UFFICIO LEGALE FLC CGIL NAPOLI – Ricorsi in atto e richiesta di assistenza legale

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RICORSI IN ATTO (per gli iscritti o per chi si iscrive alla Flc Cgil)
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Recupero “Retribuzione Professionale Docenti” (RPD) per docenti con incarico temporaneo
Secondo la Corte di Cassazione il MIUR viola il principio di non discriminazione quando non riconosce la retribuzione professionale docenti ai supplenti che svolgono un incarico temporaneo.
Si tratta di un assegno tabellare previsto dall’articolo 7 del CCNL del 2001 che ammonta a circa 164€ lordi e viene corrisposto per 12 mensilità.
Attualmente viene riconosciuta solo ai supplenti che ricoprono un incarico annuale in scadenza al 30 giugno o al 31 agosto; non ne hanno diritto, quindi, i supplenti con incarico temporaneo.
Ed è su questa voce stipendiale che è intervenuta la Corte di Cassazione, valutando il ricorso presentato da un supplente secondo il quale questa differenza di trattamento costituisce una violazione del principio di non discriminazione.
La Cassazione pertanto, ha ravvisato una violazione del principio di non discriminazione, previsto dalla clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70 CE.
Secondo quanto dichiarato dalla Cassazione, infatti, il supplente ha diritto ad una prestazione equivalente a quella del lavoratore sostituito; anche questo, quindi, deve beneficiare dei 164€ lordi mensili della retribuzione professionale docenti.
Riteniamo che questa sentenza vada applicata, pertanto, a tutti quei docenti che hanno svolto supplenze temporanee negli ultimi 5 anni, tra cui ci sono coloro che nel contesto del massiccio utilizzo nell’anno in corso di supplenze in organico d’emergenza, c.d. Organico COVID, hanno svolto supplenze per tutto l'anno ma inquadrate giuridicamente come supplenze brevi e saltuarie.
Documentazione necessaria:
• Statini Paga degli ultimi 5 anni
• Contratti stipulati negli ultimi 5 anni
• Copia del documento di riconoscimento e codice fiscale
• copia C.I. e C.F.
Recupero "Compenso Individuale Accessorio" (CIA) per Personale ATA con incarico temporaneo

Secondo la Corte di Cassazione il Ministero dell'Istruzione viola il principio di non discriminazione quando non riconosce ai lavoratori, che ricoprono incarichi temporanei, il compenso accessorio previsto in favore degli assunti a tempo indeterminato.
Tale comportamento è stato definitivamente dichiarato illegittimo dalla Corte di Cassazione, la quale, con l’Ordinanza n. 20015 dello scorso 27 luglio 2018, ha stabilito che anche i precari che hanno svolto incarichi brevi e saltuari hanno diritto a tale compenso. Infatti, riprendendo la Direttiva Comunitaria 1999/70/CE, la Corte ha dichiarato: “Si deve ritenere che le parti collettive nell’attribuire il compenso accessorio «al personale docente ed educativo», senza differenziazione alcuna, abbiano voluto ricomprendere nella previsione anche tutti gli assunti a tempo determinato, a prescindere dalle diverse tipologie di incarico previste dalla legge n. 124/1999 … una diversa interpretazione finirebbe per porre la disciplina contrattuale in contrasto con la richiamata clausola 4 tanto più che la tesi del Ministero, secondo cui la RPD è incompatibile con prestazioni di durata temporalmente limitata, contrasta con il chiaro tenore della disposizione che stabilisce le modalità di calcolo nell’ipotesi di periodi di servizio inferiori al mese”.
Tale principio di diritto, estendibile per analogia anche al Compenso Individuale Accessorio, fa si che anche quest'ultimo, rientri nelle condizioni di impiego che, ai sensi della clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, il datore di lavoro, pubblico o privato, è tenuto ad assicurare agli assunti a tempo determinato così come a quelli a tempo indeterminato.
Si tratta di un assegno tabellare previsto dall’articolo 7 del CCNL del 2001 che ammonta a circa € 73,70 lordi e viene corrisposto per 12 mensilità.
Attualmente viene riconosciuta solo ai supplenti che ricoprono un incarico annuale in scadenza al 30 giugno o al 31 agosto; non ne hanno diritto, quindi, i supplenti con incarico temporaneo.

Riteniamo che questa sentenza vada applicata, anche a tutto il personale ATA che ha svolto incarichi temporanei negli ultimi 5 anni, al fine di recuperare quanto maturato nel detto arco temporale e vedersi riconosciuto il detto importo sia per l'anno in corso che per quelli successivi. Particolare rilevanza ha poi quest'anno che nel contesto del massiccio utilizzo di supplenze in organico d’emergenza, c.d. Organico COVID, ha visto parecchi supplenti svolgere supplenze per tutto l'anno ma inquadrate giuridicamente come supplenze brevi e saltuarie.

Documentazione necessaria:

  • Statini Paga degli ultimi 5 anni
  • Contratti stipulati negli ultimi 5 anni
  • Copia del documento di riconoscimento e codice fiscale
  • copia C.I. e C.F
Retribuzione Individuale Anzianità (RIA) dei Dirigenti Scolastici
Gli anni di servizio svolti come insegnante vanno considerati utili ai fini della retribuzione individuale di anzianità (RIA) dei Dirigenti Scolastici. Tutti i DS, a prescindere dall’anno di passaggio nel ruolo dei dirigenti scolastici a seguito del superamento del concorso pubblico (ovviamente con il rispetto della prescrizione quinquennale dei benefici economici), possono chiedere che venga determinata la RIA con l’inserimento degli anni di servizio di insegnamento. Sussistono già varie sentenze favorevoli del Tribunale Napoli Nord, Tribunale di Napoli , Tribunale di Tivoli, ecc.
Documenti necessari:
• Certificato  dei  servizi in qualità di docente prima del ruolo di DS
• Decreto di ricostruzione di carriera in qualità di docente
• Contratto stipulato in qualità di DS
• Decreto di ricostruzione di carriera in qualità di DS
• Certificazioni di eventuali incarichi di facente funzioni  del  D.S. ricevuti prima  dell’incarico di D.S.
• Copia C.I. e C.F.
Riconoscimento integrale del servizio pre-ruolo nella ricostruzione di carriera

Attualmente, al personale immesso in ruolo che abbia un pregresso servizio di precariato, la ricostruzione di carriera viene effettuata riconoscendo, ai fini giuridici ed economici, i primi 4 anni per intero e solo i 2/3 per tutto il periodo eccedente tale soglia (comma 5 art. 485 del Dlgs 297/94 e comma 13, art. 4 del Dpr n. 399/88).

Quindi possono presentare il ricorso coloro che sono assunti a tempo indeterminato (di ruolo) e hanno effettuato più di 4 anni di servizio non di ruolo utilmente valutabili (per i docenti almeno 180 giorni di servizio in ogni anno scolastico – per il personale ATA tutti i periodi di effettivo servizio)

La documentazione necessaria (da consegnare in fotocopia) per poter aderire al ricorso è:

  1. copia della domanda e del decreto di ricostruzione di carriera;
  2. carta di identità;
  3. codice fiscale;
  4. autocertificazione degli anni di servizio preruolo;
  5. certificati di servizio degli anni di servizio preruolo (da richiedersi per “motivi di giustizia, controversie in materia di lavoro” esibendo la circolare allegata di fianco);
    SCARICA --->>> richiesta-certificati
    SCARICA --->>> circolare
  6. contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  7. preferibilmente un cedolino paga per ogni anno di pre-ruolo;
    cedolini a campione del ruolo precedenti e successivi alla ricostruzione carriera; il cedolino con la eventuale liquidazione degli arretrati ricostruzione carriera (se emesso).
    Se risultasse impossibile reperire i cedolini indicati recarsi alla competente Ragioneria Territoriale dello Stato chiedendo la stampa dei cedolini mancanti.

Consigliamo quanto prima di inoltrare via raccomandata A/R la lettera di diffida e interruzione termini di prescrizione (SCARICA QUI --->>>modello-lettera-impugnativa-e-mora-preruolo-x-chi-ha-decreto), conservando copia della stessa e delle ricevute di invio e avvenuta consegna, in particolare per chi ha un decreto di ricostruzione carriera che sta per raggiungere i 10 anni dall’emissione (data riportata in alto a destra nel decreto).

Ricorso contro il termine al 30.06 per incarichi annuali in organico di diritto

La FLC CGIL NAPOLI, per mezzo del suo Ufficio Legale, propone ricorso al giudice del lavoro rivolto ai lavoratori e alle lavoratrici della scuola (docenti e ATA) che prestano servizio con contratto a tempo determinato su posti vacanti, già disponibili, in organico di diritto (dopo i trasferimenti) e che illegittimamente si vedono apporre il termine del proprio contratto al 30 giugno anziché al 31 agosto.

Il presente contenzioso, sulla scorta della normativa di settore (L. 124/99) oltre che di numerose sentenze positive, un gran numero delle quali ottenute proprio dai legali della FLC CGIL, è volto al riconoscimento dell’illegittima apposizione del termine al 30.06 in relazione all’incarico formatosi su posto vacante in organico di diritto, e di conseguenza la sua corretta decorrenza – giuridica ed economica – sino al 31.08.

Tale riconoscimento comporta il diritto alla retribuzione spettante anche per le mensilità di luglio e agosto nonché la valutazione di tali periodi a tutti i fini giuridici (punteggio, anzianità di servizio).


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