Sulla riforma degli Istituti tecnici prevista dal DL 144/2022, la FLC CGIL ha sempre espresso con determinazione un parere fortemente critico, emerso in un seminario nazionale e confermato nelle ultime ore dalla richiesta di rinvio dell’attuazione al 2027/28 e dalla presentazione di specifici emendamenti al Decreto-Legge 19 del 19 febbraio 2026, recante “Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione”.
La FLC CGIL ha segnalato l’introduzione di una pesante flessibilità nell’adeguamento dell’offerta formativa, che dopo la pubblicazione degli allegati al DL 45/2025, si è tradotta, nella definizione di un’area cosiddetta di “indirizzo flessibile” che destina una significativa quota del curricolo “a disposizione della scuola”. Le conseguenze di queste modifiche del curricolo incidono da subito nella predisposizione degli organici di scuola e stanno aprendo un preoccupato dibattito nelle scuole.
Il nuovo profilo degli Istituti tecnici corrisponde a “meno scuola e più apprendistato”, più Formazione Scuola Lavoro, più impresa: questa la proposta della riforma dell’istruzione tecnica targata Valditara. Eppure, molti Collegi avvertono l’esigenza di riflettere su questa trasformazione e rinviare l’avvio della riforma, scrivendo direttamente al Ministro. A seguito delle richieste pervenute durante le assemblee sindacali, la FLC CGIL propone una bozza di lettera aperta.
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