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Webinar di chiusura del progetto “Palestina” per il sostegno a insegnanti e studenti palestinesi a Gaza e in Cisgiordania

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Il 3 settembre 2025 si è tenuto un incontro on line per la presentazione delle attività avviate il 15 luglio relative al progetto “Palestinian Teachers Support. New Female Teachers, Gaza Teachers and Children”. Si tratta di una cooperazione tra sindacati internazionali per garantire la continuità educativa a Gaza e in Cisgiordania: l’Unione Generale degli Insegnanti Palestinesi (GUPT), FLC CGIL, FECCOO (Spagna), FENPROF (Portogallo), NEU (Regno Unito), SADTU (Sud Africa) e STES (Spagna), insieme Education International (EI).

La recrudescenza del conflitto israelo-palestinese si è ormai trasformato in un crimine sancito dalle Nazioni Unite e, già da tempo, la FLC CGIL, ha preso posizione contro l’escalation di violenza e contro i gravi atti di sterminio che il governo Netanyahu sta consumando sotto i nostri occhi, compreso lo scolasticidio a cui abbiamo dedicato uno specifico seminario. I Palestinesi, in particolare gli insegnanti, stanno affrontando circostanze estremamente gravi a causa della guerra genocida, che ancora continua a Gaza e in Cisgiordania. Sappiamo che insegnanti e studenti hanno bisogno di supporti mentali e psicologici, che migliorano il loro benessere socio-emotivo nell’apprendimento in presenza e online. A questi bisogni ha cercato di dare una pur minima risposta il progetto “Palestinian Teachers Support. New Female Teachers, Gaza Teachers and Children”.

Durante il webinar sono state presentate le attività svolte e il video di chiusura e di ringraziamento realizzato dalla Federazione Generale degli Insegnanti Palestinesi (GUPT). Erano presenti Saed Erziqat, Segretario Generale di GUPT, Hilmi Hamdan, coordinatore del progetto, rappresentanti dei sindacati internazionali, oltre a circa cento docenti formati. Per la FLC CGIL erano presenti Graziamaria Pistorino, Segretaria nazionale (leggi il contributo) e Miriam Di Paola del Centro nazionale.

La FLC CGIL ritiene centrale il percorso sindacale internazionale, sempre più orientato alla pace e alla solidarietà e ad esercitare pressioni sulle scelte politiche dei vari governi nazionali così come avverrà sabato 6 settembre in tutte le piazze del Paese. Il nostro impegno è finalizzato ad una mobilitazione collettiva, un impegno comune che possa davvero assicurare a tutte e a tutti la vita e la salvezza, oltre che effettivi diritti di cittadinanza.

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Cari colleghi, cari compagni,

Già a partire dal webinar organizzato il 22 ottobre 2024, la FLC CGIL ha sentito l’esigenza di comprendere cosa stesse succedendo in Palestina e di farlo dal punto di vista di chi lavora nei luoghi della conoscenza.

Abbiamo pensato di ascoltare le voci dei nostri amici: Manal Hdaife (PPSTLL – Lega degli insegnanti delle scuole primarie pubbliche in Libano, Componente dell’Executive Board di Education International) e Saed Erziqat (Segretario Generale di GUPT – Federazione Generale degli Insegnanti Palestinesi), voci di insegnanti e di sindacalisti che, insieme a noi e alla stragrande maggioranza dell’assemblea del congresso di Buenos Aires di Education International, hanno assunto la priorità della questione palestinese.

Abbiamo approfondito la misura reale di un tema poco noto alla maggior parte dell’opinione pubblica occidentale: lo scolasticidio, una delle conseguenze prodotte dal conflitto, che, anche se meno diffusa dai media, probabilmente ci riguarda più da vicino come educatori.

L’emergenza è grande. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno denunciato lo scolasticidio a Gaza in considerazione del fatto che 625mila studenti non hanno più accesso all’istruzione, tutte le 12 università e gli istituti di istruzione superiore sono stati distrutti e aumenta ogni giorno il numero di studenti e insegnanti uccisi o rimasti feriti.

Anche i siti del patrimonio culturale di Gaza sono stati devastati o demoliti, oltre a moschee, chiese e all’Archivio centrale di Gaza, contenente fonti documentarie che abbracciano secoli di storia.

Si tratta della minaccia concreta della cancellazione di una elaborazione culturale millenaria. È necessario difendere questo patrimonio dell’umanità attraverso la salvaguardia dell’istruzione, dei luoghi della conoscenza e degli insegnanti che possano trasmetterla.

La scuola non è solo il luogo in cui si possa impartire la conoscenza, ma è un pilastro vitale della società e un segnale di speranza per futuro di pace per il popolo palestinese.

Inoltre, senza scuole sicure, anche le donne e le ragazze affrontano rischi aggiuntivi e in generale più di 1 milione di bambini palestinesi a Gaza hanno bisogno di trovare supporto psicosociale.

Ne abbiamo cominciato a parlare con GUPT – Federazione Generale degli Insegnanti Palestinesi e con i compagni di NEU (UK), FECCOO (ES), FENPROF (PORTUGAL), SADTU (SA) e STES (ES), in un continuo confronto politico, ma anche culturale e pedagogico, che ci riguarda come sindacalisti e come insegnanti.

Abbiamo pensato che, oltre alla vicinanza politica, fosse necessaria un’azione di solidarietà concreta nei confronti di insegnanti e studenti di Gaza e Cisgiordania e abbiamo sostenuto un lavoro già avviato.

È nato così il nostro progetto, come una necessità, come il bisogno di fare insieme ciò che abbiamo considerato necessario.

Vedere l’entusiasmo dei nostri colleghi palestinesi e i sorrisi dei loro alunni ci ha fatto capire che quella scelta necessaria era anche la scelta giusta.

La forza di questo progetto consiste nell’unità: unione di sindacati fratelli e unione delle organizzazioni nazionali con la nostra federazione Education International.

Come membri dell’EI ci impegniamo ad aumentare la pressione sui governi per un cessate il fuoco immediato e permanente e per l’urgente fornitura di aiuti alimentari e medici.

Le nostre organizzazioni sostengono l’azione della Global Sumud Flotilla che è partita da Genova il 1° settembre e che in queste ore tocca i porti siciliani.

La FLC CGIL, da sempre si spende perché si rispettino le risoluzioni ONU per la costituzione dello stato palestinese, ma intanto state certi: siamo al vostro fianco! Grazie a tutti per il lavoro svolto, solidarietà!