Si sono tenuti ad Ankara dal 25 al 29 agosto i lavori del 6° Congresso Democratico dell’Educazione del sindacato degli insegnanti turco Eğitim Sen, guidato dallo slogan “Per l’uguaglianza e la libertà”. Il congresso ha visto una forte e qualificata partecipazione delle principali organizzazioni sindacali europee, unite per riaffermare il valore dell’internazionalismo e della difesa del diritto all’istruzione e della conoscenza. Tra i principali rappresentanti della comunità educativa europea è presente John MacGabhann, presidente del Comitato Sindacale Europeo dell’Educazione (ETUCE), la struttura regionale di Education International, a cui la FLC CGIL aderisce attivamente. A portare il saluto solidale delle lavoratrici e dei lavoratori della FLC CGIL è stata Graziamaria Pistorino, Segretaria nazionale. Da anni la FLC CGIL segue da vicino e sostiene le azioni di Eğitim Sen, un sindacato che opera in un contesto estremamente difficile, segnato da continue pressioni politiche, compressione delle libertà sindacali e ritorsioni contro i docenti e il personale della scuola.
Al centro dei cinque giorni di dibattito ad Ankara ed in particolare nelle giornate dedicate agli ospiti internazionali vi sono i pilastri per la costruzione di un sistema scolastico democratico: istruzione pubblica e gratuita: intesa come diritto universale e non come merce; laicità e pensiero scientifico: contro i tentativi di confessionalizzazione e ideologizzazione dei programmi scolastici; inclusione e diritti delle minoranze: per una scuola che parli la lingua dei diritti, dell’uguaglianza di genere e del pluralismo culturale; libertà di insegnamento: la difesa dell’autonomia professionale dei docenti e dei ricercatori.
Nel contributo della FLC CGIL è stata evidenziata la profonda e preoccupante sintonia tra la situazione turca e quella italiana, infatti, sulla scorta del programma del congresso di Eğitim Sen, è stato possibile tracciare un parallelismo diretto sul tema della formazione tecnica e professionale. In Italia, l’introduzione della Filiera tecnologico-professionale ha ridotto i percorsi di studio da 5 a 4 anni, diminuendo di fatto il diritto ad un’istruzione di qualità, così come la riforma degli istituti tecnici, che ha tagliato ore di didattica generale e saperi di base (scienze, letteratura e lingue e non solo). Nel contesto internazionale la FLC CGIL ha denunciato con forza gli obiettivi e le ricadute di questi provvedimenti e delle politiche ideologiche realizzate dal governo Meloni: scuole di addestramento rapido: la trasformazione degli istituti tecnici in strutture piegate esclusivamente alle esigenze temporanee delle imprese locali, così come realizzato nei percorsi quadriennali e tagli drastici al personale: la compressione dei percorsi riduce automaticamente le classi, cancellando cattedre per i docenti e posti per il personale ATA. Nel contributo, al tempo stesso, è stata valorizzata la straordinaria risposta collettiva messa in campo dalla FLC CGIL, culminata nello sciopero nazionale del 7 maggio, che ha costretto il Ministero dell’Istruzione ai primi parziali arretramenti.
La presenza della FLC CGIL ad Ankara, al fianco di delegazioni internazionali di rilievo, ribadisce la centralità della cooperazione sindacale globale. Per la FLC CGIL, come per ETUCE ed Education International, la difesa della democrazia in Europa e nel mondo passa inevitabilmente attraverso la difesa del diritto all’istruzione e alla conoscenza, della scuola pubblica e della libertà d’insegnamento.
Intervento della FLC CGIL al 6° Congresso Democratico sull’Istruzione di Eğitim Sen
Cari compagni e care compagne di Eğitim Sen,
porto a questo Congresso il saluto solidale e fraterno della FLC CGIL, delle lavoratrici e dei lavoratori della conoscenza in Italia.
Leggendo i punti del vostro dibattito, avvertiamo una profonda e preoccupante sintonia. Le sfide che affrontate in Turchia sono le stesse che noi affrontiamo in Italia e in Europa. Viviamo sotto lo stesso attacco globale del modello neoliberista, che non vede più nell’istruzione un diritto costituzionale, ma un mercato da conquistare e una merce da vendere. In Italia stiamo contrastando con forza i processi di privatizzazione e frammentazione del sistema pubblico. Con il governo Meloni affrontiamo anche la minaccia dell’autonomia differenziata, un progetto politico che rischia di spaccare il sistema scolastico nazionale, creando scuole di serie A e di serie B a seconda della ricchezza dei territori. Per la FLC CGIL la risposta è una sola: l’istruzione deve rimanere un diritto nazionale, solidale, universale e finanziato dallo Stato.
Al punto 2.4 del vostro programma ponete una domanda cruciale: «Che tipo di formazione professionale e tecnica?». In Italia stiamo vivendo una delle più gravi trasformazioni regressive di questo settore. Con la riforma della “Filiera tecnologico-professionale”, il governo ha imposto una riduzione dei percorsi di studio da 5 a 4 anni. L’altra riforma degli Istituti Tecnici compie la stessa operazione: taglia le ore di didattica generale e i saperi di base – come le scienze, la letteratura e le lingue e non solo – riducendo in questi percorsi quadriennali il tempo della formazione culturale. L’obiettivo neoliberista è chiaro: trasformare gli istituti tecnici in scuole di addestramento rapido, piegate esclusivamente alle esigenze temporanee delle imprese locali. Ma c’è una ricaduta immediata e drammatica che denunciamo con forza: comprimere i percorsi significa avviare un taglio automatico e drastico di personale. Meno anni di scuola significano meno classi, meno cattedre per i docenti e meno posti per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), impoverendo i diritti dei lavoratori e la sicurezza delle scuole. Contro questa riforma inutile e dannosa, la FLC CGIL si è schierata da subito e senza tentennamenti. Abbiamo promosso una mobilitazione capillare che ha visto il suo culmine nello sciopero nazionale del 7 maggio, proseguendo poi con il blocco delle attività aggiuntive e lo sciopero degli scrutini finali nel mese di giugno. Una risposta collettiva e determinata di lavoratori, studenti e famiglie che ha costretto lo stesso Ministero dell’Istruzione a fare i primi parziali arretramenti sui quadri orari. Ma la nostra lotta non si ferma: non accetteremo che si costruisca il profitto privato distruggendo i posti di lavoro e il diritto allo studio.
Infine, condividiamo pienamente la vostra lotta per una scuola laica e scientifica. Anche in Italia assistiamo a tentativi continui di penetrazione ideologica e conservatrice nei programmi ministeriali, che minacciano la libertà di insegnamento. A questo si aggiunge una crisi sistemica del lavoro: un quarto del personale scolastico italiano è precario. Non si può costruire una scuola democratica e inclusiva sulla pelle di lavoratori senza stabilità.
In conclusione, guardiamo con ammirazione alla vostra resistenza per un’università autonoma. Anche da noi, i tagli ai fondi e i criteri di valutazione aziendalistici soffocano la ricerca libera, subordinandola agli interessi del profitto o della difesa militare. La scienza deve essere al servizio della transizione ecologica, della giustizia sociale e della pace.
Compagne e compagni, la nostra presenza qui ribadisce che la vostra lotta è la nostra lotta. Uguaglianza, laicità, democrazia e internazionalismo sono le parole d’ordine che ci uniscono e ci rappresentano con le federazioni ETUCE e Education International. Insieme dobbiamo resistere!
Buon Congresso, viva Eğitim Sen, viva la solidarietà internazionale dei lavoratori!
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