Working Group on Education and Skill, il report dei lavori del 4 e 5 maggio a Parigi

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Il 4 e il 5 maggio all’OCSE, a Parigi, si è svolto l’incontro del Working Group sull’Istruzione del TUAC, il ‘Working Group on Education and Skill’, cioè l’organismo consultivo dei sindacati dell’istruzione dei paesi che fanno parte dell’OCSE. Erano presenti delegati provenienti dall’Irlanda, Germania, Stati Uniti, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Giappone, Francia, Portogallo, Canada, Belgio e da Education International, l’Organizzazione mondiale dei Sindacati dell’Istruzione.

Per la prima volta, la riunione è stata condotta da Larry Flanagan, scozzese e attuale presidente di ETUCE (l’Organizzazione Europea dei Sindacati dell’Istruzione, della quale la FLC CGIL è componente del Direttivo) che ha preso il posto di John Bangs, americano, che aveva lo aveva guidato sin dalla sua nascita. E questa è stata anche la prima volta ufficiale per la nuova Segretaria Generale del TUAC, Veronica Nilsson, e per i nuovi funzionari. Si è trattato quindi quasi di una prima riunione di un nuovo corso, e non a caso, il confronto con i funzionari e i dirigenti dell’OCSE è stato questa volta particolarmente acceso. Nel corso degli anni infatti, il tentativo di questi è sempre stato illustrare le politiche e i progetti dell’OCSE, riducendo il tempo del confronto.

La riunione del 4 e 5, invece, che è stato il primo degli incontri del 2023 programmati (il prossimo sarà a novembre), ha sollevato molte volte questioni e interrogativi anche aspri.

Il dipartimento Education dell’OCSE ha 5 grandi sezioni, con questi compiti istituzionali:

  • Il Comitato per le politiche educative (EDPC), che ha il compito di assistere i governi nello sviluppo di politiche basate su dati concreti per l’istruzione e l’apprendimento, attraverso lo sviluppo di revisioni politiche specifiche, analisi e raccolta di dati, e di supervisionare la direzione strategica, la coerenza, la qualità e la comunicazione del lavoro dell’OCSE sull’istruzione svolto dagli organismi per l’istruzione.

A sua volta l’EDPC è supportato da sei gruppi, composti da delegati esperti in aree politiche specifiche:

  • la Rete sull’educazione e la cura della prima infanzia (Rete ECEC)
  • il Gruppo di lavoro sugli indicatori dei sistemi educativi (Gruppo di lavoro INES)
  • il Gruppo di esperti nazionali sull’istruzione e la formazione professionale (GNE-VET)
  • il Gruppo di esperti nazionali sulle risorse scolastiche (GNE-Res)
  • il Gruppo di esperti nazionali sull’istruzione superiore (GNE-HE)
  • il Gruppo di lavoro sull’istruzione e la formazione professionale internazionale (GNE-VET), supervisionato congiuntamente dal comitato direttivo di PISA
  • il Consiglio direttivo del Centro per la ricerca e l’innovazione educativa (CERI GB, cioè Governing Board), che cerca di fornire e promuovere la ricerca comparativa internazionale, l’innovazione e decide gli indicatori chiave sulle questioni attuali ed emergenti dell’istruzione e dell’apprendimento, compresi i collegamenti con altri settori politici
  • il Programme for International Student Assessment Governing Board (PISA GB, cioè Governing Board), che ha il compito di supervisionare e fornire indicazioni sullo sviluppo e l’attuazione esclusivamente del Programme for International Student Assessment dell’OCSE
  • il Comitato direttivo del Programma per l’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento (TALIS GB, cioè Governing Board), responsabile della supervisione del TALIS, l’indagine internazionale sull’insegnamento e l’apprendimento dell’OCSE
  • il PIAAC Board of Participating Countries (PIAAC GB, cioè Governing Board), Comitato dei Paesi partecipanti, che ha il compito di supervisionare e fornire indicazioni sullo sviluppo e l’implementazione del PIAAC, il Programme for the International Assessment of Adult Competencies, Programma per la valutazione internazionale delle competenze degli adulti, dell’OCSE.

Durante la tavola rotonda del secondo giorno, a riprova del ‘nuovo corso’ del Working Group, si è deciso di avere finalmente delle procedure trasparenti per la designazione dei membri che vengono proposti per questi organismi da Education International e dal Gruppo stesso, spesso con una fortissima influenza americana.

Come consuetudine molti e molto approfonditi sono stati i temi, i documenti preparatori, gli interventi e le discussioni.

1. L’istruzione nell’era digitale

Andreea Minea-Pic, analista, team Analisi e revisioni tematiche, Divisione Consulenza e attuazione delle politiche educative, Direzione Istruzione e competenze, ha presentato una panoramica del progetto “Resourcing School Education in the Digital Age: Effective Digitisation and Future Ready”, ‘L’educazione scolastica nell’era digitale: digitalizzazione efficace e pronta per il futuro’. Il dibattito sul ruolo del digitale nell’istruzione, sulle Intelligenze artificiali e su Chat GPT è stato intensissimo, e le questioni erano così stringenti che sono poi emerse in molti punti successivi dell’incontro.

Si è infatti partiti dal potere enorme che le aziende private che lavorano nel settore dell’Istruzione avranno su scuole, insegnanti, genitori e studenti, tanto che l’intero sistema scolastico potrebbe essere fortemente influenzato da aziende private. Le motivazioni di profitto di queste aziende, che producono e forniscono le strumentazioni digitali, giocheranno un ruolo del tutto fuori misura, anche rispetto alle decisioni che dovranno essere prese per l’istruzione. Per esempio, le scuole potrebbero subire, senza possibilità di contrasto, gli aumenti dei costi o la necessità di acquistare una tecnologia più costosa e aggiornata. Il sistema dipenderà dalla volontà dei loro partner tecnologici. Dal punto di vista delle Intelligenze artificiali (IA), la premessa fondamentale di questa tecnologia essenzialmente è la costruzione di strumenti per sostituire il lavoro umano e il processo decisionale. Nel dibattito è emerso chiaramente che i sindacati dell’Istruzione devono impegnarsi in modo aggressivo sia con i decisori politici che con gli sviluppatori di tecnologia educativa e intelligenza artificiale. Si tratterà infatti di governare un processo che, come si vede con Chat GPT, è ormai irreversibile. La FLC, come già in occasione delle riunioni europee e dell’ISTP 2023 a Washington ha ribadito la necessità di agire perché gli algoritmi – che vengono tenuti segreti per salvaguardare la concorrenza – diventino pubblici, proprio perché questi sistemi stanno per diventare delle vere e proprie ‘infrastrutture dell’istruzione’ e che tutte queste questioni vengano trattate e incluse nelle contrattazioni collettive nazionali. 

  • OECD (2023), Resourcing School Education for the Digital Age, OECD
  • OECD (2022), Value for Money in School Education: Smart Investments, Quality Outcomes, Equal Opportunities, OECD Publishing, Paris

2. Il confronto con il Direttore Schleicher 

Andreas Schleicher, lo storico Direttore della Direzione Istruzione e competenze dell’OCSE, ha condiviso i temi e i risultati principali della riunione ministeriale dell’OCSE sull’istruzione del dicembre 2022 e contemporaneamente ha fornito una generica panoramica del lavoro e delle priorità della Direzione per l’anno in corso. Si è discusso inoltre dei punti centrali e dei risultati dell’ISTP 2023, il Vertice internazionale sulla professione di insegnante che si è tenuto a Washington e al quale l’Italia ha partecipato per la prima volta con la FLC CGIL in delegazione con il Ministro Valditara. Al termine dell’intervento ha poi fatto dei cenni veloci l’attuale lavoro dell’OCSE sul sostegno agli studenti rifugiati, in particolare nel contesto dell’attuale crisi dei rifugiati ucraini.

  • OCDE (2022), Déclaration sur la construction d’une société équitable grâce à l’éducation, OECD/LEGAL/0485

3. Il coinvolgimento delle parti interessate nelle politiche per l’istruzione e le competenze

Il team dell’OCSE che si occupa della strategia per le competenze ha presentato una panoramica del progetto in corso ‘Joining forces to improve skills: The role of stakeholder engagement mechanisms in education and skills policy’, ‘Unire le forze per migliorare le competenze: Il ruolo dei meccanismi di coinvolgimento delle parti interessate nella politica dell’istruzione e delle competenze’. 

Il punto in questione è stato illustrato da Laura Reznikova, Analista, Strategia per le competenze dell’OCSE, Centro per le competenze dell’OCSE

4. ISTP 2023: L’istruzione come trasformazione: l’impegno globale, la sostenibilità e l’accesso digitale

Larry Flanagan, attuale presidente di ETUCE, in questa sessione, ha riproposto ai membri del TUAC l’opportunità di discutere gli stessi tre temi sui quali è stato basato l’ISTP 2023, il Vertice internazionale sulla professione docente 2023: (i) elevare e valorizzare la professione docente; (ii) educare alla competenza globale e culturale e all’impegno civico; (iii) sfruttare le tecnologie digitali per garantire un accesso equo e un migliore apprendimento per tutti.

Una non perfetta organizzazione dei lavori, insieme all’intenso coinvolgimento di molte delle organizzazioni presenti, hanno fatto sì che l’intera discussione sia stata però basata sulla questione delle Intelligenze Artificiali e di Chat GPT, a continuazione dei punti precedenti, dove evidentemente il tempo a disposizione non era stato sufficiente.

  • OECD (2023), Teaching for the Future: Global Engagement, Sustainability and Digital Skills, International Summit on the Teaching Profession, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/d6b3d234-en (documento riservato) 
  • Education International (2023), Poised for the Future: Transformative Teaching for Global Engagement, Sustainability and Digital Access, Education International (DOCUMENTO RISERVATO)

5. Il futuro della formazione professionale

Il team dell’OCSE per l’istruzione professionale e degli adulti , con l’ausilio di Marieke Vandeweyer, analista politico senior, team VET (Formazione professionale) e apprendimento degli adulti, Centro per le competenze dell’OCSE, ha illustrato e presenterà i punti principali e gli argomenti di discussione di un prossimo rapporto sul futuro dell’istruzione e della formazione professionale, che porrà alcune domande chiave per il futuro dell’istruzione e della formazione professionale, con dati ed esempi di politiche.

6. La rete Schools+

Questa sessione con Anna Pons, Analista e Project Manager del progetto Global Teaching Insights dell’OCSE, Direzione Istruzione e Competenze, ha fornito una panoramica dell’iniziativa Schools+ dell’OCSE, compresi gli obiettivi, il lavoro svolto finora e i piani per i prossimi due anni. Nel corso del 2023 e del 2024, infatti le reti partecipanti a Schools+ cercheranno di esaminare nuovi approcci alla pratica in classe, con quattro obiettivi principali:

  1. Creare connessioni all’interno di una nuova Comunità Globale, fornendo opportunità di apprendimento e scambio tra pari, e creare un’agenda globale dell’apprendimento.
  2. Riunire le scuole in un circolo di apprendimento, per co-creare soluzioni pratiche e sviluppare nuove risorse che contribuiscano a definire standard globali.
  3. Raccogliere e mostrare le buone pratiche delle scuole in una piattaforma online aperta che sintetizzi e diffonda esempi, innovazioni e nuove tipologie di apprendimenti a livello scolastico.
  4. Dare forma alla discussione mondiale sull’istruzione e le politiche attraverso un nuovo ‘Rapporto sulle prospettive delle scuole’ e un ‘Consiglio globale delle scuole’.
  • OECD (2023), Global Teaching Insights: A window into the world’s classrooms, OECD Publishing, Paris

7. Valutazione del fabbisogno di competenze per la transizione verde

Il team Analisi delle competenze e politiche ha presentato i principali risultati di un progetto volto a individuare strategie efficaci per trasformare in azioni politiche le informazioni qualitative e quantitative sui fabbisogni di competenze derivanti dalla transizione verso un’economia verde. Michele Tuccio, Economista, Divisione Competenze e Occupabilità, Direzione Occupazione, Lavoro e Affari Sociali afferma che partendo da definizioni diverse di Economia verde, cioè laddove si spinge verso lo sviluppo sostenibile oppure la decarbonizzazione, le competenze richieste e quindi da programmare sono diverse, soprattutto perché non ci sono lavori ‘green’ al 100%, ma aspetti dei singoli lavori che hanno una dimensione particolare di vocazione ecologica. Le analisi di previsione vengo fatte sia con strumenti quantitativi (misurando i numeri di offerta e richiesta di lavori specifici) o qualitativi (attraverso interviste a esperti e stakeholders).

Per usare i Big Data, l’unica possibilità è sviluppare un Natural Language Processing, e attraverso il Machine Learning, individuare i termini che possono evidenziare la richiesta di competenze green tra le richieste di lavoro.

8. Risorse umane nell’Università

Simon Roy, analista senior delle politiche, Politica dell’istruzione superiore e benchmarking, Direzione Istruzione e competenze del team dell’OCSE per le politiche dell’Università ha presentato i recenti risultati del progetto Resourcing Higher Education, che si concentra sulle politiche delle risorse umane nell’istruzione superiore e sui quadri politici per le carriere accademiche. Quattro sono stati i temi fondamentali: le forme di organizzazione e di ricerca delle risorse umane, la digitalizzazione (sia per l’apprendimento che per l’organizzazione), l’acquisizione e il miglioramento di competenze attraverso l’Università, lo sviluppo di progetti per il reperimento di dati (ADHEP, HEPS).

Tre invece le maggiori problematiche rilevate: incentivi economici basati maggiormente sulla ricerca, piuttosto che sull’insegnamento (essenzialmente a causa delle misurazioni nazionali e internazionali per premialità e rankings); eccessiva precarietà nel cursus accademico, molto più che in altri settori; un’ambiguità strutturale tra la ‘mobilità accademica’ e il ‘brain drain’, la ‘fuga dei cervelli’.

9. Strumenti pedagogici per il curriculum basato sulle competenze e l’innovazione nell’istruzione

Il team dell’OCSE per la Strategia d’innovazione per l’istruzione e la formazione presenterà la gamma di metodi didattici, strumenti e risorse sviluppati e testati nell’ambito del progetto.Stéphan Vincent-Lancrin, analista senior e vice capo della divisione IMEP, divisione Innovazione e misurazione dei progressi, direzione Istruzione e competenze ha presentato tutti i metodi, gli strumenti e le risorse didattiche sviluppati e testati nell’ambito del progetto “Fostering Students’ Creativity and Critical Thinking”, “Sviluppare la creatività e il pensiero critico degli studenti”, nonché i questionari di auto-riflessione per gli operatori del settore dell’istruzione sviluppati nell’ambito del progetto del Centro “Measuring Innovation in Education”, “Misurare l’innovazione nell’istruzione”.

Il tentativo è quello di costruire un Linguaggio Internazionale per insegnare la creatività e il pensiero critico, la costruzione di una gruppo di esempi di risorse pedagogiche per questo da inserire nei curricula nazionali, creare specifici piani di sviluppo professionale inerente, sviluppare strumenti di valutazione per misurare gli effetti di queste pratiche pedagogiche e misure standardizzate della creatività.

10. Tavola rotonda / Priorità future

Questa sessione è stata l’occasione per tutti i membri di discutere le priorità e le nuove modalità di organizzazione del Gruppo di lavoro per il futuro, comprese le possibili sinergie tra le diverse aree di lavoro, ma in particolare, come accennato sopra, si è discusso della necessità di una trasparenza delle nomine negli organismi e nei gruppi di esperti.

  • TUAC (2023), Proposed process for TUAC nominations to OECD Committees and Working Parties

11. Aggiornamento del Programma per la valutazione internazionale degli studenti

L’OCSE ha fornito un aggiornamento su PISA 2025 e condiviso alcuni punti chiave della strategia a lungo termine per PISA, che dal 2012 è passata da 64 a 81 paesi nei quali viene eseguita l’indagine (si noti che dallo scorso anno Cina e India per motivazioni diverse si sono tirate indietro). Tue Halgreen, analista senior, Programma per la valutazione internazionale degli studenti, Direzione Istruzione e Competenze ci illustra che nell’ indagine 2025, ci saranno 89 paesi, 40 OCSE e 49 partner, tra i quali Armenia, Ecuador, Egitto, Ghana, Kenya, Zambia, Kyrgyzstan, Tajikistan, e la regione Curda dell’Iraq partecipano per la prima volta.

Tre saranno le aree di competenza:

  1. spiegare i fenomeni scientificamente
  2. costruire e valutare il design per la ricerca scientifica e interpretare criticamente dati scientifici e prove
  3. ricerca, valutazione e uso delle informazioni scientifiche per le azione e le decisioni

Il focus sarà sulle scienze dell’Ambiente: comprendere il climate change e le sfide ambientali valutare criticamente le fonti di informazioni su questi argomenti e esplorare e comprendere le possibilità di azione in relazione a queste.

Molti paesi hanno chiesto di includere la valutazione di una lingua straniera nell’indagine, e è stato creato per il 2025 il ‘Foreign Assessment Program’ (il prossimo sarà nel 2033), con il focus sulla lingua inglese, programma che sarà però opzionale, e al quale hanno aderito solo 21 paesi, inclusa l’Italia.

Nel 2025, inoltre oltre alle materie ‘accademiche’ si indagherà anche il ‘learning in a digital world’, l’‘apprendimento in un mondo digitale’, dopo che nel 2022 si è indagato il ‘creative thinking’, il ‘pensiero creativo’. Dal 2025 il ciclo di PISA diventerà di 4 anni, per avere più tempo per le analisi, per non sovraccaricare le scuole, ma essenzialmente per motivazioni economiche in quanto l’indagine rappresenta un costo considerevole per i singoli Stati nazionali.

Dal 2029 le scuole coinvolte non saranno più 150 ma 170 (in totale poco più di 5000 studenti) per assicurare un equilibrio maggiore tra le tre aree maggiori, math, reading e science.

12. Priorità del Centre for Skills, il Centro per le competenze dell’OCSE per il 2024

La responsabile del Centro, El Iza Mohamedou, ha presentato le principali priorità del Centro per il prossimo anno: Valutazioni e raccomandazioni (Lussemburgo, Irlanda e Bulgaria), Strategie per le competenze regionali, nel Sudest asiatico, l’implementazione di progetti (Lettonia, Bulgaria e Slovacchia), Rassegne tematiche, sulla qualità dell’apprendimento degli adulti e sui meccanismi per coinvolgere stakeholder nelle politiche sulle competenze.


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