Il SÌ al referendum sulla cittadinanza, non risolve una ingiustizia, ma sarebbe un passo avanti: la riduzione da dieci a cinque anni di residenza continuativa come requisito per chiedere la cittadinanza.
Oggi sono centinaia di migliaia i e le giovani, nati e/o cresciuti in Italia, che qui si sono formati dentro e fuori le scuole di questo Paese, che non hanno ancora la cittadinanza.
Intanto, sullo sfondo di un calo demografico importante, questo Paese invecchia, intristisce e incattivisce pure.
Ascoltiamo Aurora.
Davvero pensiamo che sia saggio rinunciare a beneficiare pienamente dell’energia, della vitalità, dell’intelligenza, della voglia di futuro comune e dignitoso, in una dimensione di concittadinanza, di questi giovani?
Sarebbe miope, oltreché ingiusto.
Votiamo SÌ.























