Il 30 luglio us si è svolto l’incontro tra l’Amministrazione CNR e le OO.SS. avente come oggetto “informativa in materia di reclutamento”. All’incontro erano presenti il Presidente CNR, il Direttore Generale, il Dirigente dell’ufficio di Direzione Centrale Risorse Umane (DCRU) e i Dirigenti degli uffici competenti. Il Presidente, in apertura, ha introdotto il tema dell’informativa lasciando che fosse il Direttore Generale a presentare il piano di reclutamento. Il Dott. Greco ha quindi illustrato le iniziative che l’Amministrazione CNR intende avviare in tema di reclutamento del personale nei prossimi mesi nel contesto del Piano di Fabbisogno del Personale (comunicato FLC CGIL del 9 febbraio 2026) e in aggiunta alle assunzioni già in corso nel 2026. Il Direttore Generale ha illustrato un piano articolato in tre distinti interventi che interesseranno, complessivamente, 303 posizioni di livello I-III da aggiungere alle assunzioni già effettuate o programmate nel corso dell’anno.
Concorsi ordinari: 146 posizioni
La prima tranche del piano riguarda 146 posizioni destinate al reclutamento ordinario. In questo caso l’Amministrazione ha comunicato che le posizioni saranno ripartite tra i Dipartimenti secondo criteri oggettivi ed omogenei, demandando successivamente ai Direttori di Dipartimento la distribuzione delle posizioni tra gli Istituti in funzione delle esigenze scientifiche e organizzative. I Dipartimenti potranno scegliere se bandire nuove procedure oppure utilizzare graduatorie ancora valide, quando compatibili con i profili richiesti. A tal fine è stato riferito che sono state sollecitate le commissioni affinché concludano rapidamente le procedure concorsuali ancora aperte. Alcune graduatorie sono già disponibili, mentre le restanti dovrebbero essere pubblicate tra settembre e ottobre. La FLC CGIL, in merito ai criteri che saranno utilizzati, ha chiesto chiarimenti all’Amministrazione reputando che la definizione generica utilizzata (criteri oggettivi ed omogenei) non è in alcun modo esaustiva. LA FLC CGIL ritiene assolutamente fondamentale, al fine di una corretta attuazione delle procedure, verificare che tali criteri di ripartizione e le successive scelte dei Dipartimenti siano improntati a trasparenza, uniformità e reale rispondenza ai fabbisogni degli Istituti della rete scientifica dell’Ente.
Emendamento Lotito: 97 posizioni
Una parte importante del piano di reclutamento del personale riguarda l’applicazione del cosiddetto “emendamento Lotito”, norma che deve essere cofinanziata per il 50% con risorse CNR. Tali risorse, destinate al personale con anzianità di servizio maturata all’interno dell’Ente, per il CNR consentirebbe, alla luce del finanziamento designato pari a 2,7 Ml, l’attivazione di 97 procedure riservate ai TD PNRR. L’Amministrazione ha precisato che le procedure dovrebbero essere avviate in autunno e i relativi bandi dovranno essere pubblicati, come prevede la norma, entro il 31 dicembre 2026. IL Direttore Generale ha inoltre comunicato che il CNR ha avviato un confronto con il CODIGER per definire criteri applicativi comuni tra gli Enti Pubblici di Ricerca. Per quanto si possa comprendere lo sforzo di uniformare l’applicazione della norma secondo parametri omogenei tra tutti gli EpR, la FLC CGIL al Tavolo ha richiesto all’Amministrazione di valutare con estrema attenzione che questa norma sia invece quanto più calzante alle esigenze del CNR, della platea a cui è rivolta rappresentando un’opportunità importante per una parte significativa del personale che garantisce con estrema professionalità il funzionamento dell’Ente.
Articolo 12-bis del D.Lgs. 218/2016: 60 posizioni
L’Amministrazione, in totale discontinuità con quanto sinora detto e dopo aver fatto incontri e tavoli tecnici garantendo l’applicazione della legge Madia, tradisce ancora una volta le aspettative e la fiducia che il personale ha riposto nel Presidente e nel Direttore Generale. Con una chiarezza disarmante hanno affermato che il CNR non intende avviare le procedure di cui all’Art. 20 Comma 2 della Legge Madia annunciando invece, con toni inutilmente trionfalistici, l’attivazione di circa 60 procedure riservate ai sensi dell’art. 12-bis del D.Lgs. 218/2016, destinate al personale che abbia maturato almeno tre anni di servizio, negli ultimi cinque, esclusivamente presso il CNR. Secondo quanto illustrato, la scelta di ricorrere a questo strumento legislativo risponde alla volontà di valorizzare il personale precario che ha svolto tutta l’attività scientifica dell’Ente. La FLC CGIL ha ribadito al Tavolo, con forza, che nell’attuale situazione di straordinaria emergenza che investe il precariato nell’Ente, l’attuazione delle procedure previste dal Comma 2 dell’art. 20 del D.Lgs. 75/2017 rappresenta una scelta di imprescindibile importanza. Si tratta, infatti, di uno strumento già ampiamente sperimentato, con criteri applicativi consolidati e ben definiti, che garantisce un percorso certo, rapido e inclusivo, evitando le inevitabili criticità e incertezze connesse alla prima applicazione di una disposizione normativa mai utilizzata precedentemente. Soprattutto, l’utilizzo del “Comma 2” permetterebbe la partecipazione alle procedure concorsuali di una platea significativamente più ampia di Lavoratrici e Lavoratori precari tenendo conto davvero dell’anzianità di servizio maturata dal personale dell’Ente riconoscendo la specificità della ricerca pubblica e valorizzato le competenze che le Lavoratrici e i Lavoratori precari hanno maturato anche presso altri Enti o Università. Al contrario, l’applicazione esclusiva dell’art. 12-bis della legge 218/2016 determinerebbe l’esclusione dalle procedure concorsuali di numerosi precari con una lunga esperienza professionale, disperdendo un patrimonio di competenze costruito negli anni e penalizzando proprio coloro che hanno garantito, con continuità, il funzionamento delle attività di ricerca dell’Ente.
L’Amministrazione ha infine evidenziato che, sommando le circa 303 nuove procedure alle assunzioni già concluse o in corso, comprese circa 185 stabilizzazioni e le procedure derivanti dai concorsi già banditi, il numero complessivo delle assunzioni e delle procedure attivate nel 2026 raggiungerà circa 700-750 unità con circa i due terzi delle risorse impiegate provengono dal bilancio del CNR.
Nel corso dell’incontro il Dott Raimondi ha aggiornato il Tavolo sulle assunzioni già effettuate e in corso di espletamento.
La FLC CGIL ritiene che sia stato fatto un passo in avanti nella definizione del quadro di programmazione e attuazione del reclutamento del personale. Tuttavia, non può non evidenziare che i vertici dell’Ente, in primis Presidente e DG, hanno mostrato un atteggiamento di massima chiusura e grande distacco sul tema del precariato, non un cenno al fatto che sarebbe stato opportuno ragionare sulle osservazioni poste al tavolo. L’informativa vissuta come mero atto formale, privo di ogni utilità e svuotato del suo vero significato, che consiste nell’attuare un dialogo proficuo che possa esser la base per un CNR migliore anche per tutte le Lavoratrici e i Lavoratori che all’Ente dedicano la propria vita lavorativa. In merito al programma presentato, ancora poco definito, la FLC CGIL auspica che gli annunci si traducano rapidamente in atti concreti e soprattutto che i criteri con cui si attueranno tali procedure siano condivisi, trasparenti e realmente uniformi e venga pienamente valorizzato il lavoro di chi, e spesso da molti anni, assicura con professionalità e competenza il funzionamento delle attività di ricerca e dei servizi dell’Ente.
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