Verso la conferenza interministeriale di Tirana dello Spazio Europeo dell’Istruzione: la sintesi dei lavori dell’Hersc a Bruxelles

0
624

Si è tenuto a Bruxeles il 7 e l’8 marzo l’incontro periodico del Comitato permanente sull’istruzione e la ricerca dell’Internazionale dell’ETUCE (HERSC – High Education and Research Standing Committee). Il Comitato è un organo dell’ETUCE e rappresenta le 45 organizzazioni che organizzano e rappresentano personale dell’istruzione superiore e della ricerca. L’HERSC si riunisce due volte l’anno. Alla riunione hanno partecipato circa 35 delegati in rappresentanza di 31 organizzazioni sindacali provenienti da oltre 22 paesi. La FLC CGIL è la sola organizzazione presente per l’Italia, ed esprime una delle due vicepresidenze del comitato.

Il più importante tema in agenda era la stesura di una dichiarazione ai ministri dell’istruzione superiore e della ricerca sullo spazio europeo dell’istruzione superiore in previsione della prossima conferenza ministeriale e del Global policy forum che si terranno a Tirana a maggio del 2024, nonché la condivisione di un percorso di azioni politiche che dovranno sostenere le rivendicazioni del documento sindacale. In vista della Conferenza ministeriale di Tirana del Processo di Bologna del maggio 2024, ETUCE chiede ai ministri di impegnarsi a raggiungere i seguenti obiettivi:

  1.  Rafforzare la libertà accademica e l’autonomia istituzionale e garantire investimenti e finanziamenti pubblici sostenibili e a lungo termine nell’istruzione superiore e nella ricerca;
  2. Rendere la carriera accademica attraente, assicurando stipendi adeguati, pensioni eque, buone condizioni di lavoro, e garantendo la stabilità del posto di lavoro con contratti a tempo indeterminato, percorsi di carriera affidabili e pari opportunità per il personale dell’istruzione superiore e della ricerca.
  3.  Rafforzare la governance collegiale e un dialogo sociale efficace con i sindacati del personale accademico dell’istruzione superiore.

Per dare seguito al progetto finanziato dall’UE Towards a Framework of Action on the Attractiveness of the Teaching Profession through effective Social Dialogue in Education“, realizzato insieme alla Federazione europea dei datori di lavoro dell’istruzione (EFEE), ETUCE ha deciso di lanciare una campagna Europea di sensibilizzazione sul tema dell’attrattività della professione docente. La campagna, che coinvolge anche il sistema dell’istruzione superiore, partirà ufficialmente il 14 maggio, e vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’insegnamento e della ricerca e sui problemi connessi alle professioni di docente e ricercatore. In particolare, si vuole porre all’attenzione dei governi e della società europea il crescente precariato, i sempre più gravi limiti posti alla libertà accademica in molti paesi, l’assenza di condizioni di lavoro e retribuzioni adeguate. La campagna ha come obiettivo anche quello di consolidare la funzione delle organizzazioni sindacali nella elaborazione di proposte politiche oltre che negoziali. I sindacati dell’istruzione e i datori di lavoro dell’istruzione concordano, infatti, su un’ampia gamma di azioni da attuare a livello europeo, nazionale e locale. Il Quadro di azioni che si intende assumere è organizzato attorno a sette pilastri:

  • Riconoscimento del ruolo delle parti sociali nel settore dell’istruzione e impegnarsi nel dialogo sociale.
  • Condizioni di lavoro
  • Formazione iniziale degli insegnanti e sviluppo professionale continuo
  • Curriculum formativi e autonomia didattica
  • Investimenti per migliorare l’attrattiva dell’insegnamento
  • Salute e sicurezza
  • Innalzamento dello status della professione di insegnante

Questa la versione finale del Quadro d’azione.

I lavori dell’HERSC sono stati arricchiti dalle presentazioni di Pauline Ravinet (European Commission DG EAC) e Dario Capezzuto and Jean-Emmanuel Faure (European Commission DG Research) sul percorso di stesura di uno European Framework for career development of academics. Il documento dovrebbe integrare la Charter for Researchers e il Code of conduct for the recruitment of researchers e essere articolato intorno ai seguenti punti: Definizione di ricercatore/professioni della ricerca; Riconoscimento delle professioni di ricerca e comparabilità delle carriere di ricerca; Assunzione e condizioni di lavoro; Ricercatori qualificati per carriere intersettoriali e per l’imprenditorialità e l’innovazione; Sviluppo e progressione di carriera; Circolazione equilibrata dei talenti e attrattività dell’Europa; Azioni di sostegno alle carriere di ricerca; Monitoraggio delle carriere di ricerca. Un aspetto importante di confronto è stato sulla European Universities Initiative su cui la commissione sta puntando molto in termini politici e regolatori, oltre che finanziari e che già oggi coinvolge molti atenei italiani. Di particolare rilievo su questa linea di intervento della Commissione è il rapporto The European Universities Initiative: first lessons, main challenges and perspectives approntato da un gruppo di lavoro del Parlamento Europeo. Il rapporto sintetizza lo studio di valutazione delle procedure di selezione e valuta le esperienze dei primi anni dell’Iniziativa delle università europee, avviata nel 2019. Da allora sono state create ad oggi 44 alleanze di università europee, con 340 istituti di istruzione superiore partecipanti. Lo studio elabora inoltre tre scenari per tracciare una mappa degli sviluppi futuri. Le raccomandazioni al Parlamento europeo mirano a rafforzare la sostenibilità delle AUE, a creare migliori condizioni normative e a migliorare i processi di apprendimento. Sul tema delle Alleanze Europee il comitato Hersc ritiene di dover avviare un approfondimento politico, per valutare l’impatto di questa iniziativa sulla qualità complessiva del sistema universitario europeo.

Le presentazioni sono state anche l’occasione per approfondire i temi dello sviluppo di un framework delle competenze dei ricercatori e dei programmi di research assement. Su questo ultimo punto, ampia discussione è stata dedicata alla Coalition for Advancing Research Assessment (COARA) e all’ Agreement on Reforming Research Assessment pubblicato il 20 luglio 2022. Il documento afferma che la valutazione della ricerca, dei ricercatori e delle organizzazioni di ricerca deve riconoscere – senza esercitare condizionamenti – i diversi risultati, le diverse pratiche e le attività che massimizzano la qualità della ricerca e l’impatto che ne deriva. In particolare, si richiede che le valutazioni si basino principalmente su giudizi qualitativi, supportati da un uso responsabile degli indicatori quantitativi. I firmatari concordano su: basare le azioni su principi comuni, di attuare 10 tra gli impegni previsti dall’accordo di scopo. Tra i firmati italiani dell’accordo diversi atenei e centri di ricerca nonché ANVUR e AISA (Associazione Italiana per la promozione della scienza aperta).

La giornata dell’8 marzo è quindi stata dedicata a discutere l’Action Plan sul Gender Equality di ETUCE e confrontarsi sulle politiche messe in campo dalle organizzazioni sindacali per garantire eguaglianza di opportunità, di accesso e condizioni di lavoro adeguate alle diversità di genere. Pur con qualche differenza, quasi ovunque in Europa continua a essere significativo il divario tra uomini e donne, in particolare nell’accesso a funzioni dirigenziali e di governo oltre che ai livelli più alti della carriera accademica (She figures 2021 – Publications Office of the EU). Due le sessioni di lavoro dell’Hersc: la prima su supporting gender equality of academic staff – policies, practices, actions; la seconda su National cases to ensure equal pay, fair career development, fight against harassment. Si è quindi discusso su come le organizzazioni sindacali possono svolgere un ruolo attivo a favore della parità di genere nell’accademia, oltre che nella società, e ci si è scambiati esperienze e prospettive di iniziativa politico-sindacale.

La prossima riunione si terrà a Bruxelles il 20 e 21 settembre 2023.


clicca qui per andare all'articolo originale:

https://www.flcgil.it/attualita/estero/verso-la-conferenza-interministeriale-di-tirana-dello-spazio-europeo-dell-istruzione-la-sintesi-dei-lavori-dell-hersc-a-bruxelles.flc