi lavora per assicurare un servizio pubblico di alto livello.
Sempre a proposito del personale tecnico-amministrativo: sappiamo che il sottoinquadramento all’INDIRE è un problema noto all’amministrazione, sappiamo anche che le procedure che dovevano porvi rimedio lo hanno fatto parzialmente, sottoponendo il personale a un procedimento mal pensato e mal gestito, al di là dei suoi esiti. Ci riferiamo, per esempio, a chi si è visto bloccare la partecipazione già alla prima prova scritta. Sono gli stessi collaboratori ritenuti evidentemente in grado di assolvere a mansioni di alta responsabilità e competenza scientifica nella pratica quotidiana. Per loro FLC CGIL ha chiesto al tavolo che fossero mantenuti i 6 posti da ricercatore/tecnologo previsti da diverse edizioni del PTA, evitando altre destinazioni per quelle risorse: chiediamo che già nel 2026 si proceda con un concorso che quanto meno garantisca agli interni il 50% dei posti disponibili, come da norma.
Veniamo al personale di I-III livello: INDIRE è probabilmente l’unico ente di ricerca in cui le risorse poste dalla Legge di Bilancio 2022 per le progressioni dal III al II livello non sono state utilizzate, se non per la quota destinata allo scorrimento delle graduatorie già in essere (ma solo nel 2024, superate le strenue resistenze dell’amministrazione). Cosa si sta aspettando? FLC CGIL ha proposto che le risorse non utilizzate ma incamerate dal 2022 possano costituire la base per un allargamento delle progressioni a seguito di una rapida procedura ex art. 15. Giusto per ricapitolare le cifre: INDIRE ha ricevuto € 431.733 nel 2022 dal primo riparto dei fondi allocati dalla norma e € 256.574,55 per ogni anno successivo; al momento l’amministrazione ha esclusivamente utilizzato gli € 85.898,35 per lo scorrimento di otto posizioni dalle graduatorie ex art. 15 attive. Il totale delle risorse non utilizzate al 31/12/2025 è dunque di euro 1.029.659,95.
La fine del 2025 ha visto ridurre considerevolmente il numero del personale a tempo determinato in servizio presso INDIRE, grazie alle stabilizzazioni e ai nuovi contratti a tempo indeterminato, attivati sulla base degli ultimi scorrimenti nella graduatoria della selezione 2023: è stata sicuramente una buona notizia per chi aspettava da troppo tempo un atto dovuto per l’attività svolta con continuità ed esclusività presso l’ente. Restano, tuttavia, ancora poco più di trenta precari: sono lavoratori e lavoratrici che hanno già accumulato numerosi anni di servizio in INDIRE e per cui ci attendiamo che sia predisposto un nuovo processo di stabilizzazione.
Questi sono i temi più urgenti che riguardano il personale di INDIRE. Ma non dimentichiamo la necessità di aggiornare le OO.SS. in merito all’inclusione di ERASMUS+ tra i progetti che contribuiscono alla costituzione del fondo committenti esterni ex art. 19. Ricordiamo che FLC CGIL non ha firmato l’ultimo accordo perché questo impegno non era stato rispettato e chi l’ha firmato ha sostenuto che il 2025 sarebbe stato l’anno di svolta nel merito. Attendiamo conferma di queste supposte buone intenzioni, già non tradotte nell’ultima sottoscrizione, evidentemente inaccettabile per l’ammontare complessivo quanto per i criteri distributivi.
E non dimentichiamo la contrattazione integrativa, ferma al 2019, oppure la necessità di affrontare la questione delle sedi di lavoro che presentano costanti disagi. A quanto pare è stato acquistato Palazzo Gerini: quanto ne beneficeranno nel concreto i lavoratori e le lavoratrici di INDIRE? Infine, anche in considerazione della scomparsa di molti verbali del Consiglio del revisori dal sito istituzionale, sarebbe utile avere aggiornamenti sulle verifiche in merito dei conti giudiziali, sulla partecipazione di INDIRE all’università telematica IUL, così come sul nuovo regolamento di organizzazione.
C’è dunque molto da fare in questo 2026. Gennaio è già quasi trascorso.
Far passare i mesi, gli anni, non riduce la nostra attenzione su tutti i temi che riguardano la dignità e i diritti di chi lavora in INDIRE. Non crediamo che si debba essere grati quando si ottiene il riconoscimento di ciò che spetta, soprattutto quando è un riconoscimento negato per anni; ma crediamo che questo elenco possa tenere vivo il desiderio di rivendicare ciò che è giusto e negato, nella consapevolezza che collettivamente si può fare molto più che da soli.
FLC CGIL è qui e sarà sempre qui per questo: per informare, approfondire e, in assenza di risposte, mettere in campo le iniziative di mobilitazione necessarie per farsi ascoltare.
























