Specializzazioni “abbreviate” per il sostegno: tavolo di confronto al MIM

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È proseguito, martedì 23 dicembre 2025 presso il Ministero dell’Istruzione, il confronto relativo allo Schema di Decreto Interministeriale recante modifiche ed integrazioni ai percorsi di specializzazione sul sostegno attivati rispettivamente ai sensi degli articoli 6 e 7 del decreto-legge 31 maggio 2024, n.71 (cosiddetti corsi Indire)

Il confronto era stato richiesto dalla FLC CGIL che aveva ritenuto insufficiente un incontro di semplice informativa su un provvedimento che, di fatto, rende strutturale un doppio binario formativo per quanto riguarda i percorsi di specializzazione per il sostegno.

In particolare, la sanatoria sui titoli acquisiti all’estero e non riconosciuti dalle autorità italiane, istituita per far fronte a un contenzioso non più sostenibile per l’Amministrazione, rappresenta, oltre a una profonda ingiustizia nei confronti di chi ha sostenuto percorsi rigorosi da 60 CFU, selettivi e caratterizzati da obbligo di frequenza in presenza, laboratori e attività di tirocinio, un chiaro impoverimento del sistema formativo.

La FLC CGIL attribuisce al Ministero la responsabilità di aver tradotto la norma di legge in un decreto attuativo che semplifica eccessivamente i percorsi, riducendo i CFU ai minimi termini, prevedendo l’erogazione interamente on line, comprimendo i tempi: in poche parole, abbassando drasticamente la qualità della formazione.

L’ampliamento della platea dei destinatari dei corsi di cui all’art. 7 del DL 71/2024 a chi, in possesso di titolo conseguito all’estero, abbia presentato domanda di riconoscimento del titolo e alla data del 24 aprile 2025 fossero già trascorsi i quattro mesi previsti per la risposta ministeriale, aumenterebbe di altre 7 mila unità i docenti specializzati grazie a un vero e proprio condono. Ma soprattutto è la prova del fallimento della convenzione stipulata dal Ministero dell’Istruzione con il Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche (CIMEA) che, con un compenso di 4 milioni e mezzo di euro, avrebbe dovuto ottimizzare “le attività connesse al riconoscimento dei titoli di abilitazione all’insegnamento ovvero di specializzazione sul sostegno conseguiti all’estero”.

Questo elemento sarebbe ancora più grave se fosse confermato che con il prossimo decreto milleproroghe verrà prorogata tale convenzione per il triennio 26-28, con lo stanziamento di ulteriori 4 milioni e mezzo di euro.

La rassicurazione da parte dell’Amministrazione dell’ottimo lavoro svolto da Cimea, che avrebbe ridotto significativamente le “liste di attesa”, non giustifica, a parere della FLC CGIL, l’avvio di un nuovo ciclo e, anzi, se i dati lo confermeranno, induce a credere che il provvedimento andrà soprattutto a vantaggio di coloro che, nonostante il rigetto dell’istanza di riconoscimento, abbiano intrapreso un contenzioso giurisdizionale tuttora in corso.

La FLC CGIL ha quindi chiesto i dati dettagliati dell’attività svolta da CIMEA e chiarimenti sugli obiettivi dell’eventuale rinnovo della convenzione.

Ha infine chiesto che la firma del decreto venga sospesa per consentire la sostanziale revisione delle modalità di erogazione dei percorsi e la puntuale verifica dei dati e degli esiti relativi alle procedure di riconoscimento dei titoli esteri.

L’amministrazione non ha risposto nel merito alle richieste avanzate, rimandandole a chi ha la responsabilità di riforme di sistema, ed ha assicurato che i dati, anticipati sommariamente e frettolosamente, verranno trasmessi alle OO.SS. all’interno del verbale di confronto.

La FLC CGIL ritiene del tutto insoddisfacente l’esito dell’incontro.

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