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Valutazione dei dirigenti scolastici 2024/2025. Il MIM comunica le modalità di restituzione dei risultati

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Con una nota congiunta dei Direttori della Direzione Generale per l’innovazione digitale e della Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici, il MIM ha inviato nella serata del 5 febbraio agli indirizzi istituzionali dei dirigenti scolastici la comunicazione della conclusione della procedura di valutazione relativa all’anno scolastico 2024/2025,  illustrando le nuove funzionalità aperte all’interno della piattaforma per  l’accettazione del punteggio complessivo ottenuto  o per l’eventuale avvio del contraddittorio entro 10 giorni  in caso di  non accettazione. Contraddittorio che, secondo quanto previsto dal sistema di valutazione, verrà invece attivato automaticamente in caso di valutazione negativa (punteggio inferiore a 31 punti).

Nella nota viene inoltre precisato che i dirigenti scolastici riceveranno il punteggio conseguito anche in una comunicazione inviata il 6 febbraio alla casella di posta istituzionale personale e che, in assenza di indicazioni entro 10 giorni rispetto ad una delle due opzioni, accettazione o avvio contraddittorio, il punteggio si intenderà accettato e la procedura conclusa.

In caso di attivazione del contraddittorio, il dirigente dovrà inviare entro 10 giorni un’istanza motivata di riesame della valutazione, utilizzando l’apposita funzione presente sulla piattaforma, il Direttore dell’USR, entro 15 gg dalla richiesta, concluderà il riesame  confermando o modificando il punteggio di valutazione e dandone informazione al dirigente scolastico che potrà  procedere alla sottoscrizione per accettazione.

In caso di non condivisone delle risultanze del riesame, la procedura prevista dal nuovo sistema di valutazione prevede un’ulteriore possibilità di reclamo entro i successivi 30 gg  (60 in caso di valutazione negativa) ad un Organismo di Garanzia Nazionale (rispetto al quale nella nota non si legge alcuna indicazione) che, entro i successivi 30 giorni  dal ricevimento della richiesta, previa audizione anche telematica dell’interessato, dovrà esprimere il suo motivato parere – obbligatorio ma non vincolante –  e inviarlo al DG interessato e  al DS che ha presentato l’istanza.

Tenuto conto delle suddette tempistiche, solo al termine di un periodo massimo di 3 mesi  dalla data di comunicazione degli esiti, l’amministrazione potrà disporre di dati numerici definitivi   (il numero di dirigenti scolastici collocati in ciascuno dei 3 livelli e il numero dei dirigenti scolastici destinatari del bonus  (5% dei ds valutati individuato tra coloro che hanno ottenuto il punteggio più alto) che consentiranno la quantificazione degli importi della retribuzione di risultato da attribuire ai dirigenti scolastici in servizio nell’a.s. 2024/2025.

Dalle prime segnalazioni raccolte tra i dirigenti, i punteggi attribuiti si attestano generalmente nella fascia medio-alta, determinando perciò  retribuzioni di risultato molto vicine alla media, con poco significative differenze tra i livelli. Il dato, se confermato dall’amministrazione nella informativa che la FLC CGIL ha già richiesto, contraddice la narrazione, troppo spesso ripetuta nell’ultimo anno, da parte di chi ha salutato la nuova procedura di valutazione come lo strumento che finalmente avrebbe valorizzato l’effettivo lavoro dei dirigenti scolastici, producendo un significativo aumento delle retribuzioni di risultato.

Da parte della FLC CGIL resta invece inalterato il giudizio totalmente negativo sull’intero sistema di valutazione che non tiene affatto conto del ruolo e della funzione dei dirigenti scolastici e si propone di misurare sbrigativamente la loro complessa attività attraverso obiettivi e target, individuati centralmente dai Capi Dipartimento in armonia con le priorità strategiche definite dalla Direttiva del Ministro per l’azione amministrativa, senza alcun controllo preliminare da parte di un organismo indipendente sulla loro pertinenza e sulla congruità del peso attribuito ai singoli indicatori.

Eliminazione dei nuclei di valutazione regionali e assenza di partecipazione del valutato alla procedura; apprezzamento dei comportamenti professionali attribuito ai direttori degli Uffici Scolastici regionali senza alcuna trasparenza  e oggettività; assenza di terzietà e di efficacia della procedura di conciliazione presso l’Organismo di garanzia nazionale; totale assenza  di azioni di supporto professionale da attivare in caso di parziale o mancato raggiungimento degli obiettivi, sono nello specifico le criticità che la FLC CGIL aveva già  rilevato a conclusione del confronto avviato sulla procedura, criticità che privano la procedura di valutazione del suo principale obiettivo di valorizzazione e sviluppo  professionale del dirigente e miglioramento della qualità del servizio scolastico, trasformandola in una mera procedura premiale, inadeguata a valutare i risultati dell’azione dirigenziale e utilizzata esclusivamente per differenziare, peraltro in misura minima,  gli importi del risultato.


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