La deriva istituzionale del Sindaco di Pennabilli è grave

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Dopo la vicenda che ha riguardato la Dirigente Scolastica di Firenze, abbiamo appreso con preoccupazione che il Sindaco di Pennabilli ha stabilito con un’ordinanza che possono essere interrotte con la benedizione pasquale le lezioni nelle scuole del Comune, delegittimando le prerogative della Preside.

Esprimiamo solidarietà e pieno sostegno alla Dirigente scolastica dell’IC “P. O. Olivieri” di Pennabilli in quanto riteniamo che il comportamento del primo cittadino possa configurarsi come lesivo dei principi sanciti agli artt. 7 e 8 della Costituzione italiana che garantiscono nel nostro ordinamento la laicità dello Stato e di tutte le istituzioni, tra le quali la Scuola.

La Scuola italiana è laica

La Scuola italiana è laica, democratica ed inclusiva. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi stanno nelle aule con i loro insegnanti e non fuori, per cedere il passo alle celebrazioni di un culto. Il fatto che la Chiesa cattolica sia tra le istituzioni fondanti dell’identità italiana non viene certo sminuito se a Pennabilli non si benedicono le aule scolastiche e gli studenti. Esistono – proprio grazie alla Costituzione – luoghi, spazi e tempi per l’esercizio di ogni culto.

L’ordinanza si configura di fatto come prevaricatrice del principio di pari dignità di tutte le religioni di fronte allo Stato nonché d’imparzialità ed equidistanza delle leggi rispetto alle confessioni. La Dirigente Scolastica, al contrario del Sindaco, ha operato in coerenza con gli ordinamenti e a tutela dell’interesse collettivo.

Gli studenti durante le ore di lezione devono restare in aula

L’iniziativa del primo cittadino rappresenta un’indebita ingerenza nello svolgimento delle attività didattiche che, nella visione distorta del potere, possono essere interrotte a piacimento di un sindaco, magari costringendo una parte degli alunni -che lo ricordiamo in questo caso sono minorenni e sotto la tutela dell’insegnate ad allontanarsi dalle aule.

L’ordinanza n.8 del 22 marzo 2023 del Comune di Pennabilli lascia attoniti quando prescrive “PRECISATO che la presenza di alunni di diverso credo politico può essere tutelata con semplici accorgimenti nei luoghi del plesso scolastico” ed evoca spettri del passato che non possono trovarci indifferenti. I Patti Lateranensi del 1929 e gli Accordi di Villa Madama del 1984 – impropriamente richiamati dall’ordinanza del Sindaco – non sanciscono affatto il diritto di culto nelle scuole della Repubblica.

FLC CGIL Rimini ha chiesto un tempestivo intervento dell’Ufficio scolastico provinciale al fine di ribadire e tutelare i principi di autonomia dell’ordinamento scolastico che dipendono esclusivamente dal Ministero.


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