“In questi giorni è approdato in Parlamento il decreto ministeriale di revisione dell’ANVUR, l’agenzia di valutazione del sistema nazionale universitario e della ricerca. In grosso ritardo abbiamo avuto la possibilità di analizzare il testo definito lo scorso 11 settembre e finalmente ci è chiara la ratio del provvedimento: l’ANVUR viene portata sotto stretto controllo ministeriale, con nomina diretta del Presidente e un totale controllo sul Comitato di selezione del Consiglio Direttivo”. Così Gianna Fracassi, segretaria generale della Federazione Lavoratori della Conoscenza CGIL.
“Non solo si trasforma di fatto l’Agenzia in un dipartimento del ministero, ma si inizia a dotarla di funzioni e strumenti che le permettono di entrare nel merito di cosa e come si insegna nelle università. La nuova ANVUR è dunque funzionale all’università piccola, de-finanziata, segmentata e sotto controllo politico che questo governo vuole costruire”, prosegue la segretaria generale.
“La FLC CGIL ha sempre ritenuto necessario un altro sistema di valutazione, condiviso e partecipativo, proprio di un’università pubblica e democratica. L’ANVUR invece, già da tempo svolge unicamente la funzione di costruire condizioni di mercato e competizione tra gli atenei. La nuova Agenzia però assume anche un ruolo di controllo e indirizzo negli stessi processi formativi dell’università. Così – evidenzia la dirigente sindacale – si stravolge l’autonomia universitaria e si ribalta il cuore di uno dei principi costituzionali alla base dello stesso concetto dell’autonomia, quello della libertà di ricerca e di insegnamento”.
“Per questo, non solo esprimiamo ferma contrarietà a questo nuovo regolamento, ma chiamiamo le forze libere e pensanti della comunità universitaria ad attivarsi per contrastare quello che con evidenza è un progetto di completa revisione del sistema universitario italiano, portato avanti in questi mesi con diversi provvedimenti tra loro apparentemente scollegati. È il momento di difendere un sistema nazionale, pubblico e democratico, – conclude Fracassi – oggi messo profondamente in discussione dall’azione del governo”.






























