Agenda Sud: informativa sul potenziamento degli organici dei docenti delle scuole inserite nei “progetti pilota”

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Il Ministero dell’Istruzione ha incontrato le organizzazioni sindacali l’11 dicembre scorso per l’informativa sul decreto di prossima emanazione relativo all’applicazione dell’art. 10 comma 2 del DL 123/2023 (Agenda Sud) che prevede il potenziamento dell’organico docente delle scuole comprese nei progetti pilota dell’Agenda Sud. Si tratta di un finanziamento pari a 13 milioni di euro per l’a.s. 2023/24 che consente di autorizzare l’attivazione di incarichi temporanei fino a giugno per il personale docente nel corrente anno scolastico. Il Ministero, con il decreto in via di pubblicazione, individua le scuole pilota – nel numero di 15 – ricadenti nelle regioni del Mezzogiorno interessate dall’Agenda Sud che faranno da capofila di reti di scuole composte da un numero di 5/6 per ogni gruppo. Tra le istituzioni scolastiche capofila è compresa anche quella collocata nel territorio di Caivano che era stata già individuata con apposito provvedimento ministeriale dell’11 ottobre 2023. L’Amministrazione per individuare le scuole capofila e quelle appartenenti alla rete ha utilizzato dei criteri elaborati anche con il contributo dell’Invalsi che tengono conto delle condizioni di disagio sociale e di fragilità negli apprendimenti degli studenti delle diverse regioni meridionali. Ciascuna delle scuole così individuata sarà destinataria di un apposito finanziamento con cui, sulla base delle proprie specifiche esigenze e necessità, potrà conferire incarichi di insegnamento temporanei nella misura massima di 5 docenti per scuola. Si dà pertanto l’opportunità ad alcune decine di scuole del sud Italia di contare per quest’anno su un organico aggiuntivo pari all’incirca a 450 docenti. Considerata la fase già avanzata dell’anno scolastico, le scuole potranno utilizzare detto organico aggiuntivo a partire dal prossimo gennaio 2024.

La FLC CGIL nel proprio intervento ha evidenziato come l’aumento di organico prospettato, seppur apprezzabile, rappresenti una quota minimale rispetto alle effettive esigenze delle tante scuole del sud Italia e che andrebbe esteso a tutte le scuole del Paese che versano in condizioni di altrettanto disagio e difficoltà rispetto alle poche decine individuate nel decreto. Non è infatti con poche unità di personale docente assunto solo per pochi mesi l’anno che è possibile affrontare e risolvere le tante difficoltà in cui versano le scuole meridionali e più in generale il sistema scolastico nazionale, ma occorrono investimenti strutturali a partire da un diffuso piano di assunzioni a tempo indeterminato. Inoltre è stato evidenziato come, per finanziare questo provvedimento, si è fatto ricorso al taglio del Fondo per l’ampliamento dell’offerta formativa (L.440/1997), ovvero a quelle risorse sempre più scarse a disposizione delle scuole per attuare i progetti dell’autonomia.


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