Giovedì 29 gennaio 2026, il Consiglio dei Ministri ha finalmente dato il via libera alla sequenza contrattuale del CCNL 2019-2021 in merito alla figura del tecnologo a tempo indeterminato per il settore università.
Al di là delle dichiarazioni di soddisfazione da parte del Governo, possiamo tranquillamente affermare che il risultato è stato ottenuto esclusivamente grazie alla tenacia, alla determinazione della nostra organizzazione.
Abbiamo inserito da molti anni questo obiettivo nelle nostre piattaforme rivendicative ed abbiamo portato la richiesta anche nella Commissione paritetica sui sistemi di classificazione professionale istituita con l’art. 44 del CCNL del Comparto Istruzione e Ricerca 2016-2018, abbiamo con forza rivendicato un provvedimento di legge sia nei confronti del MUR sia della commissione parlamentare che nel frattempo stava lavorando alla riforma del reclutamento universitario.
A quasi due anni dalla legge e dall’avvio del rinnovo del CCNL, però nessun passo in avanti era stato fatto rispetto al recepimento della figura del tecnologo e a luglio 2023, nella fase della chiusura della trattativa per la firma del CCNL, abbiamo dovuto richiedere che il punto sul tecnologo dell’università fosse previsto in una successiva sequenza contrattuale, al fine di evitare che il tutto si traducesse in una sostanziale inapplicazione della norma.
Dopo anni di incessante lavoro e di reiterate richieste, la sequenza contrattuale relativa al tecnologo a tempo indeterminato per il settore universitario è stata finalmente sottoscritta nell’ottobre 2024. Tuttavia, la strada verso il provvedimento definitivo non è stata affatto lineare: da quella firma sono trascorsi ben 14 mesi caratterizzati da attese, incertezze e ritardi che hanno messo a dura prova la tenacia della nostra organizzazione.
Durante questo lungo periodo, abbiamo continuato con determinazione a sollecitare tutti i referenti istituzionali coinvolti nel processo. Il nostro impegno non è mai venuto meno, consapevoli dell’importanza di mantenere alta l’attenzione e di stimolare un maggiore interesse da parte delle istituzioni, troppo spesso poco sensibili alle reali esigenze del personale universitario. Questa costanza e determinazione nell’azione sindacale hanno rappresentato la chiave per superare l’immobilismo e giungere finalmente all’approvazione.
Ora che siamo riusciti, con la definitiva istituzione di questa figura, a valorizzare il personale e nel contempo a fornire una soluzione concreta a tanti precari, ripartiamo da qui con ancor più determinazione. Non ci fermeremo, continueremo a rivendicare risorse e fondi per finanziare il reclutamento di tecnologi a tempo indeterminato.
Risulta ora imprescindibile, come già ribadito nel recente incontro con la Ministra, procedere concretamente per garantire l’effettività del periodo previsto dalla legge per la riserva dei posti. Tale riserva, infatti, era rivolta sia al personale che, pur svolgendo da tempo le funzioni di tecnologo, risulta inquadrato in ruoli differenti, sia ai tecnologi a tempo determinato. Si tratta di una questione di giustizia e coerenza normativa, che mira a valorizzare l’esperienza e il contributo di chi ha già maturato competenze specifiche nel settore.
Purtroppo, le lungaggini e le incertezze che hanno caratterizzato l’iter di contrattualizzazione del tecnologo a tempo indeterminato hanno avuto come conseguenza diretta la scadenza del termine previsto per la riserva dei posti. Questa situazione, che consideriamo inaccettabile e priva di giustificazioni plausibili, rischia di penalizzare proprio quei lavoratori e lavoratrici che, negli anni, hanno atteso con fiducia il riconoscimento del proprio ruolo.
La nostra azione non si fermerà fino a quando non sarà garantito il pieno rispetto dei diritti acquisiti e delle aspettative legittime del personale universitario. È fondamentale assicurare che ogni lavoratore riceva il riconoscimento che merita, a tutela della dignità professionale e della giustizia normativa, elementi che devono essere alla base di ogni provvedimento e decisione istituzionale in materia.
La FLC ha saputo dare un senso all’inclusività dei Contratti Nazionali, ha saputo creare uno spazio e riempirlo nell’ottica della tutela e dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, ha semplicemente dimostrato che l’azione sindacale, quando è tesa alla salvaguardia dei diritti, non è mai vana.






















