Contrattazione all’ISTAT: aggiornata la IEM e i soliti ritardi ​

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Finalmente è stato aggiornato l’importo della indennità di ente mensile, in base all’accordo sul salario accessorio dei IV-VIII del 2020, definitivamente certificato da revisori e organi vigilanti. Gli arretrati arriveranno a  luglio (2020 e 2021) e a ottobre (2022), secondo il cronoprogramma della DCRU.

Nella riunione di fine aprile dei revisori sono stati approvati i fondi accessori IV-VIII (2021 e 2022), I-III (2017 e 2018) e dirigenti amministrativi di 2a fascia (2018). Sono state certificate le ipotesi di accordo IV-VII (2021) e stralcio produttività individuale IV-VIII 2017/2018 (poi firmato definitivamente il 5 maggio scorso).

Sulla IOS nel verbale che ci è stato fornito c’è scritto: “Nell’ambito della descrizione della documentazione prodotta, il dott. La Commare, in relazione alla certificazione dei fondi 2017 e 2018 del personale dei profili tecnologo e ricercatore, evidenzia, tra l’altro, l’esiguità degli stessi e prospetta, in riferimento agli stessi, l’esigenza di una iniziativa di carattere normativo con finalità equitative nell’ambito degli enti di ricerca”.

Ci auguriamo di avere presto il verbale dei revisori di maggio, quando dovrebbero essere stati certificati anche gli accordi sul 2022 (e sul 53!) e sui benefici assistenziali 2019.

I ritardi nella contrattazione e nell’erogazione di quanto dovuto al personale, che si registrano da anni, non sembrano risolti dal cambio di direttore alla DCRU, anzi! Il calendario fornito dall’amministrazione si ferma ad ottobre solo per pagare il 2020!

Ancora non c’è nessuna informativa su RUP e DEC, che continuano a lavorare senza la dovuta indennità, nonostante un accordo firmato e certificato definitivamente da 6 mesi, senza nessuna risposta nonostante la diffida inviata unitariamente quasi 2 mesi fa!

Ancora non c’è nessuna convocazione del tavolo tecnico o un’informativa sulla possibilità di attivare una polizza sanitaria all’interno dei benefici assistenziali, nonostante il 5 maggio fosse stata promessa “entro due settimane” (ne sono trascorse sette!).

Abbiamo chiesto di attivare il confronto post-sperimentazione sul congedo parentale a ore, che non era stato convocato a causa della pandemia.


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