Home News FLC CGIL Nazionale Riordino degli Istituti Tecnici: contrarietà della FLC CGIL al nuovo assetto ordinamentale

Riordino degli Istituti Tecnici: contrarietà della FLC CGIL al nuovo assetto ordinamentale

0
33

In data 12 febbraio 2025, è stato sottoposto alle organizzazioni sindacali il testo del Decreto concernente l’attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144, recante la revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici e la definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi.

Come già definito dall’Allegato B del D.L. n.45/2025 convertito in Legge n. 79/2025, il provvedimento presentato dall’Amministrazione evidenzia una riorganizzazione dei curricoli degli istituti tecnici, strutturati in due settori, Economico e Tecnologico-ambientale, ciascuno con un’area di istruzione generale nazionale e in un’area di indirizzo flessibile, comprensiva di una eventuale area territoriale. Il monte ore è organizzato, così come nell’impianto vigente, in primo biennio, secondo biennio e quinto anno. Ampliate le possibilità di autonomia e flessibilità per le singole scuole anche finalizzate al collegamento con il mondo del lavoro nel limite del 30 per cento del monte ore del quinto anno. Anticipata al II anno l’introduzione della formazione scuola-lavoro (ex PCTO). Il nuovo modello prevede indirizzi di studio correlati al settore economico e al settore tecnologico-ambientale, ed annesse articolazioni, come di seguito elencati:

Settore economico 

  1. Amministrazione, finanza e marketing

a.1 – Indirizzo generale: Amministrazione, finanza e marketing
a.2 – Relazioni internazionali per il marketing
a.3 – Sistemi informativi aziendali

  1. Turismo, beni ambientali e culturali.

Settore tecnologico-ambientale

  1. Meccanica, meccatronica ed energia

a.1 – Meccanica e meccatronica
a.2 – Energia

  1. Trasporti e logistica

b.1 – Costruzione dei mezzi terrestri
b.2 – Costruzioni aeronautiche
b.3 – Costruzioni navali
b.4 – Conduzione mezzi terrestri
b.5 – Conduzioni del mezzo aereo
b.6 – Conduzione del mezzo navale
b.7 – Conduzione di apparati e impianti marittimi
b.8 – Conduzione di apparati e impianti marittimi e Conduzione di apparati e impianti elettronici di bordo
b.9 – Logistica

  1. Elettronica ed elettrotecnica

c.1 – Elettronica
c.2 – Elettrotecnica
c.3 – Automazione

  1. Informatica e telecomunicazioni

d.1 – Informatica
d.2 – Telecomunicazioni

e.Grafica e comunicazione
f.Chimica, materiali e biotecnologie

f.1 – Chimica e materiali
f.2 – Biotecnologie ambientali
f.3 – Biotecnologie sanitarie

  1. Sistema moda

g.1 – Progettazione e processi produttivi per il tessile/moda
g.2 – Progettazione e processi produttivi per la calzatura

  1. Agraria, agroalimentare e agroindustria

h.1 – Produzioni e tecnologie agroalimentari per il Made in Italy
h.2 – Scienze agrarie ed ambientali
h.3 – Viticoltura ed enologia

  1. Costruzioni, ambiente e territorio

i.1 – Indirizzo generale: Costruzione, ambiente e territorio
i.2 – Geotecnico
i.3 – Tecnologie del legno nelle costruzioni

La quota di area territoriale dell’area di indirizzo flessibile a disposizione della scuola cresce nel passaggio dal primo biennio (132 ore) al secondo biennio (198 ore) e al quinto anno (dove diventa di 231 ore), ma l’intervento più invasivo viene svolto proprio nel primo biennio con la decurtazione di 99 ore dell’Area di istruzione generale a vantaggio dell’area di flessibilità. Il provvedimento ha lo scopo dichiarato di adeguare i curricoli alle esigenze del settore produttivo, utilizzando il potenziamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e una maggiore flessibilità dell’offerta formativa. Il continuo richiamo al tessuto socioeconomico-produttivo del territorio e l’elaborazione dell’offerta formativa in connessione con il livello regionale o interregionale, produce una vera e propria frammentazione e regionalizzazione del sistema di istruzione. Comunque, il monte-ore del curricolo a disposizione della scuola presenta evidenti criticità: la “quota di area territoriale”, benché esigua, diventerà lo spazio obbligato, necessario per rimpiazzare le ore dove sottratte. Analogo ragionamento per il monte-ore di compresenza, che al momento risulta estremamente vago e senza le necessarie attribuzioni che prima c’erano. Nonostante al decreto siano allegati i quadri orari, non è ancora chiaro a quali classi di concorso vengano attribuite le discipline indicate nei diversi ambiti. Emergono comunque gravi criticità come quella relativa alla contrazione di ore di italiano in classe quinta, dove la disciplina è oggetto della prima prova d’esame: operazione che dà il senso di quanto la competenza comunicativa e l’accesso al sapere, requisiti per una solida e permanente formazione, siano considerati negoziabili. A dispetto del dichiarato “potenziamento delle discipline STEM” dai prospetti si evince una importante riduzione delle ore destinate all’ambito matematico-scientifico (-231 ore). Nel testo del provvedimento è valorizzato solo il raccordo con ITS Academy e lauree professionalizzanti: si tratta di una vera e propria canalizzazione al lavoro di un segmento che negli anni ha visto confluire molta parte dei diplomati verso l’università. Il decreto pur considerando la necessità di attività formative destinate al personale docente, non fa alcun cenno al reperimento di risorse dedicate. Seppure tra insegnanti e pedagogisti, sia diffuso da almeno un decennio un controverso dibattito, ancora una volta si definisce un assetto didattico strutturato con riferimento alla metodologia didattica per competenze. In relazione all’erogazione sperimentale da parte dei CPIA di percorsi di istruzione tecnica, la FLC CGIL ha sottolineato che la candidatura prevede che il CPIA, ai fini della partecipazione, debba comunque aderire alla filiera formativa tecnologico-professionale, precludendo altre possibilità. In ogni caso, è stata ribadita la necessità di maggiore dotazione organica delle istituzioni per l’struzione degli adulti, anche in funzione dell’attuale offerta formativa.

La FLC CGIL ha sottolineato che il decreto arriva in forte ritardo e nella fase dell’anno in cui le scuole dovranno definire gli organici e la mancanza di precise indicazioni sulle classi di concorso solleva difficoltà e preoccupazioni. Nel corso dell’incontro ci è stato comunicato, in ogni caso, che a breve le organizzazioni sindacali saranno convocate per un incontro specifico relativo alle classi di concorso abbinate alle discipline, comprese quelle innovate dal provvedimento.

La FLC CGIL aveva espresso un parere fortemente critico su un provvedimento che comporta, interventi consistenti sul curricolo, sul monte ore, sul profilo educativo e professionale (P.E.Cu.P.) e, al tempo stesso, introduce pesanti interventi sugli organici. Le argomentazioni della FLC CGIL, così come lo stesso parere del CSPI hanno rilevato nell’impianto generale della bozza di riordino degli istituti tecnici diversi e significativi elementi di criticità. In estrema sintesi, questa revisione dei piani-orari appare con intenzioni roboanti, ma senza idee precise. Flessibilità e autonomia lasciano le scuole nella vaghezza e nella genericità, con gravi ricadute su reclutamento e titolarità dei docenti.

La FLC CGIL, pertanto, ha confermato la propria forte contrarietà al riordino, ribadendo che si tratta di una riforma strutturale degli istituti tecnici a costo zero, che avrà effetti negativi sulla formazione degli organici, sui carichi di lavoro del personale e sulla curvatura territoriale dell’offerta formativa nazionale.


clicca qui per andare all'articolo originale