Attacco ai giovani studenti di Firenze: l’impegno della Scuola del Popolo contro la violenza

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Il brutale attacco ai giovanissimi studenti di Firenze non può essere sottaciuto. Troppo eclatanti le caratteristiche che lo descrivono e che impediscono di derubricare questo avvenimento come semplice “rissa tra studenti”. No! Sarebbe troppo semplice. E’ evidente, infatti, l’uso della violenza come azione politica, esattamente con le stesse modalità utilizzate nel periodo fascista. La tecnica è inequivocabilmente quella “squadrista”, proprio come la definisce l’enciclopedia Treccani: ” L’organizzazione, l’impiego e l’attività di squadre d’azione, a fini politici di parte e intimidatori”. Un gruppo organizzato di “azione studentesca” ha aggredito due sedicenni davanti al Liceo Michelangelo nella mattinata di sabato 18 febbraio, con una inaudita violenza fine a se stessa, con l’obiettivo di ammonire e intimidire i presenti. Non possono esserci altre spiegazioni: la violenza per far passare un messaggio politico. Se allora ci fu il silenzio, oggi non bisogna tacere. Dopo la sottolineatura all’interno della rassegna stampa di lunedì 20 febbraio e l’approfondimento della parola “squadrismo” di questa mattina la Scuola del Popolo proseguirà con altre pillole dedicate a questo tema perché come ebbe a dire Antonio Gramsci: “… L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera…” e l’indifferenza non deve fare parte del nostro DNA.


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