L’Istat pensa a ricreare precariato mentre è immobile sugli scorrimenti?

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Reclutamento: l’Istat pensa al nuovo precariato mentre è fermo sugli scorrimenti?

Nell’attuale situazione di incertezza sul futuro dell’Istat in relazione alla nomina del presidente, l’amministrazione sembra avere sospeso le attività relative al reclutamento, rinviandole a quando si chiarirà la partita della nomina del futuro Presidente. Nessuna risposta quindi sull’utilizzo pieno delle graduatorie dell’articolo 15 e sul necessario scorrimento totale dei concorsi del 2018.

Mentre il direttore del personale continua a mettere in scena pietosi teatrini contro le organizzazioni sindacali nelle riunioni con il personale nelle sedi territoriali, sembra che alcuni idonei del concorso CTER del 2022 siano stati contattati per un contratto a tempo determinato.

È vero? Questa operazione da dove proviene? Chi l’ha decisa? In base a quali motivazioni? Eppure, la normativa contrattuale attualmente vigente prevede l’informazione alle OO.SS. in questi casi.

Siamo contrari a ritornare ai giorni bui del precariato all’Istat e in ogni caso vanno fornite informazioni alle organizzazioni sindacali sulle politiche assunzionali.

Se è possibile prendere una decisione di questo genere senza nemmeno una informativa (ed è in ogni caso inaccettabile dal punto di vista delle relazioni sindacali!), è doveroso che l’Istituto attui anche quanto già deciso, a cominciare dalle operazioni di scorrimento delle graduatorie, TUTTE!

Chiederemo conto di questi aspetti alla delegazione dell’amministrazione nell’incontro di venerdì 21 aprile, al quale chiediamo la presenza del professor Chelli, attuale presidente dell’Istat “facente funzioni”.

FLC CGIL – UIL Scuola RUA – FGU Ricerca – SNALS-CONFSAL Ricerca

19 aprile 2023


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