Il parere del CSPI sulle “Linee guida per l’orientamento”

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Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) riunitosi in adunanza plenaria (in via telematica) in data 20 dicembre 2022 si è espresso favorevolmente sulla bozza di schema di decreto ministeriale di adozione delle “Linee guida per l’orientamento” nell’ambito della Missione 4.1 del PNRR, evidenziando però una serie di criticità sia sul provvedimento in generale che rispetto ad alcuni aspetti specifici di cui ha chiesto la modifica.

Il CSPI, in premessa del parere, ha accolto con favore il riconoscimento del ruolo dell’orientamento scolastico quale fattore per la crescita culturale e sociale delle studentesse e degli studenti, strumento di lotta alla dispersione e all’insuccesso formativo e per la promozione di una cittadinanza piena ed attiva.

Il CSPI ha comunque ritenuto di evidenziare alcuni limiti presenti nella bozza di decreto ministeriale, a partire dal fatto che l’attività di orientamento non si può sostanziare solo nell’informare sui percorsi futuri di studio e di lavoro, ma significa soprattutto garantire agli studenti gli strumenti per acquisire la conoscenza di sé e quindi delle proprie attitudini, per sviluppare atteggiamenti costruttivi nel rapporto con gli altri e con il mondo, e al fine di favorire scelte consapevoli sul proprio futuro non solo lavorativo.

Inoltre, secondo il CSPI, occorrere evitare che l’attività di orientamento si sostanzi in un approccio formale e burocratico, con l’aggiunta di ulteriori adempimenti e procedure che non si integrano con quelle già presenti nella scuola e che già agiscono sulle stesse tematiche.

IL CSPI, riconoscendo l’importanza di avere docenti formati per l’orientamento e dotati di accertate competenze, ha sollecitato il Ministero a definire in tempi congrui e nelle opportune sedi le modalità, i tempi e le risorse per la formazione del personale sia per l’anno 2023 e sia a regime.

Rispetto alle ricadute sul rapporto di lavoro e sulla retribuzione dei docenti, il CSPI ritiene che questi aspetti debbano essere regolati in sede negoziale.

Il CSPI ha infine richiesto una serie di specifiche modifiche al testo delle “Linee Guida” per le quali si rinvia alla lettura integrale del parere (in allegato).

Su queste “Linee guida” si sono espressi anche la Flc e la Cgil che, con parole ancor più nette, hanno evidenziato le numerose criticità presenti nella proposta  ministeriale.


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